Il sogno rosa di Afonso Eulálio continua. E forse a cosa più sorprendente è che il primo a non aspettarselo fosse proprio lui. Alla vigilia della cronometro di 42 chilometri che ha aperto la seconda settimana del Giro d’Italia, il portoghese era convinto che i grandi uomini di classifica avrebbero provato l’assalto decisivo alla classifica generale. In particolare Jonas Vingegaard sembrava il candidato ideale per ribaltare la situazione contro un corridore che, almeno sulla carta, non aveva nella lotta contro il tempo il suo terreno preferito.
E invece Eulálio ha resistito. Con freddezza intelligenza e una prova ben gestita dall’inizio alla fine, il leader della corsa è riuscito a difendere il simbolo del primato, confermando come questo Giro stia assumendo sempre più i contorni di una favola sportiva.
Il corridore portoghese ha affrontato la cronometro senza l’ossessione del risultato assoluto, scegliendo piuttosto di correre con equilibrio, limitando i danni nei tratti più favorevoli agli specialisti e sfruttando al meglio le proprie energie nei momenti chiave del percorso. Una strategia che si è rivelata vincente e che gli ha permesso di conservare il comando della classifica generale anche dopo una giornata considerata da molti decisiva.
Al termine della gara, Eulálio si è presentato in conferenza stampa ancora rilassato e soddisfatto per il risultato ottenuto: «Non mi aspettavo di tenere la maglia rosa. Nei giorni scorsi ho scherzato riguardo alla mia ragazza che è stata campionessa nazionale a cronometro, ma la vera forza me l'ha data la maglia rosa più che i consigli di lei».
Il portoghese ha poi raccontato le emozioni vissute prima della partenza, ammettendo di aver provato sensazioni nuove rispetto al passato.
«Oggi è stato strano perché era la prima volta che ero nervoso prima di una gara di ciclismo. Certo, stavolta avevo la pressione della maglia rosa e per questo ero un po' nervoso, però alla fine devo dire che mi ha aiutato, mi ha dato più potenza».
Questo ha spiegato perfettamente l’atmosfera che si respira attorno a lui in questi giorni. Eulálio non è soltanto la sorpresa del Giro, ma un corridore che sembra correre spinto dall’entusiasmo e dall’energia di un momento irripetibile.
Anche dal punto di vista tecnico, il leader della corsa ha evidenziato i grandi progressi compiuti contro il tempo: «In carriera non avrò fatto più di 10 chilometri, non abbiamo mai lavorato troppo sulla posizione fino all'anno scorso, solo quest'anno abbiamo iniziato e credo che si siano visti i frutti».
Una crescita che apre inevitabilmente nuovi scenari anche per la classifica generale. Eulálio, che inizialmente sembrava destinato a puntare soprattutto sulle vittorie di tappa, ora non nasconde più l’ambizione di voler restare tra i migliori fino a Roma.
«Ho parlato in questi giorni con i miei direttori sportivi, mi hanno chiesto se volevo puntare alla classifica generale o alle tappe e dobbiamo ancora vedere bene. Per il momento posso dire che sono felice e che sto sognando con questa maglia addosso, quindi vorrei provare a fare bene anche in classifica».
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