Oro per l'Italia nel Team Pursuit di pattinaggio di velocità. A rendere “ciclistica” questa finale è un cognome, che nel mondo del ciclismo ha lasciato qualcosa: Ghiotto. Papà Federico, classe '63, professionista dall'86 al'93 e cresciuto ciclisticamente nella “cantera” della Zalf Fior dei fratelli Lucchetta - i signori Euromobil -, ha poi vestito le maglie della Vini Ricordi, della Gis Gelati, dell'Ariostea e della Jolly Componibili, prima di smettere con la casacca della Eldor Viner di Marco Giovannetti, salvata da Giorgio Squinzi con la sua Mapei. Il suo ragazzo, Davide, oggi si è reso protagonista di una perfomarce di assoluto livello, che ha trascinato gli azzurri alla conquista dell'immortalità sportiva. Oggi i ragazzi del ghiaccio hanno battuto nettamente nella finale gli Stati Uniti (Casey Dawson, Emery Lehman e Ethan Cepuran). Sulla pista lunga di Rho non c'è stata storia. Dopo aver controllato, nel finale ha rimontato negli ultimi tre giri i ragazzi a stelle strisce. Straordinari i tre giri finali per Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti che hanno rimontato un gap di 7 decimi agli Stati Uniti campioni del mondo. Medaglia numero 24, la nona d’oro. In tribuna esplode la festa
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