GATTI & MISFATTI. LA SQUADRA RIGIDA E LA SQUADRA ELASTICA

GIRO D'ITALIA | 13/05/2026 | 18:36
di Cristiano Gatti

Di sicuro la Lidl ha fatto bene i suoi calcoli, un teorema che niente e nessuno può smontare, me lo spiegano apertamente al mattino sul lungomare di Praia, “s'è deciso già a gennaio che in questo Giro avremmo corso per Milan, tutto è di conseguenza...”. E la maglia di Ciccone, un italiano in rosa al Giro d'Italia? Allargamento di braccia, dichiarazione non scritta, ma piuttosto eloquente: non ci interessa, non era nei piani, andrà come deve andare.


Squadra rigida e ortodossa, programmi rigorosi e immodificabili. E così. E così la nazione italiana, a maggio con nonne e zie davanti al televisore, si becca questa pena infinita della maglia rosa italiana che va alla deriva, chilometro dopo chilometro, sola come un cane, sotto il diluvio, nelle foreste impenetrabili e tenebrose di Basilicata. La squadra? Ha altri programmi, ha altro per la testa, gli sprint di Milan (finora tutti persi) e la classifica di Gee. E Ciccone? Ciccone pensi alle tappe, se ce la fa. Non alla maglia rosa. E se ce l'ha addosso, la sbatta via il più in fretta possibile.


Filosofia aziendale logica e rispettabile, niente da eccepire. Ma rigidina. Anzi rigidona. Alle zie e alle nonne, ma anche a me, resta in testa una domanda: com'è, nei programmi invernali che prevedono tutto, non è mai prevista l'imprevedibilità della corsa, l'imprevedibilità della vita? Di conseguenza: proprio non è ammissibile un briciolo di elasticità e di flessibilità, in questo caso magari un paio di uomini davanti con Ciccone per tenere la maglia fino al Blockhaus, dove si sarebbe presentato in modo regale davanti alla sua gente d'Abruzzo.

Lo so, la tecnica mi zittisce con compassione. La tecnica è inflessibile e impietosa, non può concedersi cambiamenti e modifiche in corsa. Per cui: la maglia rosa va a Eulalio dopo la tappa della follia e sempre viva il grande Giro d'Italia dei peones.

Però io un però me lo tengo stretto. E a questa idea di squadra rigida contrappongo subito un'idea compiuta di squadra elastica e flessibile, attualmente in corsa proprio agli antipodi della Lidl di Ciccone. Parlo senza problemi, senza timori di sentirmi dare del venduto, della Uae. Voglio dirla tutta: è una squadra ricchissima, ha il fenomeno più fenomenale di sempre, potrebbe vivere di rendita sui prodigi del solista, eppure non perde mai occasione per ritagliarsi il suo prestigio di vera squadra. Qui al Giro stiamo assistendo a qualcosa di eccezionale, che meriterebbe solo applausi e simpatie, se non prevalesse sempre la piccola invidia dei piccolini. Nelle prime ore del Giro la Uae perde tre corridori fortissimi, il capitano Yates e due scudieri come Vine e Soler. Solo una lacrima, solo una legittima rabbia di qualche momento. Poi, come si usa e come si deve, almeno dove assieme ai soldi girano anche dei valori, subito il voltapagina. Non è finito niente, siamo in cinque, cambiano gli obiettivi e cambia la tattica, ma non saremo noi a rinchiuderci comodamente nel rimpianto, domani è un altro giorno e si ricomincia in un altro modo. Matxin e Baldato, al pullman, ogni mattina parlano della tappa come fosse sempre una finale. E i risultati sono strepitosi. A Cosenza si vede un Christen irresistibile, un'energia bambina che diverte da sola, certo anche un po' matta, in fondo al gruppo per poi ritrovarlo in testa a prendersi i secondi del traguardo volante, poi di nuovo in coda prima di rivederlo scattare da finisseur nell'ultimo chilometro, arrivando a un pelo dal duetto tappa-maglia, e comunque visto che non ce la fa lui pronto l'intervento di Narvaez per centrare la vittoria. Quindi, il giorno dopo, da Praia a Potenza. Sempre in cinque sono, ma sempre cinquanta sembrano. In fuga Narvaez, poi ecco in scena Arrieta, che con Eulalio ne combina di tutti i colori, però alla fine va di nuovo a vincere in quanto Uae, due in due giorni, doppietta incredibile dei magnifici sinistrati. Ma anche dell'elasticità e della flessibilità, valori mai superati dalla tecnica e dal progresso. Nemmeno mi sto a chiedere come avrebbe reagito una squadra rigida perdendo tre corridori in pochi chilometri iniziali del Giro (immagino, a caso: cosa vuoi, i programmi erano tutti per Yates, in cinque dove vuoi andare, arriviamo a Roma e tanti saluti a casa). Chiudo qui i se e i ma, mi tengo stretto l'unico vero spettacolo di queste prime tappe, la valorosa reazione della Uae e dei suoi cinque sopravvissuti. Ragazzi, questo non è sopravvivere: è prendere la vita per le corna, la vita e le sue carognate, per trasformare gli scherzi del destino in occasioni di gloria. Standing ovation alla banda Baldato, che potrebbe prendersi una vacanza, che invece sta tenendo in piedi il Giro. Qui la dico e qui non la nego. E poi certo, come no, in quanto venduto e servo dei potenti, passo in amministrazione per prendere i miei petrodollari dagli sceicchi, come tutti quanti sanno bene.


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COMMENTI
rido già
13 maggio 2026 18:56 Eli2001
non credo che questa rubrica sia scritta per i quattro scappati di casa che la commentano (io il primo) ma fossi io l'autore un po' me la riderei scrivendo. Come un ragazzino che butta un petardo in mezzo alle galline per vederle tutte starnazzare indignate ;-)

Peones?
13 maggio 2026 19:09 giovanna92
Da giorni, non solo oggi, articoli al limite dell'offensivo.

Ma chi l'avrebbe dovuto aiutare?
13 maggio 2026 19:13 Frank46
Sobrero si era staccato, chi lo doveva aiutare Dereck Gee? il 4° dello scorso anno per aiutare il 31enne che mai è arrivato in top 10 pur provandoci sempre?

Poi, per il fatto che la squadra ha dei gregari da pianura per Milan... Milan è una garanzia, ha vinto la maglia del miglior velocista in tutti i GT in cui ha partecipato negli ultimi 3 anni.

Hanno fatto 2 volate, in una è arrivato 4° e in un altra 2°.

Domani potrebbe già essere la volta buona.

La Lidl, al contrario di quanto scrive, è l'unica squadra che è venuta al Giro puntando teoricamente a tutto, quindi il contario di una squadra con uno schema rigido.

Una squadra che ha uno schema rigido è una squadra che si prefissa un unico obiettivo e tutti devono lavorare per quell'obiettivo.

Hanno messo un gregario a tenere la fuga sottocontrollo fino al momento clou e poi l'unico altro corridore che poteva aiutarlo, Sobrero, è andato in crisi.

giovanna92
13 maggio 2026 19:33 Frank46
Da giorni se leggi da giorni il sr Gatti. Da anni ogni qualvolta c'è il Giro d'italia, non da giorni....

La Lidl non aveva gli uomini per tenere la maglia oggi
13 maggio 2026 19:38 VanDerPogi
In una squadra di 8, più della metà sono il treno di Milan, più Ciccone e Gee. Avrebbero tenuto volentieri la maglia, ma non è colpa loro se gli è capitato di indossarla nella classica tappa appenninica da "fuga bidone" sotto la pioggia. Già al km0 mi son detto subito "oggi la fuga arriva con 10 minuti". Matematico. Da manuale dei grandi giri, anzi, dal bigino del manuale.
In quanto alla UAE, hanno portato un sacco di grandi corridori al Giro, lasciando Pogacar un po' solitario e scoperto al Romandia, ma avendo tante frecce al proprio arco per le vittorie di tappa, un po' come la Vuelta 2025. Se sanno che la generale è persa in partenza, sono arrivati al Giro sapendo di doversi arrangiare con cacciatori di tappe. Mi sembra anzi molto studiata e pianificata... (salvo cadute che mettono KO tre possibili cacciatori di giornata)

La LDL condotta da dilettanti allo sbaraglio
13 maggio 2026 19:46 marco1970
Fossi in Ciccone mi cercherei subito un'altra squadra. E' maglia rosa e gli fanno tirare il gruppo ma dove si è mai visto? Lui tirava davanti e i suoi gregari erano dentro la pancia del gruppo.Non credo che a Giulio avesse fatto schifo indossare la maglia anche nel suo Abruzzo. Per le tappe ci avrebbe pensato una volta persa la maglia di capo classifica.Intanto con Milan ,lui si che ha a disposizione la squadra,ha perso due volate.Hanno sbagliato anche Pellizzari e Vingegard a permettere alla fuga un vantaggio di otto minuti.

Gaffe da non far notare
13 maggio 2026 19:54 Craven
La UAE che tiene in piedi il Giro? Sogno o ieri la corsa l'ha fatta la Movistar e oggi erano in fuga come tanti altri fuori classifica che li han lasciati andare? Però il top è che lo ha scoperto stamattina che Ciccone era venuto al Giro per le tappe, almeno seguire le dichiarazioni preGiro, non ci va molto.

Arrieta
13 maggio 2026 20:07 Tola Dolza71
Non è che sia un campione affermato, magari potrà diventarlo ma per ora, secondo i criteri di Gatti, è un peones come tanti altri.
Intanto oggi Silva ha fatto terzo, magari anche lui un giorno potrà diventare un campione.
Quello che non succederà mai è sentire Gatti che critica la UAE

Eli
13 maggio 2026 20:30 Tola Dolza71
E per chi sarebbe scritta? Per gli amici del salottino?

Lidl
13 maggio 2026 20:37 alerossi
Hanno provato a tenerla. Infatti con ghebreigzabhier hanno tenuto la fuga a 2 minuti sotto controllo. Solo che in salita non hanno nessuno. Sobrero se avesse retto sarebbe stato un aiuto nell'altopiano, ma essendosi staccato e non essendoci altre squadre in gruppo interessate la fuga è andata a 8 minuti, un distacco come si vede in tutte le tappe da fuga di un grande giro.

Confessione
13 maggio 2026 20:40 Albertone
Oggi apprezzo la sincerità. Bravo.
Manca solo 1 tassello e riguarda il moderatore.
È l'ultimo step, poi sapremo tutto.

Frank46
13 maggio 2026 21:23 giovanna92
Leggo da anni, ma francamente ho poco tempo in genere per commentare e ultimamente l'autore mi sembra peggiorato.

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