Wout Van Aert non ha vinto la sua seconda Milano-Sanremo ma ieri ha colto un terzo posto che vale molto di più di un semplice piazzamento. Il belga della Visma-Lease a Bike ha dovuto abbandonare le speranze di vittoria a 32 km dal traguardo a causa di una caduta. Ma nonostante questo, è riuscito a compiere una rimonta impressionante, con un attacco nel finale che gli ha permesso di salire sul podio. «Le mie gambe erano in ottima forma – Ha detto il fiammingo rammaricato - Purtroppo, ho dovuto usarle per inseguire».
Proprio quando mancavano circa 5 km dalle pendici della Cipressa, una caduta nel gruppo con tutti i favoriti ha creato scompiglio e anche uno stato di allerta tra i corridori, che in pochi secondi hanno visto sfumare le loro speranze di vittoria. Tadej Pogacar è caduto, e la stessa sorte è toccata a Mathieu van der Poel e Wout van Aert che in un attimo si sono ritrovati sull’asfalto.
«È stato un momento frenetico e ogni volta che passiamo per quel centro abitato (Imperia ndr) c’è sempre qualche insidia soprattutto con quei paletti sul marciapiede. È un punto in cui nessuno vuole più rallentare. Poi ci siamo urtati, eravamo diversi corridori. Forse sarei riuscito a rimanere in piedi, ma alla mia sinistra e alla mia destra cadevano comunque tutti. Alla fine non è stata una caduta grave, ma la mia bici si è rotta».
Van Aert non ha riportato conseguenze importanti, ma ha perso tempo prezioso per aspettare l’ammiraglia con una bici di scorta e poi, ha dovuto mettere molte energie per risalire il gruppo. In molti hanno visto svanire le possibilità di successo per il belga, ma poco dopo, Van Aert è riuscito a salire sul podio a Sanremo.
«Affini mi ha aspettato subito, e anche Doull ha pedalato a tutta velocità fino alla Cipressa Dopodiché, anche Jorgenson aveva bisogno di una bici nuova e non mi ha potuto aiutare. Ero al limite ma quello che maggiormente mi ha stupito è che tutti noi abbiamo continuato a crederci».
Uno dei punti di forza di Van Aert è proprio la sua capacità di resistere alle difficoltà e di trovare un punto dal quale ripartire per migliorare. «Quando abbiamo ripreso van der Poel e siamo andati avanti, in quel momento sapevo che il terzo posto sarebbe stato il miglior risultato raggiungibile».
Con grande sorpresa, è stato proprio il belga a lanciare un attacco nel finale. «E’ stata un'idea improvvisa. In quel gruppo non sarei riuscito a sprintare fino al terzo posto. Quando ho visto che solo Ciccone stava ancora lavorando per Pedersen, ho deciso in un lampo di attaccare ed ha funzionato».
Van Aert ha continuato la sua avventura in solitaria e ha mantenuto la posizione. Un'azione che fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.
«Non lo so come sarebbe andata se non fossi caduto e non voglio neanche pensarci. Le mie gambe erano in ottima forma. Ma la caduta mi ha fatto diventare come un legno bagnato che cerca di bruciare. Comunque non poteva andare meglio e bisogna prendere e accettare questi risultati e, tutto sommato, considerando che si tratta della Sanremo e di tutte le cose folli che sono successe in gara, questo terzo posto è veramente un ottimo risultato».