Paul MAGNIER. 10 e lode. Restare in piedi è già una vittoria, vincere non è cosa scontata. Volata scontrosa, brutta e folle, anche se vince un francese-texano (a 4 anni torna a Besançon) dalla faccia pulita e dal sorriso gentile, dalla potenza infinita. Terza vittoria stagionale per il 22enne velocista della Soudal Quick-Step, formazione belga diretta dal nostro Davide Bramati, che mette subito le cose in chiaro: non siamo qui per turismo. Ci sarà da sudare, ma visto che sudare dobbiamo, proviamo a farlo a ragion veduta. Momento magico per il ciclismo transalpino: Paul Seixas da una parte, Paul Magnier dall’altra. Chiamateli Paolo, loro arrivano: per primi.
Lund Tobias ANDRESEN. 8. Il 23enne danese della Decathlon prova a contrastare la prepotenza di Magnier, ma nonostante faccia tutto giusto, c’è qualcosa che gli manca: questione di centimetri.
Ethan VERNON. 7. Il 25enne britannico della NSN resta lì davanti, con gli uomini jet. Ci prova e ci riproverà.
Jonathan MILAN. 5,5. Prima lo perdono e si disperdono, poi lo cercano, anche se Jonny deve fare una fatica boia per tornare nel vivo della corsa e quando ci torna è morto. Rientrato sui migliori, alle sue spalle succede di tutto (complimenti vivissimi per le solite transenne “vintage” con i piedini anni Novanta-Duemila, da quelle parti non si butta via nulla: si entra in Europa, ma si resta al di là del muro). Davanti a sé, potrebbe fare di tutto. Invece sembra come trattenuto da un peso invisibile, che gli rende la bicicletta macigno. Davanti a lui sprintano, Jonny fatica a trovare velocità. Molto banalmente perde perché molte energie le ha spese prima. Non è giornata. Ce ne saranno altre.
Madis MIHKEL. 7. Per il 22enne velocista estone della EF è il miglior piazzamento stagionale: e con questo ho detto tutto.
Giovanni LONARDI. 7. Per la Polti Visit Malta è comunque una buona giornata. Una tappa all’attacco con Sevilla e poi un Lonardi che centra un buon piazzamento nei dieci (6°). Non c’è nulla di che festeggiare, ma si può andare in albergo con il cuore leggero.
Pascal ACKERMANN. 6. Non è un ragazzino, viste le sue 32 primavere, ma il tedesco ci prova sempre e comunque. Oggi ha l’occasione di far valere la sua esperienza, che si vede, ma sono le gambe che mancano un pochino.
Tord GUDMESTAD. 6. Il 25enne norvegese evita la caduta massiva, finisce davanti con i migliori: è già una vittoria.
Max WALSCHEID. 7. Fa il punto di riferimento, fa quello che deve fare, tirando alla morte, alla fine resta anche nella top ten.
Jonas VINGEGAARD. 10. Il “re pescatore” e tutta la sua Visma Lease a Bike corre con un’unghia rossa, per denunciare gli abusi sui bambini. Un’unghia simbolo, un modo per dire: nemmeno con un’unghia. Mai! Bravi.
Manuele TAROZZI. 8. È il 27enne faentino della Bardiani CSF 7 Saber di Roberto Reverberi e Mirko Rossato a prendere il largo con Diego Sevilla (Polti Visit Malta): sono loro i primi attaccanti del Giro 109. I due si mettono in favore di telecamere e in modalità Baracchi per provare a mettere nel sacco la muta dei velocisti. Chissà mai, pensano i due attaccanti abituati ad attaccare. Mai, pensano i velocisti. Tarozzi è anche il primo a transitare al Red Bull Km seguito da Diego Pablo Sevilla: ai velocisti (Antonio Morgado) le briciole: 2”. A 22,7 km dal traguardo l’azione di Tarozzi-Sevilla termina: peccato.
Diego SEVILLA. 8. Al corridore della Polti Visit Malta va il primo Gpm di questo Giro: Caoe Agalina è suo. E, visto che c’è anche un altro passaggio, si prende anche il secondo: due volte primo sul Caoe Agalina: chicchirichì, la maglia azzurra è qui.