GIRO D'ITALIA. LA TERZA SETTIMANA INIZIA CON IL TAPPONE DI SAN VALENTINO BRENTONICO

GIRO D'ITALIA | 27/05/2025 | 08:20
di Bibi Ajraghi

Comincia la terza settimana del Giro d'Italia, la temutissima e attesissima terza settimana. Comincia con la Piazzola sul Brenta-San Valentino Brentonico di 203 km, un vero tappone di montagna: tolti i primi 50 km piuttosto semplici, poi ci sono solo salite e discesa senza alcun momento di respiro.


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Dopo un avvio in pianura, superata Arsiero si entra nella valle dell’Astico dove inizia la prima delle salite di giornata: Carbonare. Segue una discesa veloce su Trento per scalare fino a Candriai la prima metà del Monte Bondone. Breve discesa e ancora salita fino a Vigo Cavedine. Ancora una breve discesa e si affronta dal versante di Arco-Bolognano il passo di Santa Barbara con i suoi 13 km a quasi il 9% (punte al 14%). Discesa fino a Mori dove inizia la salita finale di 18.2 km, sempre all'insù con due brevi interruzioni a Brentonico e a San Giacomo: in totale 18,2 km al 6,4% di pendenza media.

IL TERRITORIO. La meravigliosa Villa Contarini è uno dei più imponenti esempi di Villa Veneta. Costruita nel XVI secolo, probabilmente su progetto del giovane Andrea Palladio, la villa venne ampliata nel XVII secolo da Marco Contarini, che ne fece un luogo di svago e cultura. La struttura si distingue per le sue ali imponenti, la loggia palladiana con 31 archi e l’ampia piazza antistante, un tempo scenario di fastose celebrazioni. Ma la festa, in realtà, va in scena anche in occasione della partenza della sedicesima tappa del Giro, magari arricchita da un piatto di risi e bisi o da una delle tante preparazioni del baccalà.

La corsa si snoda dapprima nelle province di Padova e di Vicenza, territorio di elezione degli importanti distretti della Calzatura della Riviera del Brenta e dell’Arte orafa vicentina, eccellenze riconosciute a livello mondiale del Made in Italy.

Si sosta a Thiene per rilassarsi nella monumentale Piazza Chilesotti e per visitare il Castello, che a dispetto del nome è una villa pre-palladiana (XV secolo) che ancora conserva affreschi e arredi di grande valore.

La salita che porta a Carbonare conduce in Trentino, che in questa tappa mostra il suo aspetto più dolce. Sfiorato il Lago di Caldonazzo e attraversata Vigolo Vattaro, posta al centro dell’altopiano della Vigolana, si scende a Trento. Bastano poche ore per innamorarsi di questa città, capace di rimanere fedele alla sua storia, ben sintetizzata dalla magnifica Piazza del Duomo, circondata da torri e palazzi merlati e con al centro l’imponente fontana del Nettuno.

Si risalgono le pendici del Monte Bondone, senza arrivare in vetta, ma attraversando Candriai e raggiungendo Terlago. Il Castello dei Conti di Terlago (1500) e la Torre medioevale di Braidone sono gli emblemi del paese nei cui pressi si trova anche il suggestivo (e balneabile) Lago di Terlago.

A Vezzano inizia la cosiddetta Valle dei Laghi: si costeggiano nell’ordine il Lago di Santa Massenza, il Lago di Toblino (con il sontuoso castello a picco sullo specchio d’acqua e Cavedine. A bordo strada scorrono i filari da cui nascono la Nosiola e il Vino Santo, due tra i più rinomati vini del Trentino. Poi è la volta degli estesi uliveti culla dell’altrettanto celebrato Olio Garda DOP che accompagnano ad Arco, mecca della mountain bike e dell’arrampicata sportiva. Qui è piacevole cogliere le atmosfere dell’antica Kurort (città di cura), apprezzata in tutta Europa per il clima mite impreziosita. In particolare, gli Asburgo abbellirono la città con parchi, eleganti ville liberty e sontuosi edifici voluti dagli Asburgo. Da non mancare la salita al Castello, una delle fortezze medievali più suggestive di tutto l’arco alpino.

A Brentonico d’obbligo sostare a Palazzo Eccheli-Balsi circondato da un giardino botanico con molte delle 1.655 piante del Parco del Monte Baldo. All’interno dell’edificio si trova il Museo del fossile che conserva una ricca raccolta di protozoi e crostacei fossili e che documenta la vita del post-Triassico (150-180 milioni di anni fa) in quella che è oggi l'area settentrionale del Monte Baldo.

Poi è la natura a riempire gli occhi fino all’arrivo posto a San Valentino, luogo amatissimo dagli appassionati delle due ruote e dagli escursionisti che da qui partono per itinerari che attraversano il “Giardino d’Europa” per portarsi sui crinali da cui si godono viste grandiose sul Lago di Garda. Che si apprezzano facendosi accompagnare da un calice di Marzemino.


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COMMENTI
Cadute
27 maggio 2025 12:24 alfiobluesman
Beppe Conti nel processo alla tappa ha chiesto a Bettiol la possibilità di adottare coperture più idonee da adottare in caso di pioggia per limitare le cadute quando piove .
Bettiol non ha risposto alla domanda di Conti ma ha consigliato alle squadre di proteggere il proprio capitano per evitare incidenti.
Era una domanda tanto strana non praticabile ?
Ho visto la caduta di Tarling non e' possibile evitare queste brutte cadute ?

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