In mano il disco di Pokemon, che gli aveva dato il figlio. Michael Valgren lo sventola in tutti i modi negli ultimi 50 metri, lo fa vedere perché la famiglia è stata fondamentale per ritrovare le motivazioni. Il danese della Ef Education ha 34 anni, solidissimo corridore da classiche, primo all’Omloop Nieuwsblad (l’apertura in Belgio) e l’Amstel Gold Race nel 2018, terzo al Mondiale 2021, vincitore in Italia della Coppa Sabatini e del Giro di Toscana 2021, e quest’anno a Mombaroccio alla Tirreno-Adriatico. È uno di quelli che non mollano mai, mai darlo per morto
“E’ stato un giorno durissimo, l’inizio è stato molto tosto, per 65 chilometri la fuga ha faticato ad andare via – spiega Valgren, decima vittoria in carriera -. È stata un’azione perfetta la mia, avevo il vento contro nel finale, gli altri hanno esitato e ho vinto. Questa stagione è una rinascita per me, è andata benissimo. Sono stato a casa, mi sono allenato tutto l’inverno per fare l’allenamento di base, non è stata una perdita di tempo ma utilissima. Io ciclista vecchio stampo? Sì, vecchio stile. In effetti cerchiamo di seguire il nuovo ciclismo ma abbiamo ancora questa voglia di correre con l’emozione, basandoci su quello che sentiamo e proviamo, ed oggi è andata bene, è stata un’ottima giornata”.
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