Cala il sipario a Montesilvano sulla Coppa del Mondo UCI e l’Italia del paraciclismo chiude la terza prova continuando a salire sul podio anche con le prove in linea per ciclisti e tandem. Dopo le medaglie conquistate nelle crono e i successi di ieri con l'handbike, gli azzurri trovano ancora risultati pesanti nell’atto conclusivo della tappa abruzzese.
A prendersi la vittoria di giornata è Claudia Cretti, che nella categoria WC5 regola la volata finale e conquista l’oro davanti alla cinese Ji Zixian e alla canadese Jessica Law. Tutte e tre chiudono con il tempo di 1h39’00”, ma è l’azzurra a trovare lo spunto decisivo sul traguardo. La campionessa azzurra, oltre alla medaglia d'oro, si prende anche la maglia di leader di Coppa del Mondo nella sua categoria, WC5. Al termine della gara l'atleta ha ricordato Alex Zanardi, simbolo e punto di riferimento del movimento paralimpico italiano: "Dopo questa prova ripenso ancora ad Alex e al suo entusiasmo contagioso per tutto il movimento".
Un pensiero speciale anche alla madre nel giorno della festa della mamma: "Dedico questa vittoria a mia madre che oggi è qui a seguirmi, di lei non potrei fare a meno". Cretti ha poi raccontato le difficoltà della corsa, gestita con grande lucidità e tattica: "E' stata una gara impegnativa, dove ho dovuto controllare le avversarie che cercavano di impedirmi di arrivare allo sprint. Ma ho mantenuto il controllo della situazione e a conquistare questa vittoria".
Continua il buon weekend anche dei tandem. Nella prova femminile, arriva l’argento per Marianna Agostini e Noemi Lucrezia Eremita, battute soltanto dalla Gran Bretagna di Sophie Unwin e Jenny Holl. Terza l’Irlanda con Katie-George Dunlevy e Linda Kelly. Podio azzurro anche con il tandem maschile, prova in cui Lorenzo Bernard e Paolo Totò chiudono terzi alle spalle dell’Olanda di Patrick Bos e dell’Irlanda composta da Damien Vereker e Mitchell McLaughlin.
Nella prova MC4, infine, vittoria per il francese Kevin Le Cunff davanti agli azzurri Andrea Biancalani, secondo, e Giacomo Salvalaggio, terzo.
Una Coppa del Mondo da protagonista per il paraciclismo azzurro, capace di conquistare complessivamente 17 medaglie e due maglie di leader grazie a Mirko Testa nella MH3 e Claudia Cretti nella WC5. Un risultato che rappresenta il frutto del lavoro avviato negli ultimi anni dal CT Pierpaolo Addesi, orientato al rinnovamento della squadra e alla crescita di nuovi talenti in vista delle Paralimpiadi di Los Angeles 2028. "E' stata una Coppa del Mondo molto importante-ha dichiarato Addesi- dove abbiamo vinto 17 medaglie arrivate anche dal ciclistico e dal tandem, riuscendo ad affermarci anche in categorie diverse dall' handbike, dove ovviamente continuiamo ad essere competitivi".
Il CT azzurro ha sottolineato come il principale obiettivo del progetto tecnico è quello di aprire un ciclo che porti all'inserimento di giovani atleti e al rinnovamento organico. "Sono due anni che punto a questo obiettivo per presentarmi a Los Angeles con atleti di alto livello in tutte le categorie. Ci stiamo riuscendo molto bene, dimostrando di aver fatto quel salto di qualità che, spero, ci permetterà di puntare a medaglie dove in passato non riuscivamo ad essere protagonisti. Lo sguardo è rivolto ora al futuro e al percorso di avvicinamento verso il grande appuntamento paralimpico statunitense" ha concluso.
A chiudere il bilancio della tappa abruzzese anche il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni: “Montesilvano ha ospitato una Coppa del Mondo organizzata in maniera impeccabile, in un territorio che ancora una volta conferma quanto l’Abruzzo sia terra di ciclismo e di grande sport. Voglio ringraziare tutti, dalle Istituzioni ai volontari, fino a chi ha lavorato dietro le quinte per la riuscita di questo evento. I complimenti vanno soprattutto al CT Pierpaolo Addesi e a tutto il suo staff per il lavoro che stanno portando avanti. Questa è una Nazionale che ha inserito tanti nuovi elementi ma che resta competitiva in tutte le categorie, continuando a crescere e a raccogliere risultati importanti anche dove in passato era più difficile emergere”.
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