È un periodo denso di impegni e soddisfazioni quello che sta attualmente vivendo Arianna Fidanza. Dopo aver aperto la stagione con un quattordicesimo posto al Trofeo Marratxi-Felanitx, aver festeggiato la vittoria nella Pionera Race e sfiorato il podio nella Clasica de Almeria, la bergamasca della Laboral Kutxa - Fundación Euskadi da oggi sarà impegnata in Belgio dove affronterà Omloop Het Nieuwsblad, Omloop van het Hageland e Samyn.
Prima di viaggiare verso il Nord Europa, Arianna ha accettato di raccontare a tuttobiciweb le prime settimane della sua annata sportiva, la tredicesima nell’élite del ciclismo femminile.
Arianna, dalla Spagna al Belgio. Per te tante gare e anche buoni risultati in questo primo scampolo di 2026.
«È vero. La squadra mi sta dando la possibilità di correre molto in questa prima parte di stagione e sento che la condizione è buona. Sono molto contenta del mio inizio d’anno: ho sfiorato la top-10 diverse volte ma soprattutto è arrivata quella vittoria che mi mancava dal 2023. Il quarto posto di domenica scorsa, poi, è stato una conferma. La forma e il colpo di pedale ci sono».
Come ti sei preparata durante l’inverno? Tua sorella Martina al nostro microfono, facendoti i complimenti, ha parlato di molti sacrifici.
«I sacrifici sono all’ordine del giorno per chi fa il nostro sport e vuole emergere, li fanno tutti. Io ho deciso di cambiare il preparatore affidandomi a Fabio Baronti. Mi confronto molto con lui, assieme abbiamo modificato un po’ il modo di allenarmi: ci siamo resi conto che “spingere” tanto in allenamento non è adatto per il mio fisico. Quindi ci siamo focalizzati maggiormente su una preparazione più adatta alle mie caratteristiche. Per esempio, negli anni scorsi, cercavo di migliorare su salite lunghe ma non sono quel tipo atleta. Sono una passista veloce ed è meglio lavorare sulle mie qualità. Quello che è certo è che io mi sono impegnata tanto».
Impegno e cambiamenti nella preparazione ti hanno portato nuovamente nuovamente con le braccia al cielo.
«Ci voleva. Un successo che mancava da tanto. Anche l’anno scorso ero partita bene ma poi ho avuto qualche intoppo e un infortunio mi hanno segnata un po’ mentalmente. La vittoria alla Pionera Race dà morale e tanta soddisfazione, è stato il coronamento di qualcosa che inseguivo ma non avevo raggiunto nel 2025».
A chi è dedicato questo successo?
«In primis a me stessa. Poche volte mi metto al primo posto, ma ora lo faccio perché ho trovato molta forza interiore che non pensavo di avere. Questo risultato lo voglio dedicare anche alla mia famiglia, al mio ragazzo Mirco, che mi supportano tutti i giorni, e a tutte quelle persone che mi stanno vicino sempre».
Ora la concentrazione è sulle gare belghe. Come affronti la trasferta?
«Mi aspettano tre giorni impegnativi con Nieuwsblad, Hageland e Samyn. Ci sarà una grande partecipazione, mi piacerebbe mettermi in mostra e sfruttare la buona condizione ma so che in Belgio non serve solo la forma ma è necessario interpretare bene la gara, farsi trovare davanti al momento giusto e tenere gli occhi aperti ed essere “furbe”».
Scaltrezza ed esperienza non mancano certo ad Arianna. Il morale e la convinzione di poter far bene neppure: lo ha dimostrato più volte in questa intervista. Da oggi l'attendono le sfide in Belgio, sappiamo che saprà farsi valere.
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