PETILLI. «CONCLUDO DIECI ANNI DA SOGNO CON LA “MONUMENTO DI CASA”, POI MI PIACEREBBE FARE IL COACH PER QUALCHE TEAM»

INTERVISTA | 10/10/2025 | 09:08
di Luca Galimberti

A trentadue anni e dopo dieci passati nella massima serie del ciclismo, Simone Petilli ha deciso di girare pagina e cominciare a scrivere un nuovo capitolo della sua vita professionale. Nessuna bici al chiodo, perché la bicicletta continuerà ad amarla e ad usarla, ma semplicemente la naturale conclusione di un percorso iniziato nel 2016 quando Simone è approdato alla Lampre Merida e che si concluderà quest’anno al Giro di Lombardia, dopo una stagione 2025 in cui ha affrontato oltre 70 giorni di corse con la maglia della formazione belga Intermarché – Wanty.


Una stagione intensa iniziata All’UAE Tour che attraverso Laigueglia, Strade Bianche e Giro d’Abruzzo è proseguita con Giro d’Italia, Tour de Suisse e Vuelta Espana e si concluderà con “la Classica delle Foglie Morte” che per Simone, nativo di Bellano (Lecco), è semplicemente la “Monumento di casa”.


Simone, stagione intensa e emozioni intense in vista. Come giudichi il tuo 2025?

«Sono contento di come è andato, ho corso parecchio, disputato Giro e Vuelta e posso dire di essere soddisfatto delle mie performance di quest’anno. Devo essere sincero, anche in queste ultime gare della stagione la forma è buona. Il Giro d’Italia è stato il mio miglior momento, in particolare nella tappa di San Valentino Brentonico, passata a lungo in fuga, mi sentivo proprio bene».

Sabato ti aspetta Il Lombardia per chiudere l’anno e una carriera decennale nel ciclismo.

«Il Lombardia per me è sempre stata una corsa speciale, soprattutto con l’arrivo a Como. Quest’anno si arriverà a Bergamo ma in ogni caso correremo su strade a me care, percorsi che faccio in allenamento. Sono certo che a bordo strada ci saranno un sacco di amici e sostenitori ad incitarmi e a incitare tutto il gruppo. Sarà davvero speciale, un bel modo per concludere la carriera».

Quando hai deciso di dire stop?

«Non è stata una decisione improvvisa, essendo in scadenza di contratto ero consapevole che smettere a fine stagione potesse essere una eventualità. La decisione definitiva è maturata dopo il Giro d’Italia ma volutamente ho aspettato prima di comunicarlo pubblicamente: mi sono preparato bene per i successivi appuntamenti della stagione e ho lavorato come se nulla fosse. Volevo e voglio essere un corridore fino all’ultimo, l’obiettivo è onorare tutte le gare e godermi questo mondo che per me è stato la realizzazione del sogno che avevo da bambino».

Il momento più bello della carriera.

«Non riesco a sceglierne solo uno. Ho avuto la fortuna di passare Professionista, raggiungere l’obiettivo che mi ero posto e coronare il mio sogno; ho corso spalla a spalla con atleti che da giovanissimo ammiravo in televisione. Ho gareggiato con tanti campioni, girato il mondo e conosciuto tante persone da cui ho imparato. È davvero troppo difficile scegliere un solo momento che racchiuda più di dieci anni».

Hai detto di aver conosciuto tante persone, c’è qualcuno che vuoi ringraziare in particolare?

«Tutti i compagni di squadra con cui ho condiviso una o più stagioni, i dirigenti delle formazioni per cui ho corso e tutti i membri dello staff dei vari team. Noi ciclisti veniamo trattati come dei “cristalli preziosi” e le professionalità che ci supportano sono importantissime. Grazie a tutti loro, nessuno escluso. Un grande grazie ovviamente agli amici, ai miei tifosi e la mia famiglia»

Se ti guardi alle spalle hai qualche rimpianto?

«Non posso negarlo, avrei certamente potuto fare alcune cose diversamente ma onestamente il ciclismo mi ha dato tanto e a me va bene così. Anche potendo non tornerei indietro,  non cambierei nulla di ciò che è stato».

 E ora che programmi hai?

«In questi anni ho corso da Professionista e anche studiato, prima Scienze Motorie e poi Scienza e tecnica dello Sport. Quindi nel prossimo futuro conto di sfruttare l’esperienza maturata sul campo e gli studi per intraprendere l’attività di preparatore. La mia speranza è quella di rimanere nell’ambiente magari come preparatore e coach di qualche team. Il ciclismo è il mio mondo e lo resterà. Certamente la bicicletta non la lascerò in garage, continuerò ad usarla».

Sei stato in squadre di vertice per più di dieci anni, quali sono le differenze significative che hai notato nel ciclismo dagli inizi della tua carriera ad oggi?

«Sono tante le cose che sono cambiate. Una delle più evidenti è che il livello medio in gruppo si è alzato tantissimo rispetto a dieci anni fa e che tutti, atleti e staff danno il 110%. La professionalità era già molto alta quando ho iniziato, ma attualmente è ancora maggiore. Poi, mentre quando ho iniziato si potevano usare delle gare in preparazione di altre, ora non puoi permetterti di arrivare ad una gara senza essere competitivo. Se non ti sei allenato bene, non riesci a sostenere i ritmi di oggi in corsa».

Approfittando della tua esperienza ti andrebbe di dare un messaggio ai giovani che sognano di diventare Professionisti?

«Divertitevi, fate ciclismo con e per passione. Diventare Professionisti è proprio un sogno che si avvera e se avrete anche voi la fortuna di realizzarlo godetevelo il più possibile perché il tempo passa velocemente».

Hai in programma una festa di fine carriera?

«Come tutti gli anni faremo una festa con amici e tifosi, non c’è ancora nulla di definito ma certamente sarà quello il momento in cui festeggeremo assieme la stagione e questi anni meravigliosi trascorsi in gruppo. Prima però c’è da pensare all’ultima gara, alla “Monumento di casa”. Sul percorso ci saranno certamente tanti amici che ringrazio fin da ora per il supporto»


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COMMENTI
Grande Simone
10 ottobre 2025 20:15 Simsim
Se vuoi partire dal basso e fare un po' di gavetta nella nostra squadra di giovanissimi cerchiamo allenatori.. 😉💪

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