Stress e agitazione hanno caratterizzato la fase finale della terza tappa del Giro di Catalogna di Remco Evenepoel. Il belga caduto rovinosamente a terra ad una rotonda nell'ultimo chilometro di gara, ha visto svanire tutte le sue possibilità di vittoria.
Evenepoel era molto dolorante dopo la caduta, ma è riuscito ugualmente a raggiungere il traguardo di Villa-Seca. «Come vedete sono ancora in piedi, quindi questa è una notizia positiva. Volevo mettere le mani sul manubrio per lo sprint e proprio in quel momento c'era una buca piuttosto grande. L'ho presa in pieno perché non l'ho vista, e non era nemmeno segnalata chiaramente sulla strada, non c'erano segni o altro, quindi non l'ho vista e ho perso il controllo della bici».
In quel momento Evenepoel stava insieme a Vingegaard, che alla fine ha tagliato il traguardo in quindicesima posizione, poiché non si è voluto avvantaggiare sull’avversario finito a terra. Il belga al riguardo non ha voluto commentare molto, limitandosi a dire che ogni corridore ha la propria strategia.
«Sapevamo già dalla mattina che ci sarebbe stato vento laterale e una volta tornati indietro avremmo fatto dei ventagli, da quel momento in poi penso che la squadra abbia fatto un lavoro perfetto. Penso che il modo in cui abbiamo affrontato la discesa, quando siamo entrati nella strada principale e poi abbiamo accelerato, sia stato fantastico».
In classifica generale Godon, vincitore anche della terza tappa, mantiene la maglia di leader con un vantaggio di 11” su Evenepoel, 16” su Pidcock e 18” su Vingegaard. «Se non ci fosse stata la caduta naturalmente avrei corso per la vittoria, ma il destino ha deciso diversamente». Il belga è apparso provato, ma è anche fiducioso per la partenza della quarta frazione. «Per il momento sono abbastanza dolorante e dobbiamo vedere più tardi e domani mattina se ci sono cose più gravi. Ma come ho detto, sono ancora in piedi, non mi sono rotto niente, quindi questo è positivo».