Al Tour dell’Oman inizia la stagione di molti corridori tra cui quella di Vincenzo Albanese che affronterà questa corsa per la prima volta in carriera. Per un corridore come lui dallo spunto veloce e da una buona tenuta in salita, potrebbe esserci l’occasione di accaparrarsi un buon piazzamento o addirittura di lasciare il segno. La geografia della gara fatta di tanti sali e scendi è ottima per il campano che avrà la possibilità di mettersi alla prova.
Se nel ciclismo moderno tutte le squadre riempiono i mesi di gennaio e di dicembre, la scelta del team Ef Education ha il sapore di qualcosa di atipico e dà la possibilità ai suoi atleti di allenarsi liberamente senza la necessità di andare lontano da casa. Vincenzo è salito sull’Etna per due settimane ed è volato via prima che arrivasse il maltempo. «Come squadra non siamo soliti fare grandi ritiri, a gennaio parte del team è andato a Girona, ma io ho preferito stare più tempo a casa e allenarmi da solo sull’Etna. Ormai le stagioni sono sempre più lunghe, si sta lontano molti mesi all’anno e non c’è mai un attimo di respiro e sono felice che la Ef Education ci lasci liberi di prendere la scelta a noi più idonea, ci ritroviamo solo per le visite mediche e le foto di rito, poi ognuno può allenarsi dove vuole seguendo comunque le tabelle. Hanno una mentalità molto aperta e americana, mi trovo molto bene. »
Guardando le ultime due stagioni dell’atleta campano non c’è dubbio che con l’approdo in Ef Education ci sia stato un decisivo salto di livello, non solo per quanto riguarda la squadra ma soprattutto in merito di prestazione. Vincenzo è stato più stimolato, ma soprattutto ha trovato il suo posto in un sistema ben rodato dove l’obiettivo è più che chiaro: vincere. «In Arkea non è stato facile adattarsi, non tanto per la lingua ma per il tipo di mentalità che avevano. In squadra tutti avevano totalmente carta bianca, ognuno faceva un po’ quello che voleva, non c’era una vera e propria struttura e sicuramente avevamo molte meno gare a disposizione. In Ef è completamente diverso, ognuno ha il suo ruolo, in corsa si pedala per vincere, si ha un obiettivo chiaro, sia se si è capitani che si corra in supporto a qualcun altro. Ho 30 anni, so che tipo di corridore e non posso inventarmi un campione, ma credo di aver fatto un salto in avanti, ho corso il mio primo Tour, ho vinto una corsa, sono veramente molto felice.» spiega Albanese che intanto l’anno scorso ha avuto la possibilità di correre il tour ricoprendo il ruolo, per lui del tutto atipico, di gregario, a supporto di Ben Healy. L’esperienza è stata qualcosa che si porta nel cuore, l’emozione della Grand Boucle, ma soprattutto l’avere una maglia gialla in squadra e focalizzare tutte le energie per provare a difenderla e raggiungere un buon risultato con il proprio capitano.
Quest’anno per Albanese non ci sono grandi giri in vista, il suo programma non ne prevede nessuno e la sua stagione è concentrata prevalentemente sulle corse di un giorno con il chiaro obiettivo di portare risultati soprattutto a livello di punti. «In squadra non vogliono perdere tempo e preferiscono portarsi avanti con i punti, purtroppo ora nel ciclismo conta soprattutto questo. Farò soprattutto gare singole, qualche corsa a tappe, ma di pochi giorni come la Parigi Nizza, correrò anche la Sanremo. Il mio grande obiettivo stagionale è fare bene in una classica, in particolare raggiungere un buono stato di forma a cavallo di marzo e dicembre e giocarmi le mie carte. L’Oman sarà un buon test, è la mia prima gara e voglio capire quale è il mio livello di forma, non sono qui per cercare la vittoria ad ogni costo, ma proverò a sfruttare ogni occasione a mia disposizione» spiega Albanese che nel mese di marzo vuole farsi trovare al massimo della forma. Non è facile per un corridore ibrido come lui incasellarsi in una categoria definita, buon pattista, buon velocista, ma sicuramente un atleta in grado di sorprendere il gruppo e di andare a segno.
Vedendo le caratteristiche del percorso Omanita c’è lo spazio per Albanese di testare la sua forma e anche provare a sorprendere il gruppo iniziando già da oggi con l’imprevedibile Muscat Classic. L’ultima edizione si è conclusa in volata, ma non è detto che il gruppo si mantenga compatto fino al rettilineo finale, potrebbe essere lui a portarci la prima vittoria italiana.
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