PUNTI UCI, PRESSIONI E IL QINGHAI DELLA POLTI-VISITMALTA: PAROLA A JESUS HERNANDEZ

PROFESSIONISTI | 08/07/2025 | 01:30
di Federico Guido


Il Tour of Magnificent Qinghai si è aperto nel migliore dei modi per la Polti-VisitMalta grazie soprattutto a Manuel Peñalver che, nella frazione inaugurale di Xining, ha regalato al team italiano la prima vittoria della stagione.


All’acuto dello sprinter iberico è seguito il 5° posto di Javier Serrano a Huzhu, un piazzamento che ha consentito alla compagine di Basso e Contador di andare a punti (UCI) per il secondo giorno consecutivo: un dato questo, considerata l’attuale situazione del ranking a squadre 2025, che non è affatto di poco conto.

Di questo, della rincorsa al piazzamento nelle prime 30 della graduatoria mondiale ma anche delle pressioni che derivano da tutto ciò e della piega che sta prendendo la corsa a tappe cinese abbiamo chiacchierato con il direttore sportivo Jesus Hernandez che, in questi giorni, si sta occupando di guidare al meglio la rappresentativa tricolore in Asia.

Jesus, cosa rappresenta per un ragazzo come Manuel la vittoria conquistata nella prima frazione che soddisfazione è stata per voi?

Quella di Xining è stata una giornata stupenda per tutta la squadra, perché ovviamente è arrivata la prima vittoria della stagione che è sempre bella, ma anche soprattutto per lui che è un corridore che dà sempre tutto per i compagni. Non è un caso che dopo la tappa fossero tutti contenti, sia coloro che sono qui in Cina sia quelli che non c’erano. L'anno scorso in Malesia aveva mancato la vittoria per un errore nello sprint finale, mentre l’altro giorno finalmente è riuscito a ottenere un successo che si meritava da tempo”.

Cosa ci possiamo aspettare dalla squadra nelle prossime tappe dopo il successo nella tappa inaugurale?

Aver vinto ci consente di essere più tranquilli e di correre con più fiducia quindi ciò che otterremo, da qui in avanti, sarà tutto di guadagnato. Non sappiamo esattamente cosa aspettarci perché è la prima volta che disputiamo questa gara e corriamo a queste altitudini. Ci siamo preparati bene, andando in altura prima di venire qua bene quindi la speranza è quella di far bene anche nei prossimi giorni ma non abbiamo certezze su come performerà la squadra, vedremo giorno per giorno come andrà. I leader per le tappe più impegnative? Partiamo con Crescioli come scalatore di riferimento della squadra, ma Mattia Bais e Diego Sevilla sono due uomini che vanno bene in salita. Il punto è che qui non è tanto la pendenza a fare la differenza ma la quota e dunque può accadere che un corridore che non è uno scalatore ma si è adattato meglio possa far meglio rispetto a uno scalatore puro che però si è adattato male”.

Il sistema dei punti UCI nel corso di quest’ultimi mesi è stato al centro di tanti dibattiti e anche diverse critiche. Voi che siete direttamente coinvolti nella lotta per restare tra le prime 30 del ranking come la vedete?

Noi non possiamo che adattarci il meglio possibile alle regole dell'UCI che sono queste e a queste ci dobbiamo attenere. Se concluderemo o meno nella top 30 lo sapremo solo a fine stagione quindi non mi sbilancio”.

Questo sistema che porta i corridori a gareggiare di continuo impegnandoli a fare trasferte in successione, non crea problema ai corridori aggiungendo loro ulteriori pressioni?

Se parliamo nello specifico del Tour of Magnificent Qinghai, questo lo avevamo in programma a prescindere dalla situazione relativa ai punti. In generale, non credo sinceramente che tutto questo abbia cambiato tanto le cose perché i corridori una certa pressione l’hanno sempre avuta…magari prima l’avevano per fare risultato, adesso per conquistare i punti, ma di sicuro non è mai mancata. D’altro canto, è così, se sei un corridore, con la pressione devi essere capace di conviverci”.

Photo credit: Maurizio Borserini.


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COMMENTI
però un momento...
8 luglio 2025 07:19 AleC
...oggi i corridoi gareggiano molto meno di una volta. 30 anni fa lo standard era fare 80 giorni di gare all'anno, oggi è 60-65.
oggi il vero problema per i corridori - come ha detto, con tempistiche un po' improprie, la moglie di Vingegaard - è che fanno una montagna di ritiri in altura.

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