Sotto il cielo di Novi Ligure, terra che riporta subito alla memoria ancora le imprese di Fausto Coppi e di suo fratello Serse, il Giro d’Italia continua a tingersi con i colori della Bahrain Victorious. A pochi chilometri dall’arrivo di ieri sorge Castellania, piccolo borgo sulle colline piemontesi che ha dato i natali ai due fratelli Coppi e che ancora oggi rappresenta uno dei luoghi simbolo del ciclismo italiano, così come Novi Ligure, città d’arrivo di oggi che ha visto nascere Costante Girardengo e Giuseppe Cavanna.
In questa atmosfera ricca di storia, Afonso Eulalio ha conservato la maglia rosa al termine di una giornata perfetta per la sua squadra, culminata con il successo del compagno di camera Alec Segaert. Una vittoria che ha acceso il sorriso del portoghese, sempre più protagonista inatteso di questo Giro d’Italia.
Durante la conferenza stampa, Eulalio non ha nascosto tutta la sua soddisfazione: «Questa è una giornata perfetta, la vittoria è molto importante per il team, erano tre anni senza vittoria in un grande giro e inoltre continuiamo a tenere e a rafforzare la maglia rosa, quindi è stata una giornata veramente perfetta».
Il leader della classifica generale ha poi raccontato il clima che si respira all’interno della Bahrain Victorious, capace di reinventarsi dopo il ritiro prematuro di Santiago Buitrago: «Non so quale sia il nostro segreto, abbiamo perso Buitrago praticamente il secondo giorno, doveva essere lui il nostro capitano e invece giorno dopo giorno ci siamo ricreati un nuovo Giro d'Italia e lottiamo per fare sempre meglio. Con Segaert penso che ci sia un bel feeling, siamo una squadra molto giovane, a parte Damiano Caruso, quindi ci divertiamo tantissimo, ci prendiamo tanto in giro e con Alec anche ed è il mio compagno di stanza, quindi magari la mia maglia rosa ha dato il potere anche a lui».
Una battuta che racconta bene il clima leggero all’interno del team. Eulalio e Segaert condividono camera e fatica, anche se il tempo per godersi davvero l’amicizia durante il Giro è pochissimo: «Io e Alec siamo amici però durante il Giro d'Italia non abbiamo troppo tempo per stare insieme perché ci sono i viaggi poi interviste e il protocollo e per finire l'antidoping. Arriviamo in albergo stanchi e ci sono i massaggi, mangiamo e dormiamo quindi non abbiamo tempo di fare le altre cose».
Fondamentale, nel percorso di crescita del giovane portoghese, anche la presenza di Damiano Caruso, il veterano della squadra, decisivo anche a Novi Ligure: «Oggi quando ci siamo avvicinati al chilometro Red Bull, Damiano mi ha detto di andare, ho visto che nessuno partiva e quindi sono partito io. È stato quasi un vantaggio che ho preso gratis. Ho preso questi secondi senza che nessuno lottasse».
Secondi preziosi che permettono a Eulalio di conservare la maglia rosa, ma il portoghese resta lucidissimo sulle difficoltà che lo attendono. La salita di Pila, infatti, potrebbe cambiare completamente gli equilibri della corsa, soprattutto con un campione come Jonas Vingegaard pronto all’assalto.
«Sarà difficile mantenere questi trenta secondi di vantaggio su Jonas Vingegaard quando arriverà il prossimo arrivo in salita. Lui ha già vinto Tour de France e Vuelta ed è veramente molto forte».
Eulalio non si nasconde e sembra quasi prepararsi al possibile sorpasso del danese sulle montagne valdostane. Ma intanto il Giro si gode la favola del giovane portoghese in rosa, capace di regalare entusiasmo a una squadra che sembrava aver perso il proprio leader dopo appena due tappe.
Da Novi Ligure a Castellania, passando per le colline di Coppi, il ciclismo continua a vivere storie bellissime. E quella di Afonso Eulalio, almeno per un altro giorno, resta la più bella del Giro.
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