Primo obiettivo, raggiunto. Remco Evenepoel ha vinto la cronometro di Hudayriyat Island all’UAE Tour 2026, rispondendo con gli interessi alla stoccata di Isaac Del Toro di ieri. Una crono velocissima, divorata a oltre 56 km/h di media e che diventa la più rapida di sempre tra le tante che ha vinto il fenomeno belga.
Come buona parte dei big, il capitano della Red Bull-Bora-hansgrohe è partito prestissimo, cercando di sfruttare ogni piccolo vantaggio che potessero dargli le condizione atmosferiche: «Sono contento della mia performance, dati alla mano non potevo andare più forte - ha ammesso Evenepoel -. Anche perché questo tipo di crono, brevi ed esplosive, non sono proprio le mie preferite, si adattano maggiormente a un corridore come Tarling. Ma sono stato il più veloce sia nel primo che nel secondo settore, quindi possiamo definirla una crono perfetta. Volevo partire prima perché in teoria ci sarebbe dovuto essere meno vento, ma in realtà si è alzato prima del previsto e ce n’è meno ora. C’erano pro e contro ma non mi pento della scelta. Ho avuto un paio d’ore di riposo in più che, considerando il lungo trasferimento che ci aspetta e la tappa dura di domani, male non fanno. Il record come mia crono più veloce? Le condizioni hanno ovviamente influito, temperatura perfetta e poche curve. Però è una bella statistica, che mi permetterà di ricordare questa giornata».
Le cronometro non hanno più segreti per Remco, ma su qualche dettaglio si può ancora limare. Per farlo ha dalla sua parte un maestro di aerodinamica come Dan Bigham, capo di progettazione alla Red Bull-Bora-hansgrohe. «Oggi abbiamo montato una corona anteriore da 68 perché sapevamo che le velocità sarebbero state altissime, così come in una cronosquadre, ma generalmente in crono più vallonate o tecniche preferisco mettere il 64 o il 60, perché non ho la stessa potenza di altri corridori e mi pare di soffrire quando c’è da rilanciare - spiega ancora il campione del mondo di specialità -. Con Bigham parliamo spesso, ci confrontiamo per capire quali aspetti tecnici possiamo migliorare, ne esce sempre qualcosa di costruttivo. Oggi, però, avevamo pochi dubbi».
A ciò si unisce una preparazione mentale specifica per ogni prova contro il tempo: «Con gli anni ho sviluppato una routine precisa prima di ogni cronometro. Oggi ho dovuto fare tutto un po’ più in fretta, perché non sono abituato a partire tra le 12 e le 13, c’è stato meno tempo per riscaldarsi e prepararsi. I miei rituali però mi trasmettono calma e quando li rispetto tutti, di solito, la crono va bene, esattamente come successo oggi».
Dopo aver pareggiato i conti con Del Toro come vittorie di tappa, domani arriva l’atteso faccia a faccia salendo per le durissime pendenze di Jebel Mobrah (gli ultimi 6,8 km salgono all’11,8%). Remco potrà gestire 32 secondi di vantaggio su messicano: «Sono molto curioso di testarmi domani. Ho lavorato molto sia su sforzi brevi sia su sforzi lunghi, quindi dovrei essere pronto per fare qualcosa di buono. C’è una condizione di corsa molto specifica, ho più di 30 secondi di vantaggio sui miei rivali, quindi dovrò considerare anche questo nella salita. Non vedo l’ora di vedere cosa ne verrà fuori, sarà divertente».
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