VINGEGAARD. «IERI LE GAMBE NON GIRAVANO, MA CREDO ANCORA NEL MIO PIANO»

TOUR DE FRANCE | 10/07/2025 | 08:25
di Francesca Monzone

Tredicesimo nella cronometro di Caen, a un minuto e 21 secondi da Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard ha subito un duro colpo nella gara di ieri. Il danese, che partiva tra i favoriti, in particolare dopo il risultato nella cronometro del Delfinato, è stato persino battuto da due compagni di squadra e da diversi corridori che vogliono salire sul podio finale di Parigi. 


Sono state poche le parole rilasciate dal danese, che al pullman della squadra si è limitato a dire che le gambe non avevano funzionato.


«Semplicemente non avevo le gambe giuste - ha spiegato con rammarico - Il risultato riflette le mie sensazioni. Per tutta la corsa ho lottato contro le mie gambe e la mia bici. Naturalmente questo mi ha sorpreso, ma fa parte del ciclismo».

Vingegaard è stato battuto anche da specialisti delle prove contro il tempo come Bruno Armirail, quarto  a 35” e Kevin Vauquelin quinto a 49”. Davanti al danese si sono piazzati anche due dei suoi compagni squadra, Edoardo Affini che per quasi tutta la gara è stato primo e che poi ha chiuso al terzo posto a 33” da Evenepoel, e Matteo Jorgenson, undicesimo a 1 minuto e 19 secondi.

«Il Tour è ancora lungo e credo ancora in me stesso e nel mio piano - ha continuato  Vingegaard – Sono convinto che possiamo ancora vincere. Il mio distacco è di poco più di un minuto e negli ultimi anni il Tour è sempre stato vinto con un margine molto più ampio».

La Visma Lease a Bike dovrà analizzare questo risultato e capire cosa non ha funzionato. E’ possibile che il danese abbia avuto una giornata negativa, fatto che sorprende dopo la splendida prova di martedì, dove è arrivato terzo nella quarta tappa vinta da Pogacar. Tra le ipotesi potrebbe esserci anche quella di una preparazione che ha puntato tutto ai risultati in salita a discapito però di quella per le prove  a cronometro.


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COMMENTI
Le crono non mentono
10 luglio 2025 09:49 pickett
Ricordo la crono di Bugno a Senigaglia,quella di Chiappucci al Sestriere,il cronoprologo di Indurain in Olanda.Furono i segnali inequivocabili del declino.Vingegaard ha raggiunto il culmine della carriera due anni fa,poi ha cominciato a calare.Difficile stabilire quanto abbia influito l'incidente ai Paesi BaschiSta di fatto che non é più tornato,e credo non tornerà più,quello di prima.Un consiglio:l'anno prossimo venga al Giro,prima che sia troppo tardi anche per vincere quello.Bernal ebbe l'intelligenza di capirlo,e a fatica portò a casa l'ultimo successo importante della carriera,appena in tempo.

Xpickett
10 luglio 2025 10:00 italia
Concordo pienamente; deve correre dove non c'è Pog giro o Vuelta e subito prima che .... spunti un altro fenomeno ....

pickett
10 luglio 2025 10:37 fransoli
ma un paio di anni fa dicevi lo stesso di Pogacar quando Vingegaard lo sconfisse al tour... il de profundis mi sembra prematuro, vero che le crono non mentono ma la giornata storta ti può capitare anche nella crono e li nasconderla diventa più difficile, solo il giorno prima è stato l'unico a tenere Pogacar in quel drittone in salita. Per quanto riguarda i fenomeni, boh, certo possono sempre spuntare, ma tutto dipende dalla portata del fenomeno, io sono convinto che di corridori totali alla Pogacar però non ne nascono come funghi, se è vero che è il più forte del dopo Merckx. Il primo di cui si è parlato è stato Remco, poi si diceva di Ayuso, fra i futuribili adesso si fa il nome di Seixas, vediamo, Remco è per certi aspetti fenomenale ma non è certo Pogacar ancora, Ayuso non ha ancora fatto niente di fenomanale, Seixas siamo ancora in fase embrionale. Per dire che al momento del livello del miglior Vingegaard ce n'è soltanto uno e in un orizzonte di breve termine non se ne vedono.

Vingegard
10 luglio 2025 14:16 Stef83
Dite che è meglio che evita Pogacar? Quindi assisteremo a delle gare bellissime dove o domina Pogacar, o domina Vingegard? Non penso sia il caso....e poi se facciamo questo discorso, cosa ci vanno a fare tutti gli altri dove corre Pogacar?

Pickett
10 luglio 2025 16:34 Albertone
Il Tour del 96 di Indurain, fu minato da pioggia per la prima settimana. E che Indurain fosse in calando, lo si vedeva gia' al giro del 94. Non certo da un prologo di pochi kmt. Non facciamo drammi, viceversa fai come il fenomeno che fa i conti sui caschi, senza mai averne visto uno dal vivo.

X Albertone
10 luglio 2025 19:27 JoBramba
Chi è il fenomeno? Per pura curiosità ?

Pickett
10 luglio 2025 21:18 Claude60
Il 5 luglio hai scritto che nella prima settimana ci sarebbero state 8 volate , che le cadute avrebbero tolto di mezzo alcuni protagonisti. Sei ancora di quel parere?

Xalbertone
10 luglio 2025 23:23 italia
Meno polenta ....

Claude e Albertino
11 luglio 2025 00:47 pickett
Ti sbagli.Preudhomme aveva dichiarato che ci sarebbero state 4 volate in tutto il Tour,NON nella prima settimana.E io avevo previsto che ce ne sarebbero state 8.Come saprai,é un po' difficile arrivare in volata a cronometro...Cosa c'entrano poi i caschi con il mio commento su Vingegaard,lo sapete solo voi...Il Tour 95 fu quello vinto + nettamente dei 5 vinti da Indurain.e tre settimane prima del Tour,nel 96,aveva dominato il Delfinato staccando tutti sull'Izoard.Poi in tre settimane cambiò tutto,e lo si vide nel prologo.

@ Italia
11 luglio 2025 08:07 Albertone
Caro Italia, i tuoi discorsi sui caschi (senza mai averne visto uno in vita tua), fanno capire che, purtroppo, c'è spazio per tutti. Mai visto uno che parla di aereodinamica, senza aver visto un casco e butta calcoli a caso.
Dai retta, comincia a studiare come vivere nella società

Conti Italia
11 luglio 2025 09:01 Angliru
I conti di Italia sono uguali a quelli che " faccio 6 alla domenica con i numeri del sabato in mano". Dai retta, a parte le tue mille farneticazioni, si capisce che non mastichi una virgola di sport

pickettino
11 luglio 2025 10:46 Albertone
Non infatti nel 1994, arrivo' 3zo al Giro mio zio, non Indurain.

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