La successione di salite dolomitiche odierne, fino dalla presentazione del percorso del Giro con la Feltre-Alleghe, già invitava ad uno sforzo di memoria non soltanto gli appassionati di storia del pedale, quanto una folta schiera di cicloamatori che quei colli li conoscono metro dopo metro. Il giorno della Cima Coppi, il Giau a quota 2236 metri, e di un tappone con 5000 metri di dislivello: Gazzetta dello Sport non supplica Vingegaard, lui che ha intascato i successi nei tre arrivi in salita, ma il titolo è di quelli ultimativi: “Jonas, ora fai l’impresa”.
“Per piantare la bandierina danese sull’ultimissima cima dell’ultima tappa di montagna del Giro d’italia, dal campo base di Feltre, da dove si parte oggi verso Alleghe, Jonas Vingegaard scalerà l’everest”. La metafora alpinistica scelta da Marco Bonarrigo su Il Corriere della Sera è corredata da una fotografia che, in chiave italiana, racchiude una logica aspettativa nei confronti dell’ottimo Davide Piganzoli, non solo coequipier della maglia rosa ma - prevede Urbano Cairo- in grado di chiudere tra i primi cinque. Il 23enne valtellinese se la merita tutta l’intervista pubblicata da La Stampa, colloquio con Daniela Cotto nel quale l’homo novus del ciclismo tricolore per ciò che riguarda i Grandi Giric svela i segreti della vita da gregario di lusso. Accanto a Vingegaard è sbocciato lui, il meticoloso Davide. Su Il Giornale, la scelta dell’incipit di Pier Augusto Stagi è sancita dal titolo dedicato a Magnier: “Lo spartiacque è su a Ca’ del Poggio, dove “il prosecco incontra il mare”, recita il claim. Il sorprendente è vedere sul traguardo di Pieve transitare i velocisti, ancor più incredibile e vedere il transalpino Paul Magnier vincere sulle strade del Prosecco”. Il transalpino è al terzo brindisi sul palco in veste di vincitore. Un filo di sprint chiusi in gloria che unisce la Bulgaria al …mare veneto, con tanto di rimando de L’Equipe alla grande tradizione cinematografica italiana. Per dirla con la titolazione: “La dolce vittoria”.
GAZZETTA DELLO SPORT
JONAS, ORA FAI L’IMPRESA
Le Dolomiti sono lì. Aspettano Jonas Vingegaard con un carico di bellezza e storia che non ha eguali al mondo. Al Giro d’Italia il terz’ultimo giorno, oggi, è quello del tappone: 5000 metri di dislivello tra Feltre e Alleghe e una sequenza che gli appassionati e non solo recitano a memoria da giorni, se non mesi: Duran, Coi, Forcella Staulanza, il Giau dal versante più duro (Cima Coppi a quota 2236 metri), Falzarego e l’ascesa finale ai Piani di Pezzè. Una meraviglia agonistica. Vingegaard ha il Giro in mano e già a Carì, martedì, ha esultato in maglia rosa. (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
LE ULTIME FATICHE DI VINGO, SULL'EVERET DEL GIRO VUOL CHIUDERE I CONTI
Per piantare la bandierina danese sull’ultimissima cima dell’ultima tappa di montagna del Giro d’italia, dal campo base di Feltre, da dove si parte oggi verso Alleghe, Jonas Vingegaard scalerà l’everest. Anzi, di più: il gigante himalayano svetta a 8.849 metri, il dislivello complessivo di oggi e domani tocca i 9.061. I velocisti sfiniti (ieri Paul Magnier si è portato al 3-0 su Milan), i passisti stanchi, convalescenti, feriti ripassano le tappe della via Crucis che li attende: Duran, Forcella Staulanza, il mostruoso Giau, Falzarego e Piani di Pezze oggi, il doppio Piancavallo domani. (Marco Bonarrigo)
LA STAMPA
PIGANZOLI, VITA DA GREGARIO DI LUSSO «IL MIO LAVORO SPORCO PER VINGEGAARD»
«Non posso fermarmi perché piove, sono sudato e ho paura di prendere freddo». Davide Piganzoli, 23 anni di Morbegno, Valtellina, ha ormai la stessa attenzione ai dettagli del suo capitano. Non è un caso che sia l'ombra del più forte del Giro d'Italia, la maglia rosa Jonas Vingegaard. Il re delle salite è maniaco dei particolari, le chiavi dei suoi successi. Grazie a lui, Davide è diventato un gregario di lusso, l'uomo che protegge la stella della Visma Lease eBike, uno dei team più forti del ciclismo moderno anche grazie all'intelligenza artificiale. Vingegaard è in testa alla classifica generale. È l'uomo che tutti osservano, controllano e spesso attaccano. Ma alle sue spalle c'è il fedele servitore. (Daniela Cotto)
IL GIORNALE
VOLATA A PIEVE; TREIS DI MAGNIER, BEFFATO MILAN
Lo spartiacque è su a Ca’ del Poggio, dove “il prosecco incontra il mare”, recita il claim. Il sorprendente è vedere sul traguardo di Pieve transitare i velocisti, ancor più incredibile e vedere il transalpino Paul Magnier vincere sulle strade del Prosecco.
Dopo Burgas e Sofia ecco Pieve di Soligo, atto terzo. Pilotato a meraviglia dal tuttofare Stuyven, il francese nato in Texas completa l’opera con una volata regale senza se e senza ma. «Non è il successo più bello perché lo sono tutti, di sicuro è quello più inaspettato», dice il ragazzo della Soudal diretto dall’italianissimo (almeno quello) Davide Bramati. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
LA DOLCE VITTORIA
Ha dovuto sfogarsi con qualche singhiozzo, asciugarsi qualche lacrima su una sedia e farsi riportare alla realtà da qualcuno che gli dicesse che era tutto vero, prima che Paul Magnier potesse finalmente assaporare il momento, a bocca aperta.
Una terza vittoria al Giro a 22 anni, la prima in Italia dopo due precedenti successi in Bulgaria quasi due settimane prima, e un prestigio in costante crescita con il passare della giornata, una giornata che non avrebbe mai dovuto finire così. Lo sprinter francese della Soudal Quick-Step è davvero un campione (Thomas Perotto)
TUTTOSPORT
IL TRIPLETE DO NAGNIER, 3° MILAN: RESTA ROMA
Fra i colli del prosecco Paul Magnier fi rma il triplete al Giro d’Italia 2026, Edoardo Zambanini in piazza d’onore è una piacevole conferma, Jonathan Milan al terzo posto sempre più cannoniere dalle polveri bagnate e il vicentino Francesco Busatto, quarto, la rivelazione. È il responso della Fai della Paganella-Pieve di Soligo. Dal trentino alla Marca Trevigiana c’è stata la solita fuga-show di Mattia Bais, Andrea Mifsud, James Shaw, Jonas Geens. Quest’ulti-mo con etichetta da irriducibile. Mentre i quattro guidavano la gara, nella zona rifornimento a 49 km dall’arrivo la maglia bianca Afonso Eulalio è finita a terra. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
MAGNIER, È SHOW
Un tris di prepotenza sotto uno scroscio di pioggia. Paul Magnier colpisce ancora e, dopo i due successi iniziali ottenuti in terra bulgara, ieri a Pieve di Soligo è stato più forte anche delle terribili pendenze del Muro di Ca’ del Poggio a meno di dieci chilometri dal traguardo e, pilotato alla perfezione dal soli-to Jasper Stuyven, ha resistito alla rimonta dei due italiani Edoardo Zambanini (2°) e Jonathan Milan (3°) che si sono dovuti arrendere ancora una volta allo strapotere del francese. Successo dalle sfumature ciclamino. (Alberto Dolfin)
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