Sulla carta stampata è giorno di pareri illustri, esigenti nei confronti dei primattori di questo Giro e non solo, perchè suona come un monito autorevole quanto dichiarato da Paolo Bettini all’inviata de La Stampa, Daniela Cotto; “oltre Ganna c’è il vuoto”. Su un punto il due volte iridato e Vincenzo Nibali, intervistato da Gazzetta, concordano: “Vingegaard deve dare di più” - sostiene lo Squalo, che invita ad osare Pellizzari(“deve fare il matto”). Per Nibali, comunque «Vingegaard resta il favorito e molto probabilmente vincerà ma... il Giro non è ancora chiuso del tutto. Anzi, è aperto. E da lui mi aspetto molto di più».
Tanti chiamano Jonas a prendersi la scena con un numero d’alta scuola, magari pungolandolo (Ragionier Vingegaard lo chiama il Corsera) e ci sta. Lo farà anche Repubblica, ma forse domani, perchè oggi Cosimo Cito sceglie un’apparente divagazione, facendo tappa a Stella, il paese dell’indimenticato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Ne esce una descrizione vivida dei luoghi, compresa la vecchia casa natale, dove fa bella mostra di sé una bicicletta. Pertini, il cui legame con lo sport è spesso associato all’esultanza al Bernabeu in occasione della finale del Mundial’82, era soprattutto un grande appassionato di ciclismo, sport popolare per eccellenza. Intanto, nel dopo corsa, vanno a braccetto Il Giornale (Il ragazzino Segaert beffa i velocisti) e L’Equipe(L’occasione perduta degli sprinter), dando appuntamento agli sprinter in quel di Milano. Annota Pier Augusto Stagi: “è la terra del cioccolato (Novi), ma il Bric Berton risulta amarissimo ai velocisti come Milan, Magnier e Van Uden”.
GAZZETTA DELLO SPORT
NIBALI, E’UN GIRO APERTO
VINGEGAARD DEVI DARE DI PIÙ
Nessuno quanto lui ha segnato la storia recente del Giro d’Italia. Vincenzo Nibali l’ha conquistato due volte, nel 2013 e nel 2016: è ancora l’ultimo dei nostri ad esserci riuscito. E poi, allargando il campo alle sei partecipazioni tra il 2011 e il 2019, ha sempre chiuso sul podio: la cosa gli vale un piccolo record. Lo Squalo ha scoperto la corsa della Gazzetta il 12 maggio 2007 debuttando con una cronosquadre all’arcipelago de La Maddalena, l’ha salutata il 29 maggio 2022 dentro l’Arena di Verona, ma continua a non perdersene un minuto da osservatore. Domenica è atteso al traguardo di Milano, intanto analizza per noi la situazione quando mancano nove tappe alla fine - ieri tappa a Segaert, Eulalio sempre in rosa - partendo da una considerazione non banale: «Vingegaard resta il favorito e molto probabilmente vincerà ma... il Giro non è ancora chiuso del tutto. Anzi, è aperto. E da lui mi aspetto molto di più». (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
VINGEGAARD, IL RAGIONIERE EL GIRO - LA STRATEGIA DEL MINIMO SFORZO
Assieme a velocisti, scalatori e passisti, nei vecchi manuali di ciclismo compariva sempre il finisseur, atleta in grado di gestire le forze in modo da eccellere nelle ultimissime fasi della gara, tanto raro quanto amato dai tifosi. In genere alto, leve lunghe, potente e stabile, il Nostro in vista del traguardo azionava il radar per fiutare il momento giusto (una curva, un attimo di rilassamento del gruppo) e partire a tutta (la «sparata») beffando gli sprinter. Modelli ideali, il bresciano Guido Bontempi negli Ottanta, lo svizzero Fabian Cancellara nel nuovo millennio, fino a quando il ruolo è stato messo in crisi dal controllo serrato dei grandi team. Dopo tanto tempo, ieri al Giro d’italia è stato avvistato un finisseur vecchio stile, il belga Alec Segaert, 23 anni, compagno della maglia rosa Eulalio. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
TRA I RICORDI, LE AMATE PIPE E LA VECCHIA BICI
IL GIRO A CASA PERTINI
Dopo Savona e Albisola, dopo il mare, il Giro è entrato nella Liguria più vera, la più sfuggente. In fondo a un cielo inimmaginabile c’era il Beigua con i suoi alberi smeraldini e in mezzo al manto verde, campanili e paesi sperduti ma solo in apparenza. Una strada, una mulattiera, un sentiero, una logica c’è sempre, bisogna cercarla. Appena la strada ha iniziato a salire, sulla destra ecco Stella. (Cosimo Cito)
LA STAMPA
BETTINI: "VINGEGAARD SI ALLENA PER IL TORU. ITALIA, OLTRE GANNA C'E' IL VUOTO
«La pedalata inclusiva è stata un momento di riflessione per tutti noi. Un'esperienza interessante che ho condiviso con l'amico Fabrizio Macchi (bronzo alle Paralimpiadi di Atene 2004) che ha una gamba sola, ma va in bicicletta. Mi viene da dire che sono fortunato ma le persone come lui danno grande carica». Sono sempre interessanti e profonde le osservazioni di Paolo Bettini, oro ai Giochi di Atene 2004, campione del mondo nel 2006 e nel 2007, penultimo italiano a indossare la maglia iridata. Testimonial di Banca Mediolanum e osservatore acuto di una tappa interlocutoria, la Imperia-Novi Ligure, che non ha premiato nessun italiano. (Daniela Cotto)
IL GIORNALE
IL RAGAZZINO SEGAERT BEFFA I VELOCISTI: SCATTO DEL BELGA E NIENTE SPRINT
Nella città dei Campionissimi, i campioni lasciano fare. Ti aspetti i velocisti e invece sbuca fuori un ragazzino belga di 23 anni che si va a prendere la tappa numero 12. Gli basta un’accelerazione a 3200 metri da traguardo per sparigliare le carte e togliersi la soddisfazione di vincere la prima tappa in un Grande Giro. Per Alec Segaert è tanta roba. Alle sue spalle, il connazionale Toon Aerts (Lotto Intermarché) e Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team), nono il nostro Edoardo Zambanini (Bahrain – Victorious).Novi, oltre ad essere la terra di Girardengo – il primo campionissimo della storia - e di un Coppi garzone che da qui si mosse per diventare Campionissimo, è la terra del cioccolato (Novi), ma il Bric Berton risulta amarissimo ai velocisti come Milan, Magnier e Van Uden. Chi si attendeva lo sprint è rimasto deluso: staccati e attardati, sarà per la prossima volta: a Milano (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
LA BATTAGLIA PERSA DEGLI SPRINTER
L'indescrivibile bellezza della Liguria e delle sue strade affacciate sul mare ha invitato ieri a pedalate rilassanti e al piacere di godersi il primo sole cocente. In una sorta di mini Milano-Sanremo al contrario, tra Imperia e Novi Ligure, il gruppo del Giro non ha avuto questo privilegio. Al contrario, ha sofferto per la strada e il caldo. Soprattutto gli sprinter, che non avranno un'altra occasione per darsi battaglia in gruppo fino a Milano domenica e Roma una settimana dopo. (Thomas Perotto)
TUTTOSPORT
SEGAERT DOLCE NOVI, EULALIO GUADAGNA 6”
Nella “Città dei Campionissimi” trionfa il passista belga Alec Segaert e ciò è di buon auspicio. Il vincitore della Imperia-Novi Ligure ha tutte le caratteristiche per iscriversi al club dei grandi. Alec, 23 anni, è nato a Roeselare, città delle Fiandre Occidentali che diede i natali al grande velocista Patrick Sercu (13 tappe vinte al Giro d’Italia, 6 al Tour de France). L’etichetta di ragazzo pro-digio ha sempre accompagnato Segaert, che in Italia si laureò Campione d’Europa Juniores a cronometro (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
ENERGIA EULALIO
Com’è stata la tua giornata oggi?». A formulare la domanda conclusiva al sorprendente vincitore di giornata Alec Segaert è nientemeno che la maglia rosa. «È iniziata nel migliore dei modi, perché mi sono svegliato al fianco di Afonso Eulalio e lui mi ha trasmesso energia positiva», ha risposto divertito il ventitreenne belga, racconta curioso retroscena dato che i due sono stati compagni di stanza. (Alberto Dolfin)
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