GATTI & MISFATTI. CHI TUTELA PELLIZZARI

GIRO D'ITALIA | 25/05/2026 | 15:30
di Cristiano Gatti

Non è Pogacar e non è nemmeno Vingegaard. Trovo ingiusto pretendere che lo diventi (ai suoi quasi 23 anni quei due avevano già cambiato il mondo). Però Pellizzari è Pellizzari, è tutto quello che abbiamo, è la speranza e la realtà, è l'unico italiano che ipoteticamente, idealmente, potenzialmente possa dire cose pesanti nei grandi giri (c'è chi già gli piazza vicino l'amico suo Piganzoli, ma sinceramente mi sembra ancora un po' prestino).


Non stiamo neanche a riassumere troppo prolissamente le puntate precedenti: Pellizzari ha fatto la gavetta con la famiglia Reverberi (il Cielo sempre abbia in gloria la nostra cantera di Reggio Emilia), si è meritato l'upgrade (Dio, come parlo bene) nel top-team (Dio, come riparlo bene), dove ha iniziato il vero master (Dio, come...) in leadership (Dio…), prima come assistente a Roglic, ora finalmente da vero capo.


Sappiamo come sta andando: tra azzardi eccessivi (la volta che sul Blockhaus ha provato ad essere Vinge) e virus fetenti, il suo Giro stava girando in bancata totale, fino a un millimetro dall'umiliante ritiro. Poi il fatto imprevisto: dalla logica ferrea degli scienziati che ormai governano le grandi squadre è sbucato fuori un fossile, considerato ormai sperduto nelle nebbie dell'antichità, il carattere. Cioè a dire quel fattore che nessun master e nessun metodologo, ma direi neanche il miglior mental-coach (Dio, come...), riusciranno mai a creare e a coltivare, neanche corrompendo con dosaggi mostruosi di Giga la più sgualdrina delle Intelligenze Artificiali.

Tirando fuori il suo carattere, che solo mamma e mamma natura gli hanno concesso, Pellizzari sta riuscendo a risalire come un salmone la corrente del fallimento. Il segnale chiaro: la resistenza e la reazione di Pila. Niente di storico, ma un vero segnale. L'inizio di un nuovo inizio. Adesso, una settimana per tornare al suo posto, là dove l'avevamo collocato con tanto fervore, morti di fame come siamo, sul podio dei nostri sogni futuri. Basterebbe – basterà – una grande tappa delle tre montagnose, basterebbe – basterà – stare sempre con i migliori, almeno fino a quando Vinge deciderà di stare lì, poi con gli altri, ricordando che un conto è essere inferiori al fenomeno, un altro – molto più deprimente – è non reggere i Gall, gli Arensman, i Bernal.

Giulio è un caro ragazzo, ha più il profilo del boomer che del simil-maranza tatuato, ma soprattutto evidenzia in bicicletta chiare attitudini da vero corridore. Quanto, deve spiegarlo in questo paio di stagioni.

Però c'è un però: va aiutato a capirlo e a capirsi. Va tutelato. E qui passo in modalità polemica: non mi pare che finora la Red Bull Bora abbia fatto proprio tutto per il meglio, nei suoi confronti. Mi riferisco direttamente, senza giri di parole, alla vicinanza di Hindley: presentato come una specie di tutore esperto, che l'aiuti nei momenti decisivi della tappa, ma soprattutto gli stia vicino a livello psicologico anche nei momenti difficili. Finora, niente di tutto questo s'è visto.

Nel suo onesto candore, Pellizzari racconta che Hindley è come un fratello. Hindley ovviamente conferma. La stessa squadra parla di due capitani, per chiudere a tenaglia Vingegaard (s'è visto, difatti). Quello che abbiamo visto tutti noi, non essendo propriamente tordi, è che Hindley non ha perso occasione per mettere qualche secondo tra sé e il ragazzo, sempre con lo stesso schema, con lo scattino finale più propaganda che sostanza.

Ci si capisce: Hindley non può essere sacrificato a Pellizzari, se Hindley è così forte da staccare tutti e sbaraccare il Giro, ne ha il pieno diritto. Ma qui succede una cosa diversa: Hindley non ha la forza di sbaraccare proprio niente, non dico Vinge, ma neppure i Gall. Se tutto quello che gli riesce è scattare a trecento metri dal traguardo per guadagnare 7'', allora io la chiamerei in un altro modo: è una porcheria. Il solo risultato di questi scattini, ormai un rito nel Giro di Hindley, è dimostrare che lui è meglio di Pellizzari. Questo a livello di gerarchie. Ma a livello psicologico, di semplici relazioni umane, l'effetto è più pesante: di certo, non incoraggiano il ragazzino, caso mai lo mortificano. Ed è proprio qui che dovrebbe entrare in gioco la squadra, fermando il giochino sporco, imponendo la logica e il rispetto. Senza fare nomi, c'è anche un altro modo per dimostrare quanto intendo dire: Caruso. E non aggiungo altro.

Morale? C'è la sensazione che queste gestioni alla tedesca – soldi, scienza, organizzazione, schematismo, programmazione, rigidità – stia dimostrando qualche limite. Ovviamente parlo anche della Lidl, pure a trazione tedesca. Vai a sapere: i tedeschi si sono inventati il ciclismo negli anni '90, con Ullrich e la Telekom (Altig era emigrante in Italia), di certo non hanno nel Dna e nella testa una cultura costruita nei secoli, come Spagna, Francia, Italia. E chi ti dice che in certe situazioni in cui servono cuore, elasticità, fantasia, persino improvvisazione, non vadano velocemente in barca. Chi ti dice che quando serve un dosaggio elevato di umanità, vedi la crisi di crescita di un ragazzo italiano, questi limiti non saltino subito fuori. E' un'ipotesi, non è una verità scientifica: chiaramente, i tedeschi faranno molta fatica a capire. Per l'occasione, torna comunque utile una semplice formula, mai superata: Italia-Germania 4-3. Questa la capiscono di sicuro. Senza rancore, si fa per scherzare. Ma neanche tanto.


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COMMENTI
scattino all'arrivo a parte
25 maggio 2026 15:43 Leonk80
tutti hanno visto che proprio nel momento che Pellizzari raggiungeva Hindley e quell'altro, l'australiano ha fatto un allungo

Eccezionale
25 maggio 2026 15:46 Craven
Ancora con la storia di Hindley gregario, troppo bello.

Ma..
25 maggio 2026 16:08 frankie56
lasciamolo respirare. Non sarà mai come quei due menzionati, ma sarà, anzi è, un ottimo corridore, ma soprattutto un bravissimo ragazzo. Che brutto creare, per lavoro, aspettative che poi vanno a condizionare addirittura i corridori stessi. A me Pellizzari piace così com'è, poi se crescerà ancora ben venga.

Hindley e Pellizzari più o meno si equivalgono...
25 maggio 2026 16:25 AleC
...e quindi tanto vale che ognuno faccia la sua corsa, senza pretese di gregariato, forse anche senza questi scemissimi scattini dimostrativi.

Giornalisti...
25 maggio 2026 16:27 Ottavo Pianeta
Cit. :"Però Pellizzari è Pellizzari, è tutto quello che abbiamo".
Giusto per non mettere pressione...

Un giovane ciclista dovrebbe stare lontano da giornalisti e social!

Su Piganzoli
25 maggio 2026 16:34 Frank46
Ci sta dire che bisogna aspettare a dire che possiamo accostarlo a Pellizzri, ma negli ultimi giorni qualche dubbio sul fatto che forse si sta davvero dimostrando di quella pasta mi sta venendo.

Lui ha detto che la cronometro non l'ha fatta a tutta... Sappiamo che nel primo arrivo doveva essere il penultimo uomo (non ricordo se poi hanno scambiato all'ultimo il suo ruolo con quello di Kuss) e che finito il suo lavoro è andato un pò al risparmio.

Dopo di quella tappa lo hanno promosso ad ultimo uomo e Vingegaard gli ha detto che finito il proprio lavoro può "divertirsi".

Non gli hanno detto esattamente che deve curare la classifica come capitano in 2a in caso di qualche cataclisma, però gli hanno dato un certo grado di libertà... Quando vuole testare fin dove può arrivare con il suo ritmo può farlo, purchè prima faccia una bella tirata per Vingegaard.

Giorni fa VanderPogi diceva che vedendo il livello di questo Giro persino Piganzoli se potesse potrebbe puntare al podio.

Sul livello di questo Giro sicuramente la penso in modo totalmente diverso perchè chi si giocherà i piazzamenti qui se li è giocati in altre occasioni dei buoni piazzamenti e lo farà in futuro..

Sul fatto che sarebbe stato in grado di giocarsi il podio ci sto ripensando anche io alla luce delle sue dichiarazioni.

Lui tutto il suo svantaggio da chi si giocherà il podio lo ha preso staccandosi appositamente per non spremersi troppo in vista del lavoro che avrebbe dovuto fare per Vingegaard e tutt'ora dice ce a lui non interessa nulla di rimanere in classifica.

Pellizzari e Piganzoli tra gli under 23 se la giocavano alla pari con Del Toro.
Al passaggio al professionismo con le due professional italiane, Bardiani e Polti, da un lato Del Toro approdando subito ad una World Tour, si è mostrato un gradino sopra a Pellizzari, dall'altro Piganzoli si è dimostrato un ulteriore gradino al di sotto di Pellizzari.
Approdando in Bora Pellizzari ha fatto un ulteriore salto di qualità scalando rapidamente le gerarchie e trovandosi ad essere trattato come un pari di gente che ha vinto GT.
Piganzoli però andando anche lui in una worldtour ha fatto un salto qualitativo anche superiore a Pellizzari che forse gli ha permesso di recuperare il gap che si era evidenziato quando entrambi navigavano in due professional italiane.

Ricordiamoci che al Tota c'era il 19enne e bicampione del mondo tra junior e under (Lorenzo Finn)... E ricordiamoci che pur non essendo ancora professionista già stava sui livelli di Pellizzari, Arensman, Sorer ecc ecc.
Poi è vero che il Tota non è il Giro, ma lui ancora non si allena da profesisonista... Noi ne abbiamo 3 molto buoni e mollto giovani... e rimarranno li per una dozzina di anni.

Hindley che ci azzecca con Caruso?
25 maggio 2026 16:45 Frank46
Hindey non sta facendo da chioccia a nessuno e nessuno del team Bora ha detto mai niente del genere... smettetela di dire cose campate per aria..

Pellizzari non è uno sprovveduto e sa che il primo avvesario è il suo cocapitano. Le dichiarazioni che fa sono dichiarazioni diplomatiche... tra di loro non c'è guerra aperte ma neanche sono amici come dicono. Pellizzari quando dice che da Hindley o da Roglic impara tanto non sta dicendo che loro gli stanno facendo da chioccia, sta dicendo chè è fortunato ad avere squadra campioni di quel tipo e a correrci insieme carpendo i loro segreti... anche per cercare di batterli... ma questo non lo dice..
Se Pellizzari avesse avuto la forza di fare quegli scattini per guadagnare 7s ad Hindley li avrebbe fatti lui.. Anche Hindley tra l'altro è stato male..
Quegli scatti sono anche sostanza perchè 7s oggi 10s domani e ti arriva a podio.

L'unica cosa importante è che quando ci sarà un azione vera di uno dei due, l'altro non si metterà a tirare per raggiungerlo e si metterà passivo a ruota... e se chi ha lanciato l'azione verrà raggiunto l'altro dovrà contrattaccare.

Se si muoveranno in questo modo le loro possibilità di fare altissima classifica miglioreranno e ci sarà anche qualche possibilità in più di conquistare un successo di tappa come fatto lo scorso anno alla Vuelta da Pellizzari.

Alec
25 maggio 2026 16:49 Frank46
Sia alla scorsa Vuelta (prima della crisi di Pellizzari) sia a questo Giro, Hindley la differenza su Pellizzari l'ha fatta con questi scattini...

Rodriguez e Valverde nei GT ci hanno costruito i loro podi con questi scattini... Non sono scemissimi scattini e non sono solo dimostrativi. Tappa dopo tappa si sommano e diventano 40 s di vantaggio....

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