CATS & MISDEEDS. PELLIZZARI IS WORTH AS MUCH AS SINNER

GIRO D'ITALIA | 29/05/2026 | 18:30
di Cristiano Gatti

A beautiful stage, the most beautiful of the Giro without Vingegaard, with the general classification contenders finally in the spotlight seeking improvements in podium positions, even if someone is collecting setbacks instead (case in point: Arensman). Such a magnificent stage, so fiercely contested, that in fact on TV they're talking about the women's Giro (no offense intended, the ladies have nothing to do with this).


Given how things stand, since the men's Giro no longer interests anyone, least of all state television and the organizers in their dismantling phase, I too take a detour and dedicate my (useless) pink jersey to someone. It's personalized, it's for Giulio Pellizzari. The motivation, however, isn't linked to his fine day of partial redemption, breaking away first, then giving it everything on the final climb to support captain Hindley toward the podium, but for much higher and more important merits: he's still here. He's here and continues to lose with complete dignity.


By coincidence, these days, half the world is emphasizing in bold letters, with misty eyes, the great nobility of Jannik Sinner, who in the throes of physical and existential crisis, slowly roasted in the furnace of Paris, proud and indomitable offered his chest to Argentine Cerundolo, accepting defeat all the way through, honoring his opponent and the public, when others would certainly have seized the opportunity to withdraw, fully understood and justified.

Nothing. After having amply demonstrated his ability to win, in a thousand ways, Sinner showed on his darkest day how to lose, in the only possible way, without running away, without hiding, without self-pity. All correct and all truly very beautiful. But finding myself here at the Giro, I immediately found myself thinking of our Pellizzari, whom we've been following for days in his long ordeal. Honestly, I find no differences. If Sinner deserves a monument, little Giulio deserves two. Finishing a tennis match is a matter of an hour (two sets of 1-6 and the ordeal is over), finishing a Giro that's already compromised in the first week is far more painful. It's like drinking the same poison every day, for an interminable time. And yet.

And yet Pellizzari didn't back down. Like Sinner, he didn't run away, clinging to very real motivations, malice-proof ones, that is serious ailments and deep crises. No withdrawal, no comfortable shortcut home, to spare himself the jeers, or even the most edifying compassion, of the world out there. Head held high, Pellizzari like Sinner has respected his opponents, the public, the race.

It must be crystal clear: if Sinner had remained in the dressing room after his collapse and if Pellizzari had withdrawn after the torments of certain hard stages, no one would have found anything to criticize. In any case the world would have understood, given the real and respectable reasons. But the mere fact of having resisted the legitimate temptation, the mere fact of having chosen outright defeat in the middle of the global square, adds to their career and their story a particular ingredient that smells of greatness. Perhaps the career loses something at the level of numerical and quantitative curriculum, but it certainly gains much at the qualitative level.

The two lines are decidedly parallel, but they are somewhat too distant in terms of general recognition. Everyone remarked on Sinner's nobility, almost no one on Pellizzari's. As far as I'm concerned, I want to restore equity. If Sinner is great because he doesn't hide from the ruthless divinity of humiliation, Pellizzari is equally great for doing the same, every day, without sparing himself anything. I owed him that much: it counts for nothing, it's just moral compensation. But to pass it over in silence would be a real injustice. Rhetoric is elevating Sinner to the most sublime heights. What is Pellizzari, nobody's son?


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COMMENTI
Gira femminile
29 maggio 2026 18:56 Arrivo1991
E che cosa sarebbe ???

E già
29 maggio 2026 18:59 ghisallo34
Ha vinto Kuss, quindi è un'altra tappa che non interessava a nessuno. Ora.

Sinner/Pellizzari
29 maggio 2026 19:13 Frank46
E' normale che di uno che sa vincere a ripetizione verrà sottolineato quando dimostra di sapere anche perdere, non tutti super campioni lo sanno fare.

Per ora Pellizzari però non è ancora, o non lo sarà mai, uno che stravince a ripetizione.

Se Pellizzari fosse stato il Vingegaard o il Pogacar della situazione, qualcuno ce lo vedrebbe a rimanere in gara beccandosi 40 minuti e soffrendo tra virus intestinali, spossatezza e quant'altro?

Io ne dubito. Pellizzari poteva lo stesso ritirarsi pur non essendo un fenomeno assoluto questo è certo, ma vedere un fenomeno assoluto che non molla anche quando tutto va in malora è diverso da vedere un buon campione fare lo stesso.

Evidente
29 maggio 2026 19:35 Craven
Pellizzari rappresenta l'ennesimo flop della premiata ditta giornalaia italiana e giustamente adesso bisogna difenderlo per non incorrere in magre figure.

Concordo
29 maggio 2026 19:42 Àaaaaaa
In questo Giro, le belle tappe sono state solo le vittorie della squadra emiratina.
Gli altri sono a turno degli attori per caso.
La tappa di oggi era nulla di che, al pari delle 4 che ha vinto Vingegaard. Già già

Paragone inutile
29 maggio 2026 20:18 CarloBike
Sta mischiando tennis con il ciclismo.
E francamente è assurdo leggere certi articoli.

Poveri risiconi
29 maggio 2026 20:53 Eli2001
perfino in una giornata in cui vince la Visma riuscite a fare polemica? Sembra quasi che ci godiate.

una piccola differenza tra Sinner e Pellizzari
29 maggio 2026 23:04 pickett
Pellizzari é stipendiato,e deve rendere conto del suo operato a un datore di lavoro.Sinner é un lavoratore autonomo,avrebbe potuto ritirarsi senza dover rendere conto a nessuno.

a me sembra
29 maggio 2026 23:09 Cappellaiomatto
che l' unico che stia rosicando ,e di brutto,sia proprio Gatti per le vittorie della Visma...e quindi con i possibili argomenti inerenti alla tappa,Kuss,Ciccone e Gee ,va a trovare un improbabile parallelismo tra un tennista che ha praticamente già vinto tutto(gli manca giusto il Roland Garros)e un corridore di ciclismo che non ha ancora vinto nulla di importante...

Signor Gatti
30 maggio 2026 00:30 Maldigambe
Mi dispiace un po', ma oggi l articolo non si regge in piedi...
Inoltre non mi ha nemmeno fatto ridere...
Ma capisco ...ogni tanto si può far cilecca.
;)))

Articolo scollegato
30 maggio 2026 04:58 SoCarlo
Ormai sono giorni che Gatti e misfatti non fa riferimento ad eventi della tappa.
Oggi si e' addirittura preso una pausa dal criticare corsa e corridori.
Aveva ben altro stile e contenuti anni fa. Purtroppo si invecchia.

SoCarlo
30 maggio 2026 13:59 Stef83
L'hai appoggiata piano🤣🤣🤣
Ma hai pienamente ragione...

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