MOSER E SARONNI, NUOVA PACE IN TV TRA BATTUTE E SORRISI. GALLERY

PROFESSIONISTI | 27/02/2025 | 09:00
di Pier Augusto Stagi

Non è la prima e probabilmente non sarà l’ultima pace che sanciranno. Moser e Saronni, Saronni e Moser, un dualismo che negli anni è diventato uno scioglilingua, un solo nome, un solo cognome, un’unica grande storia. Oggi una nuova puntata, a “Uno Mattina”, per lanciare la seconda edizione della Coppa Italia delle Regioni, voluta della Lega del Ciclismo Professionistico di Roberto Pella con la collaborazione della Federazione Ciclistica Italiana. Due testimonial d’eccezione, che prima di fare squadra e “lavorare” per il bene del ciclismo, hanno sancito negli studi Rai l’ennesima pace.


In verità l’inizio è con delle immagini di repertorio del Giro d’Italia: Saronni che stacca Moser, con commento del leggendario Adriano De Zan. Chi era il più forte? chiedono dallo studio: «Tutti e due e poi dipendeva dal terreno - risponde il trentino -: Beppe era più scattante, io più passista. Lui aveva delle caratteristiche che mi metteva in difficoltà». Beppe: «Condivido, condivido pienamente quello che dice Francesco», lo accompagna divertito. 


Moser rilancia sornione. «Lui ogni tanto fa il birichino e provoca come faceva quando si correva. Quando abbiamo smesso di correre, io prima di lui anche perché ho qualche anno in più (cinque, ndr), ad un certo punto lui continuava a fare certi discorsi e io gli ho detto: “guarda che abbiamo smesso di correre, cerchiamo di vivere una vita tranquilla”, invece lui ogni tanto fa certe provocazioni che mi hanno portato a dirgli: io non ti parlo più!».

Beppe ascolta e rilancia: «Il problema è che io rispondo sempre a qualche sua piccola provocazione e visto che il mio carattere è quello di non riuscire a trattenermi, gli rispondo a tono in modo provocatorio. Ma visto che siamo qui, questa pace la facciamo o no? ... », chiede il Beppe. E Moser: «Facciamola, facciamola, ma io non ho mai passato i limiti ed essere amico di uno che non mi rispetta preferisco non essergli amico».

Il Beppe non si dà per vinto: «Facciamo così, per evitare equivoci: Francesco non dice più certe cose e non mi punzecchia più, e io non gli rispondo». Moser soddisfatto la chiude tra sorrisi e buoni propositi: «Va bene, basta non superare i limiti. Pensate che l’altro giorno ho fatto la pace sul palco di Trento anche con Mauro Corona… Io voglio vivere una vita tranquilla», ripete. Beppe, divertito, non ce la fa a stare zitto e si lascia andare ad una carezza: «Ma allora stai facendo proprio la pace con tutti. Sei un uomo di pace».

Poi qualche ricordo passato, dei tempi della loro rivalità ciclistica, di un Saronni innovatore e un Moser che ricorda Gino Bartali. «Un giorno gli dissi: ai vostri tempi si correva per magiare, oggi si va in bicicletta per dimagrire».

La chiosa è sulla Coppa Italia delle Regioni, ma questa è tutta un’altra storia, che sta per essere scritta.


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