LJUNGBLAD, LO SVEDESE CHE CONQUISTO L'AUSTRALIA (PASSANDO DA LUCCA). GALLERY

STORIA | 17/04/2026 | 08:20
di Valter Nieri

Non tutti gli svedesi hanno il carattere freddo che viene loro attribuito. L'ex professionista Jonas Ljungblad è stato molto influenzato dalle correnti italiane, tanto che sembra naturalizzato nel nostro paese. 


«Da ragazzo ero appassionato di pallamano ma poi, vedendo mio fratello Magnus che correva in bicicletta, volli provare a cambiare disciplina sportiva. Arrivarono subito confortanti risultati: da juniores vinsi la cronometro ai campionati nazionali ma anche su strada me la cavavo bene e fui contattato dal Team Crescent, un marchio di biciclette americano successivamente prodotto in Svezia. Un biennio quello del 2000-2001 prodigo di soddisfazioni tanto che mi si aprirono le porte al professionismo grazie ad Ivano Fanini, il dirigente ciclistico che più stimo e che mi ha lanciato. Come tanti miei connazionali mi sono trasferito per correre in una squadra italiana. Appena arrivato a Lucca conobbi il diesse Roberto Pelliconi: fra noi ci fu un'intesa a prima vista, anche nei gusti... Aveva sempre in auto della liquirizia che a me è sempre piaciuta».


Lei arrivò in Italia a 21 anni.
«Esatto, ricordo Lucca e poi Capannori dove ha tutt'ora sede Amore e Vita. Una magnifica zona dove ho trascorso anni piacevolissimi assieme alla mia compagna Elin, che ho sposato nel 2010. Imparai velocemente la lingua italiana, ero giovane, pieno di entusiasmo e poi avevo la donna della mia vita a mio fianco. Miravo a copiare il mio connazionale Glenn Magnusson che come me è nato ciclisticamente con la squadra di Ivano Fanini, riuscendo a vincere anche tappe al Giro d'Italia. Le squadre di Fanini sono sempre state ideali per i giovani»,

Nel 2002 in maglia Fanini la prima vittoria da professionista di Jonas Ljungblad arrivò all'Herald Sun Tour, la corsa a tappe più antica in Australia la cui prima edizione ebbe luogo nel 1952. 

«In quella mia prima partecipazione mi trovai a competere per la classifica generale e chiusi al terzo posto dietro al vincitore Baden Cooke e ad Alan Iacuone. Andai a segno vincendo la volata di un gruppetto ristretto nella terza tappa da Bacchus Marsh a Buninyong il 19 ottobre. Un momento indimenticabile della mia carriera. La prima vittoria da professionista non si scorda mai».

Nel 2003 il ritorno in Svezia per correre con la Bianchi-Scandinavia.
«Avevo un po' di nostalgia del mio paese, ma soprattutto, essendo un passista veloce, non vedevo molte corse adatte a me in Italia. Ma poi volli ritornare ad Amore e Vita per riprovare a vincere nel Sun Tour e feci centro nell'edizione 2004, precisamente nella settima tappa da Creswick a Daylesford. Tolsi la maglia di leader a David McKenzie nella dodicesima tappa delle 13 in programma chiudendo in maniera trionfale al termine dell' ultima tappa a Traralgon».

Il 2004 fu l'anno magico di Jonas che si impose anche nella quarta tappa del Giro di Slovenia, nella quinta e nella settima tappa del Tour of Queensland che lo vide vincere anche la classifica finale. Nel 2005 Jonas continuò ad indossare i colori di Amore e Vita vincendo altre quattro corse: il Tour de Vendée, il Tour du Lac Léman, la Melbourne to Warrnambool Classic ma soprattutto aggiunse nella bacheca di Ivano Fanini  un altro titolo nazionale vincendo la prova su strada. 

Nella lunghissima storia di Ivano Fanini e del suo team autentici scopritori di talenti, trova spazio quindi anche Jonas Ljungblad, oggi 47 anni. Nel prosieguo della carriera professionistica ha indossato altre maglie senza però riuscire a vincere con continuità. Nel 2006 si aggiudicò la terza tappa al Giro del Lussemburgo e nel 2008 di nuovo la gara in linea del campionato svedese. L' ultimo suo successo è stato nel 2008 in maglia P3 Transfer nella terza tappa della Vuelta a Leòn per una carriera che si è protratta fino al 2012 con la sua ultima stagione nel Team Differdange. 
Una volta attaccata la bicicletta al chiodo nel 2012, è stato  c.t. della nazionale svedese dal 2013 al 2016. 

Da anni ormai Jonas lavora come direttore di un'azienda svedese che si occupa di vendita e rottamazione di biciclette. Ha tre figli: Victor che gioca a pallamano, vecchia passione di Jonas che è anche allenatore, Alice di che gioca a calcio e a pallamano ed Elsa che pratica ginnastica e calcio. Una famiglia che ama lo sport con ragazzi ai quali Jonas non vuol mettere alcuna pressione ma solo indirizzarli verso quelle che saranno le loro scelte.


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