Tutta piemontese la tappa numero 13 del Giro d'Italia che dalle terre dei Campionissimi porta dritta a casa di Pippo Ganna: la Alessandria-Verbania misura 189 km per 1400 metri di dislivello, tutti concentrati in un finale che promette di essere esplosivo.
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Ci attende una tappa piatta per 160 km che si movimenta improvvisamente negli ultimi 30 che ne contengono l’intero dislivello. Si attraversa da Sud a Nord la pianura Padana da Alessandria fino a raggiungere il Lago Maggiore. La tappa percorre strade prevalentemente larghe e rettilinee e attraversa alcune città importanti (Casale Monferrato, Vercelli…) con la consueta presenza di ostacoli urbani. Dopo aver percorso la costa ovest del lago Maggiore inizia la sequenza di brevi salite che porta all’arrivo. Per prima Bieno (4a categoria, 2,4 km al 5,5%, scollinamento al km 167,7) dalle pendenze abbordabili seguita a Ungiasca (3a categoria, 4,7 km al 7,1%, scollinamento al km 175,7) con alcuni chilometri sopra il 10%. Segue la discesa su Verbania fino all’arrivo, ultimi 3 km lungo il Lago: si percorre dapprima una strada larga e quasi diritta per poi seguire la costa con alcune curve e un lieve restringimento della carreggiata.
LE STRADE DEL GIRO. Giornata tutta piemontese, senza particolari difficoltà prima del finale e che tocca tre capoluoghi di provincia. Luoghi da conoscere, ma non certo gli unici a meritare una sosta in attesa dei corridori. Alessandria è una città assai attenta alle biciclette e al ciclismo. Un legame profondo e ben raccontato dall’AcdB Museo (acronimo di Alessandria Città delle biciclette). Dopo la visita si va alla scoperta della città partendo da Piazza della Libertà, contornata da importanti edifici storici tra i quali spiccano il Palazzo Rosso, noto anche come Palazzo degli Orologi, il barocco Palazzo Ghilini e l’ottocentesco Palazzo Cuttica. Interessante il Museo Borsalino, che ripercorre la storia del celebre produttore di cappelli con l’esposizione di 2000 copricapi. Si trova invece ai margini della città, la Cittadella, costruita nel 1728 e considerata uno degli edifici militari più importanti d’Europa.
A Casale Monferrato è il possente Castello dei Paleologi (XIV sec.) a pretendere una sosta con la sua forma esagonale asimmetrica e delimitato da quattro grandi torrioni circolari.
La giornata continua tra le infinite distese di risaie che hanno fatto di questa parte del Piemonte il principale polo europeo della risicoltura per quantità e qualità del prodotto. Una tradizione che ha il suo cuore a Vercelli dove è piacevole sostare nelle sue piazze salotto, prime tra tutte Piazza Cavour e quella ai piedi del Broletto.
La seconda parte della tappa si sviluppa sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, che si incontra ad Arona. La passeggiata sul lungolago sembra un obbligo senza però rinunciare a risalire la collina alle spalle della cittadina per visitare il San Carlone, la statua dedicata a San Carlo Borromeo che per altezza (35 metri) è la seconda al mondo dopo la Statua della Libertà di New York tra quelle costruite in bronzo.
A Stresa si punta verso il porticciolo dove salpano i traghetti per le Isole Borromee. La visita ai sontuosi palazzi e ai giardini dell’Isola Madre e dell’Isola Bella riempie gli occhi e rimane nel cuore. Tornati sulla costa è il Parco Pallavicino, preziosa oasi faunistica e botanica allo stesso tempo ad obbligare a un’ulteriore sosta. Maggio è il mese dell’esplosione dei roseti: bisogna davvero approfittarne
Gran finale a Verbania, anch’essa affacciata sul Lago Maggiore. Qui è pressoché inevitabile la visita ai Giardini Botanici di Villa Taranto, uno dei complessi del suo genere più importanti d’Europa, con migliaia di specie e spettacolari fioriture. Colori e profumi si ritrovano poi a Villa Maioni dove si trova la cosiddetta “Biblioteca delle Camelie”, parco botanico con centinaia di varietà. Nel cuore della città, il Museo del Paesaggio, ospitato a Palazzo Viani Dugnani, custodisce preziose opere legate al territorio realizzate tra Otto e Novecento. Da vedere, perché questa città viene da lontano.
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