Già il nome vale l’intero pomeriggio: la MuraTona. Una maratona letteraria, orale e oratoria, per Gianni Mura, il Dottorone (così lo chiamava affettuosamente il suo alter ego Carletto Pierelli), giornalista e scrittore che al ciclismo ha regalato le cronache più rotonde, le pagine più sentite, i pezzi più ricchi. Oggi, sabato 21 marzo, dalle 15 alle 17, ingresso libero e parole in libertà (che cosa c’è di più libera di una bicicletta?), le sue parole, e anche la sua libertà, nella sua Biblioteca dello Sport, in via Confalonieri 3, a Milano, quartiere Isola, caseggiato di ringhiera, palcoscenico impareggiabile.
Si potrà anche andare all’altro mondo, ma qualcosa rimane, nel caso di Gianni Mura molto rimane, e sono – appunto – le sue parole, una dietro l’altra, una dopo l’altra, una sopra l’altra, anche una sotto l’altra, una che tira l’altra, come un gruppo, una scia di lettere e coriandoli, fra scatti e volate, fughe e inseguimenti. Le sue fughe avevano come protagonisti Georges Simenon o Ottavio Bottecchia, la prima torta di mele o l’ultimo gregario della generale, una canzone di Sergio Endrigo (“La solitudine che tu mi hai regalato, io la coltivo come un fior”) o la solitudine della Casse Déserte sull’Izoard, miscelate, frullate, centrifugate. Quelle paginate di Gianni Mura dal Tour de France (la sua vacanza dal calcio) erano rapimenti culturali, sequestri di persone e luoghi, pezzi per orchestre e cori.
Forse neppure Paolo Maggioni, giornalista e scrittore, che ha ideato e dirigerà la MuraTona, sa esattamente che cosa succederà, che cosa si dirà o si leggerà o si racconterà. Un po’ come un grande concerto jazz in cui piano e sax, contrabbasso e tromba avranno l’ispirazione per improvvisare e ricreare. Letture di Roberto Beccantini, Luigi Guelpa, Federico Vergari, Giovanna Solidando, Sergio Meda (lui mi ha detto che recupererà un pezzo di Gianni Mura su Dino Zoff per il libro “Juventus Style”: non si vive di solo ciclismo) e gli studenti del Carducci, musica di Claudio Sanfilippo, contributi di Darwin Pastorin e Alessandra De Stefano, presentazione di “I quattro Gianni” (Minerva) di Beppe Smorto, dedicato ai Gianni Brera, Clerici, Minà e Mura, infine “Un calcio al potere” con Pier Paolo Casarin e Loris Caruso.
E se la MuraTona si tiene proprio durante la Milano-Sanremo, non può essere solo un caso. Forse ci sarà una tv accesa, forse una radiolina sintonizzata, probabilmente telefonini collegati, tutto nel ciclismo è collegato nella memoria e nei valori, alla Sanremo anche sulle onde e nelle onde, sulla Cipressa e giù dal Poggio, in un aggettivo o su uno zampellotto, in una biro o in una borraccia, o per dirla con Karl Drais, in un pianoforte per scrivere rapido o in una macchina per correre veloce.
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