SUPERLEGA, UNZUE RILANCIA L’IDEA: “UN PASSO CHE DOBBIAMO FARE”

NEWS | 20/01/2026 | 08:15
di Federico Guido


Incompatibile” e “privo di coerenza” sono le parole con cui, a giugno, l’UCI aveva bocciato il progetto One Cycling. Promosso da un gruppo di squadre di prima fascia e sostenuto privatamente da alcuni fondi arabi, il piano, come è giusto ricordare, mirava a creare una lega privata (esterna quindi al tradizionale circuito dell’Unione Ciclistica Internazionale) che, attraverso un calendario ad hoc con appuntamenti sparsi per il mondo, potesse portare i corridori più forti in circolazione a scontrarsi tra di loro e, allo stesso tempo, aumentare gli introiti economici dei team.


Ebbene, a distanza di pochi mesi, l’idea di riformare il mondo del ciclismo su strada attraverso una soluzione simile starebbe nuovamente prendendo quota tra i proprietari delle squadre che, come rivelato da Escape Collective, trainati da Ivan Glasenberg (Pinarello-Q36.5) e Zdeněk Bakala (Soudal Quick-Step) starebbero discutendo in via preliminare la sua effettiva fattibilità.

A parziale conferma di questa indiscrezione sono arrivate nelle ultime ore le parole di Eusebio Unzue che, intervistato da Nacho Labarga (Marca) in occasione della presentazione della nuova stagione della serie sulla Movistar ‘El dia menos pensado’, a precisa domanda non ha nascosto che le squadre abbiano cominciato a riflettere sul da farsi.

Non ci sono ancora novità. È qualcosa su cui stiamo lavorando e credo che sia un passo che dobbiamo compiere, continuando ad evolverci per poter rimanere uno sport attraente” ha dichiarato il general manager della compagine spagnola non esimendosi dal rimarcare la necessità di muoversi in una direzione diversa da quella intrapresa del ciclismo attuale.

Unzue in sostanza, esternando questo chiaro punto di vista, si allinea alle posizioni di Richard Plugge (tra i più convinti sostenitori di One Cycling) che, appena quattro giorni fa, aveva sottolineato il bisogno del ciclismo moderno e dei suoi protagonisti di orientarsi verso altre e più remunerative opzioni.

Penso che, che ci piaccia o no, il ciclismo si trovi in una spirale negativa e credo che sia per questo che l'urgenza diventa per tutti ogni giorno più grande” aveva il numero uno del Team Visma Lease a Bike durante il media day della sua squadra. “Molte squadre relativamente grandi stanno finendo nei guai e anche gli organizzatori stanno incontrando sempre più difficoltà quindi bisogna assicurarsi che il ciclismo operi un grande cambiamento”.

Un’esigenza questa che, in un modo o nell’altro, in questo inizio di 2026 sta trovando d'accordo e mettendo insieme sempre più addetti ai lavori dell’universo ciclistico.


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COMMENTI
Una parola sola:
20 gennaio 2026 09:52 Cyclo289
vergogna!

Ma per favore
20 gennaio 2026 16:21 PACORIDER
Ma vi rendete conto che manco nel calcio, con tutti i soldi che girano, ci sono riusciti? L'unica possibilità che avete per realizzare una cosa del genere è vendervi tutti al Fondo PIF ( che non avrebbe alcun problema a mettervi tutti a busta paga ). Allora sì che potrebbe realizzarsi il vostro impossibile sogno.

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