Una delusione profonda, una resa anticipata, netta, clamorosa. E un distacco di 18 minuti al traguardo che cancella qualsiasi tipo di ambizione. Giulio Pellizzari sale alla ribalta della tappa numero 16 del Giro d'Italia ma non certo come si sarebbe atteso di fare.
«Mi sono accorto subito che le gambe non giravano, quindi ho deciso di mollare e di provare a salvarmi. Certo, la delusione è tanta, ma adesso ho davanti a me due tappe per cercare di recuperare qualcosa e poi le ultime due frazioni dure, che a questo punto diventano importanti per conquistare il podio con Jai Hindley».
E alla domanda del cronista di RaiSport "pensi anche ad una possibile vittoria di tappa?", la risposta è lapidaria: «Con queste gambe, no».
Il suo diesse Christian Pomer aggiunge: «Sapete tutti che nei giorni scorsi Giulio non è stato bene, a Pila aveva dato qualche segnale positivo, ma oggi le gambe non andavano. Abbiamo sognato di portare Giulio e Jai sul podio, di poter provare magari ad attaccarlo, ma ora tutto questo non sarà più possibile. Sulla salita di Carì abbiamo provato a fare il ritmo per provare a mettere in difficoltà Gall e Arensman, ma poco dopo lo stesso Giulio ci ha chiamato per dire che non aveva la forza di continuare e di concentrare le nostre attenzioni su Jai ed è quello che abbiamo fatto».
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