La Rai precisa che, con la frase «cercano di spendere il minimo possibile», Davide Cassani si riferiva al dosaggio delle energie degli atleti e non a una politica aziendale.
Problemi per Vingegaard: dopo aver rivelato di voler provare il vino bianco di ogni regione del Giro, i massaggiatori gli hanno sostituito la borraccia con una bottiglia di prosecco.
Preoccupazione per l’assenza di interviste a Cairo sui giornali Rcs, come invece nei tre giorni precedenti: voleva dimostrare che anche i patron ogni tanto si riposano.
La Uno X chiarisce che la frase «ora ci vorrebbe una botta di Kulset» è riferita alla speranza di un’impresa del suo scalatore e non all’auspicio di un colpo di fortuna.
Curiosità per la scelta di molte squadre di mandare dal barbiere gli atleti nel giorno di riposo: evidentemente ritengono che Vingegaard non li abbia pettinati abbastanza.
Spiegato perché il Giro è ripartito dal Canton Ticino: è stato il modo per ricordare al gruppo che dopo il giorno di riposo la tappa può rivelarsi una cantonata.
Dopo il successo nella trattativa per neutralizzare il finale di Milano, nuova richiesta dei corridori: sui Fori Imperiali hanno chiesto che venga stesa la moquette.
«I corridori in fuga oggi erano corridori con gambe» (Giada Borgato, opinionista Rai, ricorda che per descrivere i corridori occorre la massima precisione).
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