Sarà la salita di Casaglia, già dominata dal Campione del Mondo Tadej Pogačar nella crono perugina del Giro d’Italia 2024, a decidere le sorti della 71ma edizione del Gran Premio Pretola, gara per Elite e Under 23 che si svolgerà a Pretola (PG) domenica 19 aprile 2026.
La gara, organizzata dall’A.S.D. Tevere, che ha visto il suo esordio nel calendario ciclistico nel lontano 1952 anno della fondazione dell’associazione, è la più longeva della regione e tra quelle con il maggiore numero di edizioni a livello nazionale.
Dal primo vincitore, il laziale Fernando Nardelli, molteplici sono i nomi del firmamento ciclistico mondiale ad aver iscritto il loro nome nell’Albo d’Oro della corsa: dal viterbese Livio Trapè (1958) che taglia il traguardo di Pretola due anni prima di conquistare l’oro e l’argento alle Olimpiadi di Roma, al compianto Enrico Paolini, passando per il bergamasco Paolo Lanfranchi, fino ad arrivare al messicano Said Cisneros che dopo la vittoria dell’ultima edizione (riservata alla categoria Juniores) è stato ingaggiato dal colosso belga Soudal Quick -Step.
Il Gran Premio Pretola ha anche saputo valorizzare i talenti locali come lo spoletino Francesco Cesarini, che ha lasciato un grande vuoto tra gli addetti ai lavori e non solo, i perugini Gianluca Brugnami e Eros Pittavini, nonché il magionese Sergio Spagliccia e il folignate Maurizio Ciani.
Altri grandi campioni, piazzati in quel di Pretola, hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Diego Ulissi, Filippo Zana, l’umbro-siculo Salvatore Puccio e il campione olimpionico Fabio Casartelli tragicamente scomparso nel Tour 1995.
Tra i ciclisti da ricordare con curiosità, non si può, infine, non citare il norvegese Morten Sæther che, dopo il quarto posto a Los Angeles 1984, ha partecipato da indipendente alle edizioni 86-87 cogliendo altrettanti secondi posti sempre alle spalle del siciliano Salvatore Caruso.
L’edizione 2026, con partenza e arrivo a Pretola di Perugia, attraverserà le frazioni di Ponte Valleceppi, Ponte Felcino, Lidarno, Sant’Egidio, Civitella d’Arna, Casaglia, fino a sfiorare il centro storico del capoluogo umbro, richiamando, come solito, un vasto e numeroso pubblico di cittadini e di appassionati.
Quello che si va a delineare per la prossima primavera è, pertanto, un evento ricco di fascino e di emozioni; è la storia di una passione che affonda le sue radici nella fiducia e nella speranza del secondo dopoguerra, che ha saputo, nel corso dei decenni, accompagnare un’intera comunità e chiunque, in diversi modi, ha contributo a dare un colpo di pedale.
Al prossimo “VIA” ogni km potrà essere quello giusto per scoprire un nuovo talento. Alè!
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