DIECI FACCE DA SANREMO

PROFESSIONISTI | 20/03/2026 | 08:20
di Angelo Costa

Già ribattezzata dai francesi ‘la Primavera’, la Milano-Sanremo è la prima vera classica monumentale di stagione. Oltre che la più imprevedibile: nel corso della sua storia ultracentenaria si è aperta ai grandi campioni, ma pure ai perfetti sconosciuti. Per il secondo anno si andrà da Pavia all’iconico traguardo di via Roma, i chilometri sono 298, nove in più della passata edizione, le difficoltà un grande classico: passo del Turchino dopo la Pianura Padana, poi la sequenza dei capi liguri (Mele, Cervo e Berta) prima del finale con Cipressa e Poggio. Un tempo primo confronto fra grandi nomi, per scelte o infortuni questa Sanremo manca di pezzi importanti come Vingegaard, Evenepoel e Matthews. L’Italia con 51 successi guida la classifica di chi ha vinto più edizioni, ma negli ultimi 19 anni è andata a segno soltanto una volta, con Vincenzo Nibali nel 2018. Ecco le dieci facce che si candidano all’albo d’oro.  


Mathieu Van der Poel. Vince perché questa è una delle classiche che gli riesce meglio, perché l’ha già vinta due volte e sa come si fa, perché in caso di volata ristretta ha dalla sua uno spunto migliore. Non vince perché la legge dei grandi numeri vale anche per i più forti.


Tadej Pogacar. Vince perché è a un livello superiore rispetto agli altri, perché dentro la sua testa sta correndo questa classica da cinque mesi, perché inseguire un successo che gli manca è il suo potente stimolo. Non vince perché su un percorso così anche per lui è dura staccare tutti.

Filippo Ganna. Vince perché questa è una delle classiche adatte alla sua taglia, perché ha chiuso sul podio due delle ultime tre partecipazioni, perché ha già dimostrato di saper reggere l’urto dei fenomeni. Non vince perché alla Tirreno, pur vincendo la crono, non è apparso brillantissimo.

Jasper Philipsen. Vince perché è l’unico velocista che è riuscito a farlo negli ultimi dieci anni, perché è il migliore degli sprinter a reggere sugli strappi, perché alla Tirreno si è nascosto. Non vince perché gli altri favoriti potrebbero rendere indigesti Cipressa e Poggio anche a lui.  

Isaac Del Toro. Vince perché ha iniziato la stagione da dominatore, perché non è forte soltanto in salita ma pure sul passo, perché nel caso in cui saltasse Pogacar è pronto per recitare da primattore. Non vince perché la sua energia dovrà spenderla tutta per fare da apripista a Pogacar.

Wout Van Aert. Vince perché le classiche di primavera sono il suo pane, perché percorsi come questo lo stuzzicano, perché in sei partecipazioni ha vinto una volta e non è mai uscito dai primi otto nelle altre. Non vince perché sembra avere meno cavalli rispetto ai motori più potenti. 

Tom Pidcock. Vince perché è adatto a questa classica, perché fin qui è stato protagonista senza spremersi, perché se scollina il Poggio nelle prime posizioni diventa complicato stargli a ruota in discesa. Non vince perché nelle corse lunghe gli manca spesso un centesimo per fare un euro.

Matteo Jorgenson. Vince perché ha iniziato la sua stagione correndo sempre in prima linea, perché su un percorso come questo è difficile toglierselo dai piedi, perché è la prima volta che può giocarsi le proprie carte. Non vince perché le corse lunghe spesso gli vanno di traverso.

Matteo Trentin. Vince perché è uno di quelli che in questa classica finisce spesso coi migliori, perché oltre alla forza e alla resistenza ha dalla sua l’esperienza, perché è di quelli di cui si parla poco e alla fine ci sono sempre. Non vince perché piazzarsi regolarmente non è garanzia di successo.

Romain Gregoire. Vince perché è da inizio stagione che corre da protagonista, perché a 23 anni ha già fatto molta esperienza, perché per confermarsi grande speranza di Francia servono risultati importanti. Non vince perché fin qui nelle grandi classiche ha fatto bene ma non benissimo.


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COMMENTI
Trentin
20 marzo 2026 08:41 Frank46
Fino a qualche anno fa pensavo che fosse l' unica monumento alla sua portata e anche se i risultati dicano altro per me in due occasioni non ci era andato lontano.
Perché lui la correva per puntare al colpo grosso e non per piazzargli il meglio possibile.
In due occasioni ha attaccato nel tratto successivo alla discesa del Poggio con un ottima scelta di tempo, ma poi il gruppo si è riuscito ad organizzarsi e non è arrivato neanche il piazzamento.

Purtroppo per lui la Sanremo ha cambiato volto da quando Pogacar ha iniziato a puntare al successo.

Fino a pochi anni fa era l' unica classica dove qualsiasi tipologia di corridore aveva qualche chance di vittoria.
Ora è ristretta a due nomine al massimo ad altri 2/3 outsider e Trentin non è tra questi.

Ce ne sono di più
20 marzo 2026 08:59 VanDerPogi
Abrahamsen, Pedersen, Vacek, Andresen, Magnier, Brennan...
Avrei detto anche Godon, ma non lo vedo nella lista partenti

Mah
20 marzo 2026 10:06 fransoli
Da quando pogacar l'ha puntata in realtà i nomi sono pochi.... Per fare saltare il banco ci vorrebbe il velocista in grande forma tipo philipsen nell'anno in cui la vinse, senza dimenticare che il 50% fu merito di vdp che stoppò pogi... Attualmente non ne vedo, pedersen al rientro non mi ispira, lo stesso philipsen mi lascia molti dubbi e per giovani come brennan e magnier per me è ancora un po' presto anche se un'accoppiata visma van aert brennan puo provare a replicare quel che fece la alpecin con van aert a stoppare e brennan a finalizzare, ma serve la migliore versione possibile di van aert.... Il vero outsider per me è pidcock che è in crescita e può fare la differenza nella discesa del poggio

Sanremo
20 marzo 2026 10:45 Manu77
Io mi chiedo perchè uno come Evenepoel non si sia ancora schierato alla partenza....
Primo secondo me ha più o meno le stesse chance di Ganna o VDP di rimanere incollato alla ruota di Pogacar quando parte e in piu...
Secondo sarebbe una variabile in più in caso di controllo tra gli altri corridori E' abb forte in salita e sul passo (in caso di attacco in solitaria) è il migliore al mondo....

Ristretto
20 marzo 2026 10:48 De Vlaemink69
Penso che Del Toro,Ganna e Van Aert possono essere della partita. Chiaro Pogi e Vdp leggermente sopra. Sarà importante la tattica con Del Toro... rispetto allo scorso anno.

Nessuno parla del vento
20 marzo 2026 11:50 VanDerPogi
ma sarà la variabile che conta più di tutte (oltre alle gambe e a forature/cadute, ovviamente...).
Con vento a favore o semi/trasversale sulla Cipressa e sul tratto di Aurelia tra Cipressa e Poggio, si può attaccare da lontano come l'anno scorso. Con vento contro, chi attacca rimbalza.
Saranno vento ed eventuali incidenti a dettare le tattiche.
Non sembra di vedere pioggia nel meteo, quindi almeno quello è escluso.
Quelli che parlano di Pogacar che attacca sul Turchino (anche ex professionisti) devono cambiare enoteca.

Favoriti.
20 marzo 2026 12:05 Culloden98
Pogacar e MVDP a scanso di incidenti faranno corsa a se , gli altri dovranno accontentarsi delle piazze , poi se ai due favoriti dovesse capitare un incaglio si tornerebbe alle san remo dove erano aperte a piu protagonisti .

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