Lo avevamo lasciato a Roubaix con il sapore della sconfitta, ma oggi Tadej Pogacar è pronto come non mai e vuole portare a casa la sua quarta vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi.
«Che cosa ho fatto dopo la Parigi-Roubaix? Mi sono allenato» ha detto ridendo Tadej Pogacar alla presentazione delle squadre. Lo sloveno, 28 anni, due volte campione del mondo, ha conquistato tre Liegi: nel 2021 (battendo Alaphilippe nella volata a cinque), nel 2024 e 2025 con due attacchi quasi identici sulla Redoute a 35 km dall’arrivo. «La Liegi è sicuramente una corsa completamente diversa, ma d'altra parte è anche molto faticosa. In questo senso, c'è una somiglianza con la Roubaix: bisogna essere in buona forma, in grado di sopportare uno sforzo di 6-7 ore. Solo che qui ci sono più salite».
Pogacar è l’uomo da battere e domani partirà come il favorito numero uno.
«In questi giorni sono anche andato dal parrucchiere - scherza Pogacar, che ha vinto 12 Monumenti: davanti a lui c’è solo Eddy Merckx con 19. - La Redoute è decisiva? Non si tratta solo di quella salita. Ci sono tantissime ascese difficili su questo percorso, servono buone gambe per tutta la giornata. Sarà dura e i rivali sapete chi sono, quelli che hanno vinto le classiche di questa settimana (Evenepoel all'Amstel e Seixas alla Freccia Vallone, ndr). Si parla molto di Remco e Paul, hanno dimostrato di essere in buona forma, ma tutti sembrano pronti, quindi ci saranno molti corridori in grado di vincere. Non si può escludere nessuno: almeno uno per ogni squadra può vincere».
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