Spesso si parla tanto di un ciclismo già scritto, addirittura al limite della noia, di percorsi tutti uguali e di un’attesa infinita fino al traguardo. Eppure oggi al Tour Of Oman abbiamo assistito al finale perfetto di una storia speciale che ha trovato il suo protagonista in Baptiste Veistroffer. Il francese del Team Lotto Intermarchè ama attaccare, ci aveva già provato il primo giorno alla Muscat Classic e ho oggi ha tentato di nuovo, ha sfidato il gruppo, ha scombussolato le carte in tavola, ma soprattutto ci ha creduto fino alla fine.
«E’ la mia prima volta in assoluto in Oman, due giorni fa ho provato ad attaccare e ho oggi ho tentato nuovamente. Non volevo andare in fuga solo per il gusto di farlo, io volevo arrivare fino al traguardo. Ieri sera ho pensato bene a come fare, mentalmente ho ripercorso il tracciato della Muscat Classic che era molto simile, sapevo dove avrei dovuto spingere, ma non mi aspettavo di riuscire seriamente ad arrivare da solo. Quando ho iniziato la salita avevo circa 1 minuto di vantaggio, era troppo poco, ma in quel momento ho iniziato a ripensare ai sacrifici fatti durante l’inverno, i duri allenamenti, le rinunce, i consigli del mio coach, ma anche all’impegno di tutto il mio team durante questa trasferta, ho messo tutto insieme ed ho sentito una spinta incredibile» ci racconta Baptiste che ha fatto un’azione simile a quella di Louis Vervaeke che l’anno scorso aveva anticipato il gruppo in cima ad Yitti Hills. Il corridore francese ha guardato e riguardato quell’arrivo, ha studiato come gestirsi e addirittura ha scelto di partire dal chilometro zero per inseguire il suo sogno,
Baptiste è relativamente nuovo nel mondo del ciclismo, è nato nel 2000, ma fino a quattro anni fa era un triatleta che incastrava gli allenamenti con il lavoro. Ad un certo punto ha capito che destreggiarsi con tre discipline diverse era praticamente impossibile e così ha deciso di seguire la strada del cuore e di continuare solo con la bici. Dopo un piccolo stage nel 2024 è entrato nel team devo della Decathlon Ag2r, poi il team professional lotto ed ora la formazione world tour. Come ciclista è atipico, non ama stare in gruppo e si annoia facilmente, alle tappe relativamente controllate preferisce quelle imprevedibili e soprattutto ama far saltare i piani di tutti. «Non mi piacciono le corse noiose, sto in gruppo solo se devo recuperare energie e se la squadra me lo chiede, preferisco andare all’attacco, provare. L’anno scorso con l’arrivo in Lotto ho avuto l'impressione di essere migliorato molto, ma credo che nel ciclismo moderno non basta essere solo forti, occorre essere intelligenti, correre con la testa e anche di strategia, capire quali sono i propri limiti e avere il coraggio di passarli.» Prosegue Baptiste che nel suo modo di fare ricorda molto quello di Thomas DeGent, suo coach e punto di riferimento. Attaccare non è solo un dovere ma uno stile di corsa che vorrebbe sempre inseguire, in questo modo ha già vinto due corse, ha realizzato il suo sogno, ma non gli basta.
L’Oman sicuramente rimarrà nel cuore di Baptiste Veistroffer che intanto già pianifica di ritornarci non come corridore, ma come turista. Il francese non ama solo correre il bici, ma è affascinato dal ciclismo in tutte le sue forme. «Io ho un doppio casco: quello da ciclista e quello dell’avventura» ci dice per farci capire la sua doppia natura. Quando non è impegnato nelle gare va in posti che non ha mai visto prima, prende la sua bici e inizia a pedalare, ogni chilometro è una scoperta nuova, un’esperienza da vivere in un modo unico. Ama pedalare da solo, ma anche condividere questa sua passione, parte senza piani e si fa guidare letteralmente dalla strada e dalle sue gambe. Durante l’inverno ha percorso oltre 2500 lungo la Thailandia e l’anno prima aveva fatto lo stesso in California, sempre con il cuore carico di emozione e con l’obiettivo di divertirsi facendo ciò che ama. Dopo tutto, il ciclismo è proprio questo.
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