Tutta friulana l'ultima tappa di montagna del Giro d'Italia numero 109: da Gemona del Friuli 1976-2026 a Piancavallo sono 200 i chilometri da percorrere con 3.750 metri di dislivello.
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La tappa presenta una prima parte ondulata che percorre la piana del Tagliamento attorno a Gemona. Da segnalare la breve salita di Forgaria (traguardo volante) nel Friuli e il GPM di Clauzetto (3ª categoria) che immette nella Val Cosa da cui si raggiunge Maniago per poi entrare a Montereale Valcellina nel circuito finale di circa 53 km che prevede la doppia scalata del Piancavallo.
Nella prima parte le strade sono abbastanza tortuose, ma sempre ampie e ben pavimentate. Dopo il primo passaggio si scende sul lago di Barcis con una discesa abbastanza impegnativa seguita da una galleria di oltre 4 km in leggera discesa perfettamente illuminata e con fondo perfetto. Il percorso diventa quindi pianeggiante fino ad Aviano dove inizia la salita finale.
Ultimi 15 km interamente in salita. Primi 10 km molto ripidi sempre attorno al 9% con punte del 14%. Al km 10.9 la strada spiana e scende leggermente per ricominciare a salire (si attraversa una galleria paravalanghe) con pendenze più moderate (max 8%). Ultimo km piuttosto articolato sempre leggermente a salire.
LE STRADE DEL GIRO. Cinquanta anni. Tanto è passato dal terremoto che ha raso al suolo Gemona del Friuli e un’ampia fascia della sua regione. Un tragedia dalla quale però il Friuli ha saputo presto rialzarsi. Con forza e dignità senza uguali. Una ripartenza di cui proprio Gemona è la più vistosa testimonianza. Dalle macerie del 1976 è nata una città nuova ma capace di rimanere fedele a sé stessa, improntando la ricostruzione al motto “dov’era e com’era”. Prima della partenza della ventesima tappa del Giro sarà così particolarmente interessante passeggiare tra le via cittadine per ammirare il Duomo di Santa Maria Assunta, ricostruito conservando elementi distintivi quali il grande rosone e la galleria dell’Epifania, Il Castello, il rinascimentale Palazzo Boton e il Santuario di Sant’Antonio, considerato il più antico al mondo dedicato al Santo di Padova. Sorto nel XIII secolo nel luogo in cui il Santo soggiornò, conserva ex-voto, opere d’arte e la cosiddetta “Cella del Santo”.
Appena lasciata Gemona si giunge a Bordano, il “paese delle farfalle”, conosciuto per la presenza di numerosi e coloratissimi esemplari sul suo territorio. La Casa delle Farfalle accoglie nelle sue serre più di 400 specie di questi lepidotteri e sono anche molti i murales raffiguranti questi insetti dipinti sulle case di un paese davvero sorprendente. A Colloredo di Montalbano si ammira il castello di origini trecentesche e sovrastato dalla Torre con l’Orologio, poi avvicinandosi alle montagne è la volta di Forgaria. Qui si visita il museo all'aperto "I luoghi della Grande Guerra nel Friuli collinare", poi si guarda all’insù per osservare il volo dei grifoni e delle altre specie di rapaci che popolano la riserva naturale del Lago di Cornino. Maniago a sua volta richiede una sosta per visitare il Museo dell’arte fabbrile e della coltelleria che celebra la lunga storia della forgiatura in Valcellina.
Dopo il primo passaggio da Aviano - dove si ammirano nella stessa piazza il Duomo di San Zenone in stile neoclassico con all’interno notevoli tele cinque-seicentesche e Palazzo Menegozzi con le sue statue a coronare la facciata – e una prima scalata fino a Piancavallo, ci si rilassa sulle sponde del Lago di Barcis che abbaglia con il colore verse brillante delle sue acque e dalla cui sponde si possono godere magnifici panorami sulle sovrastanti Prealpi friulane. Eccola infine Piancavallo, capitale dello sport in montagna delle Prealpi Carniche, che anche d’estate offre innumerevoli opportunità di divertimento. Un esempio? La Passeggiata delle Malghe, percorso ad anello di circa 12 km che attraversa boschi e prati, offrendo punti panoramici sulla pianura e permettendo di scoprire le tradizionali strutture d’alpeggio del luogo. Uno sforzo tutto sommato limitato capace di regalare emozioni che rimarranno a lungo nel cuore.
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