E’ risaputo, il mondo del cinema è sempre a caccia di storie e in un periodo come questo in cui i biopic sono ormai una moda, ecco che anche il ciclismo diventa il bacino ideale da cui attingere. Tra i tanti progetti di Hollywood è in lavorazione anche un film dedicato a Lance Armstrong che oltreoceano ha sempre goduto di una vera e propria mitologia alimentata da dichiarazioni ed iniziative e che si è poi totalmente distrutta con la confessione nel salotto di Oprah Winfrey nel gennaio 2013.
Secondo quanto riporta Variety c’è stata una vera e propria lotta tra le grandi major cinematografiche per accaparrarsi la storia di Armstrong che è ancora in grado di appassionare molti americani. Alla regia del nuovo progetto dovrebbe esserci il regista svizzero - austriaco Edward Berger, vincitore di un premio Oscar per il film “Nulla di Nuovo sul fronte occidentale” e che nel 2024 ha diretto "Conclave". Lance Armstrong avrà il volto Austin Butler, uno degli attori più promettenti della nuova generazione e già amato dal pubblico per la sua interpretazione del Re del Rock And Roll in “Elvis” di Buz Luhrmann.
Le notizie più interessanti arrivano dal reparto scrittura: secondo i rumours è già stata fatta una prima stesura della sceneggiatura ad opera di Zach Baylin. Lo sceneggiatore americano ha già lavorato a King Richard – una famiglia vincente che racconta le vicende del padre delle sorelle Williams, una forte vicenda di sport e di famiglia che lascia intendere che il film su Armstrong possa finalmente toccare il lato più personale ed emotivo dell’ex atleta.
Negli anni il cinema ha provato più volte a raccontare la figura di Lance Armstrong spesso realizzando documentari con protagonista lo stesso atleta. Nel 2015 era uscito “The Program” il film tratto dal libro “Seven Deadly Sins: My Pursuit of Lance Armstrong” del giornalista David Walsh che prima di tutti aveva indagato intorno alla figura del ciclista americano. Nonostante la grande attesa intorno a questa pellicola il risultato era stato piuttosto deludente, incassi al minimo e un Armstrong dipinto come un profeta quasi vittima delle sue scelte. Sarà questa la volta buona?
(photo Variety)