GIRO D'ITALIA. TONALE E MORTIROLO PER GIUNGERE A BORMIO: SARA' SPETTACOLO ANCHE OGGI?

GIRO D'ITALIA | 28/05/2025 | 08:12
di Bibi Ajraghi

Seconda tappa di montagna consecutiva per il Giro d'Italia: la diciassettesima frazione porta da San Michele all'Adige a Bormio, 155 km e 3.800 metri di dislivello.


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A caratterizzare la frazione sono due lunghe salite nella parte centrale: dopo la partenza, si risale in continua leggera salita la Val di Non e poi la Val di Sole per affrontare il Passo del Tonale. Dopo la discesa veloce su Ponte di Legno si affronta il Passo del Mortirolo da Monno con i suoi ultimi 3 km sempre sopra il 10%. Discesa molto impegnativa fino a Grosio e poi lunga risalita fino alle porte di Bormio con la breve scalata delle Motte e successiva svolta verso l’arrivo di Bormio.

Ultimi 3 km sostanzialmente in discesa. Giunti a Bormio poco dopo l’ultimo km svolta a U dove inizia la porzione piatta del finale. Da segnalare alcune curve a angolo retto fino all’immissione nel rettilineo di arrivo di 100m.

IL TERRITORIO. E il giorno del Mortirolo, la salita totem. Ma prima di arrivarci la diciassettesima tappa del Giro porterà attraverso luoghi di grande bellezza, che richiederanno numerose soste: golose, culturali o semplicemente per panoramiche.

San Michele all’Adige è conosciuta fin dal Medioevo per essere sede fin di una importante abbazia agostiniana che oggi ospita due istituzioni di eccellenza: la Fondazione Edmund Mach, scuola di agraria e centro di ricerca internazionale e il Museo Etnografico Trentino San Michele, dedicato alle tradizioni e all’artigianato trentino, il più grande in Italia nel suo genere.

Tutt’intorno si distende la Piana Rotaliana con le sue colline ammantate di vigneti, da cui si producono alcuni dei migliori vini trentini: primi tra tutti il Trento DOC, spumante simbolo di eccellenza e il Teroldego Rotaliano DOC, considerato il principe dei vini rossi trentini.

All’imbocco della Val di Non si incontrano alcuni dei più belli del Trentino: Castel Thun e Castel Valer, senza dimenticare il meno noto castel Nanno. Ma Val di Non è anche sinonimo di mela e meleti che riempiono lo sguardo senza soluzione di continuità a bordo strada. Cuore della valle è Cles che richiede un’ulteriore sosta almeno per ammirare la Pieve dell'Assunta, oggi in stile gotico-rinascimentale ma già citata in un documento del 1188 e la chiesa di San Vigilio (XII secolo) che si fa ricordare per l’importanza degli affreschi del XIV e XV secolo considerati tra i più interessanti del Gotico trentino.

Borghi, castelli e monumenti al lavoro caratterizzano anche la successiva Val di Sole. Non passano certo inosservate le strutture di Castel Caldes e del Castello di Ossana, ma poi ci si lascia piacevolmente sorprendere dalle meridiane artistiche dipinte sulle pareti dei borghi di Pession e Monclassico: sono più di 50, tutte diverse tra loro dal punto di vita tecnico e artistico e tutte figlie di un progetto avviato nel 2002 per valorizzare l’antica tradizione locale. Raccontano storie di antica fatica (e perizia) i diversi piccoli musei dedicati ai lavori tradizionali, come le Segherie veneziane di Malè, Dimaro e Ortisè.

Risalendo verso il Passo del Tonale si attraversa Vermiglio, il borgo diventato celebre per il film con il suo stesso nome che è stato candidato all’Oscar nel 2025. Levando lo sguardo verso sinistra ci si lascia abbagliare dai ghiacciai che rivestono l’Adamello: un ottimo punto di osservazione è proprio la spianata del Tonale, dove si sosta prima di entrare in Lombardia.

Ponte di Legno è il primo paese che si incontra, ancora qualche chilometro ed ecco Vezza d’Oglio, con il suo interessante - e struggente - Museo della Guerra Bianca in Adamello.

Il transito al Passo del Mortirolo stringe il cuore. La memoria delle imprese di Marco Pantani lassù è ancora vivissima. Il marchio del distretto agroalimentare di qualità della Valtellina accompagna, a fine discesa, alla scoperta dei sapori eccellenti della provincia di Sondrio: bresaola, pizzoccheri, mele, formaggi (Bitto DOP e Casera DOP) e vini DOC danno vita a un menù di qualità sopraffina. Con quei profumi ancora impressi nel palato si risale l’Adda fino a Bormio dove è posto il traguardo di giornata: qui, in attesa delle Olimpiadi del prossimo anno le parole d’ordine sono benessere e natura: tre stabilimenti termali e il Parco Nazionale dello Stelvio sono attrazioni irresistibili. Tutte da godere.


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