ARRIETA. «UNA VITTORIA CHE SIGNIFICA MOLTO PER ME»

GIRO D'ITALIA | 13/05/2026 | 17:53
di Francesca Monzone

È il Giro dei sogni: ieri lo ha realizzato Giulio Ciccone, oggi è stata la volta di Igor Arrieta 23 anni, figlio d'arte con papà José Luis che è stato uno dei fedelissimi gregari di Miguel Indurain per tutta la sua carriera.


Cresciuto nel vivaio della Movistar e approdato poi alla UAE Emirates XRG, Arrieta è stato protagonista di una corsa davvero eccezionale: «nel finale - ha raccontato a caldo - non era possibile guidare la bicicletta: sono caduto io, è caduto Eulalio, poi ho sbagliato una curva ma sono riuscito a recuperare e a vincere. Alla fine qui a Potenza ho conquistato una grandissima vittoria, una vittoria che significa per me e mi darà grande morale per il resto della corsa. La caduta? Adesso mi farò visitare, spero che non ci siano problemi se non qualche ematoma e qualche escoriazione».


LA CONFERENZA STAMPA. «E’ stato durissima, all’inizio non era così freddo ma dopo la prima discesa mi sono congelato, anche se non è stato il mio giorno più freddo in bici. Era partita la fuga, ma non si sapeva chi c’era davanti, chi c’era dietro, la radio non funzionava, e poi ci siamo ritrovati in 20 in fuga».

L’azione decisiva per Arrieta prima della salita della Montagna grande di Viggiano a 49 km dall’arrivo: «Era difficile capire quando fosse il miglior momento per attaccare. Io ho pensato che forse era meglio anticipare la salita dura: anche Eulalio pedalava forte, mi ha raggiunto e così abbiamo collaborato insieme. Ma poi io sono caduto, e sono ripartito, lui è caduto ed è ripartito. E poi quando ci stavamo preparando allo sprint, sono andato dritto in una curva».

Momenti di grande tensione negli ultimi 5 km verso Potenza, tra discese e tornanti: «No, no, no, mi sono detto, non è possibile finire così – continua Arrieta, seconda vittoria da professionista: è passato pro’ nel 2021 con la Kern Pharma -. Ho visto che anche Eulalio stava soffrendo e che l’avrei potuto raggiungere, e così ho dato il massimo di me stesso fino all’ultimo metro».

Per la Uae Emirates è la seconda vittoria di fila dopo quella di Narvaez a Cosenza: «E’ stata una grande ispirazione per me vederlo vincere dopo la caduta due giorni prima, dopo che i tuoi compagni di squadra sono costretti al ritiro. Tu lavori duramente e magari in una caduta svanisce tutto. Anch’io sono caduto: mi sono rialzato, ho visto che non avevo nulla di serio e sono ripartito per cercare la vittoria».


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COMMENTI
Alla faccia dello spettacolo che garantisce ogni volta che sale in bicicletta l’alieno….. i big non si sono ancora visti….. sicuramente sei minuti per Vingo sono bazzecole ma a me continua a non piacere il suo approccio….. sarò io che sono stato abituato da ragazzo alle imprese di pantani….. ma ripeto, continua a non
13 maggio 2026 19:32 Pacho1807
Big inesistenti

Cucciolone Arrieta
13 maggio 2026 19:40 VanDerPogi
Non riusciva neanche a parlare da quanto era sconvolto dal finale di tappa. Chissà come è stato viverlo dalla bici...
Gran vittoria per un gran lavoratore silenzioso.

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