LE VERITA' DI HINAULT. «OGGI SI CORRE POCO, C'E' POCO CORAGGIO E INVECE TROPPA PAURA»

INTERVISTA | 27/06/2024 | 08:25
di Francesca Monzone

E’ difficile intervistare i grandi campioni del passato, quelli che hanno scritto record che oggi difficilmente verranno superati e tra questi c’è Bernard Hinault, che tra gli anni Settanta e Ottanta ha vinto in totale 10 grandi giri, oltre al Mondiale e diverse Classiche Monumento. Hinault ha deciso di condividere le sue opinioni su questo Tour con il quotidiano belga Het Nieuwsblad, al quale ha detto chiaramente che i grandi corridori non devono essere paragonati ad altri e per questo Hinault sarà sempre Hinault, Merckx sarà sempre Merckx e Pogacar resterà sempre Pogacar.


Il campione bretone in carriera ha vinto 5 Tour de France, 3 Giri d’Italia e due Vuelta di Spagna, ma la sua grandezza sta nell’aver vinto due volte, nel 1982 e 1985, il Giro e Tour nello stesso anno. Bernard è stato molto chiaro nel dare le risposte alle domande che gli sono state poste e quando è stato chiesto chi avrebbe vinto il Tour, lui non ha avuto dubbi indicando Pogacar senza possibilità di vittoria per altri.


«Non si può mai prevedere  in anticipo cosa potrà accadere, ma mi aspetto un Tour come il Giro appena corso: Pogacar che domina tutto. Non vedo chi potrebbe preoccuparlo». Per il Tasso non ci sono rivali per lo sloveno e anche su Vingegaard, pensa che non ci saranno grandi sorprese. «Vingegaard è caduto al Giro dei Paesi Baschi e ha avuto una preparazione difficile. Se riuscirà a vincere il Tour anche quest'anno, vuol dire che non capisco più questa gara. Se confrontiamo  la situazione di Pogacar dell'anno scorso, vediamo che si era rotto il polso alla Liegi-Bastogne-Liegi alla fine di aprile, al Tour è stato bravo, ma non al massimo livello».

Per il campione francese, la doppietta Giro-Tour è alla portata di più corridori, ma tutto sta nel voler ottenere il risultato più alto. «Sono in pochi a tentare la doppietta perché hanno paura. Questo è l'unico motivo che mi viene in mente. Paura di non essere allo stesso livello al Tour. Molti corridori sembrano convinti che il Tour sia l’unica competizione che esiste».

Hinault è stato uno dei corridori più forti di sempre e per quanto riguarda gli allenamenti di oggi e i pochi giorni di gara non è troppo convinto delle scelte attuali, ammettendo che lui vinceva facendo tante corse in un anno, perché per lui correre era divertimento puro.

«Per me non cambia molto se ti alleni in quota oppure no. Comunque ognuno fa quello che vuole, ma se fossi un corridore oggi vorrei avere duecento giorni di gara all’anno. Al giorno d'oggi puoi fare un calendario bellissimo. Partirei dall'Australia a metà gennaio con il Tour Down Under e mi fermerei in Sud America a metà dicembre. Non è la moda di oggi, ma è così che la affronterei. I giovani ciclisti possono dire che sono un vecchio idiota, ma non mi interessa affatto».

Per il Tasso i corridori di adesso hanno meno fiducia e questo non li aiuta ad ottenere il miglior risultato possibile. «Se prima della partenza i corridori dicono: corro per finire secondo, allora arriverà probabilmente secondo. Ecco come funziona. Mi sorprende che così tanti corridori arrivino alla partenza di una gara dicendo: cercherò di arrivare tra i primi cinque. Questo significa che non si viene per vincere e c'è meno pressione se si punta ai primi cinque posti rispetto al primo». 

A Hinault le somiglianze non piacciono, non ama quando si vuole paragonare un corridore ad un altro, così come non gli piace quando dicono che Remco Evenepoel gli somiglia.

«Forse fisicamente Evenepoel mi somiglia. Non è grandissimo e abbiamo la stessa morfologia con una buona muscolatura. Entrambi piuttosto potenti, ma lui ha la sua personalità, io ho la mia. Non conosco Remco, non gli ho mai parlato. Ma quando sei un campione, è normale difendersi. Ma Remco è Remco, Hinault è Hinault e Merckx è Merckx».

Copyright © TBW
COMMENTI
Grande "Tasso"
27 giugno 2024 08:51 Arrivo1991
Lo dice uno dei piu' grandi della storia...ma a certi giornalisti non piace, e allora continuano a paragonare un campione come Pogacar ad un certo Eddy.

Caro Hinault,
27 giugno 2024 11:39 Bicio2702
è facile parlare da ciclista uno dei migliori del mondo per i tuoi tempi, dove la facevi da padrone.
Prova a metterti nei panni di quelli che facevano fatica a starti a ruota.
Altro che mancanza di coraggio e troppa paura. Qui ci vuole ossigeno per star dietro ai fenomeni di oggi...

Roglic
27 giugno 2024 12:11 Albertone
A mio avviso, viene sottostimato. Potrebbe far bene,molto bene. Per il resto, la solita analisi ben imboccata da qualche giornalista. Al solito

Tour
27 giugno 2024 12:11 Frank46
Non ne sono certo che Pogacar lo scorso anno non fosse al top. Sicuramente gli faceva un po' male la spalla in alcuni frangenti ma credo che a livello di condizione atletica fosse riuscito a prepararsi a puntino.
Ha avuto gli stessi problemi di due anni fa a seguire Vingeegard durante 1/2 tapponi di montagna.
Non si è gestito perché non ha accettato di essere inferiore su certi percorsi, poteva andare del suo passo, perdere poco e poi cercare un colpo dei suoi grazie alla sua fantasia in tappe più favorevoli.

E anche Vingeegard quest' anno ancora non possiamo dire con certezza se non potrà essere al 100%, come non sappiamo ancora se Pogacar è in grado di correre due GT consecutivi al top visto che in passato ci ha provato in due occasioni Contador e al Tour è stato molto sottotono non riuscendo neanche ad arrivare sul podio.

Infortunio
27 giugno 2024 12:16 Albertone
Hinault non cita che Vingegard ha subito un trauma al polmone, costole rotte e una clavicola ko. Altro che il polso di Pogacar....

Hinault
27 giugno 2024 12:23 Frank46
Sentire Hinault parlare di ciclismo moderno è come sentire Giacomo Agostini parlare di motociclismo moderno.
Alcuni dei discorsi che fanno non hanno alcun senso perché continuano a pensare ai loro tempi senza capire cosa è cambiato.
Oltre al fatto che chiedono a tutti i corridori di fare cose che poteva essere in grado di fare lui ma non certo la maggior parte dei ciclisti dei suoi tempi. Non erano in molti a poter attaccare Hinault ad esempio, ora è inutile aspettarsi che molti possono attaccare Vingeegard o Pogacar.

Quando lui faceva tutti quei giorni di corsa anche i suoi avversari più forti facevano la stessa cosa.
Prima c'erano meno conoscenze tecniche e quindi nessuno ottimizzata veramente il proprio potenziale.
Se oggi corri senza sosta non riuscirai mai ad avere dei picchi di condizione decenti e otterrai molti meno successi di chi correrà il giusto e si allenerà in modo più oculato.
Se metti un fenomeno ad allenarsi come si allenavano ai tempi di Hinault e a correre tanto come si faceva ai suoi tempi lo rovini.

Vingegaard al 100%???
27 giugno 2024 12:52 alfiobluesman
Dopo un incidente del genere senza aver minimamente gareggiato non capisco come si ipotizzi un Vingegaard al 100%

Frank46
27 giugno 2024 13:22 Panassa
Concordo su tutto quello che ha scritto frank 46. Hinault è stato l'ultimo dei grandissimi come spesso ripete beppe conti. Io ho iniziato a seguire proprio dai tempi di Hinault moser e saronni.

Non è vero che si correva tutto l'anno
27 giugno 2024 13:44 JeanRobic
A uno come Pantani interessava solo il Giro e il Tour e il resto erano mere partecipazioni per fare la gamba, Vingegaard invece oltre a vincere il Tour (e avrebbe vinto anche la scorsa Vuelta) vince tutte le gare di una settimana alle quali partecipa. Non gli serve altro, inutile per lui gareggiare in una corsa in linea dove sa già che verrà battuto da corridori più esplosivi. Quello che ha detto Hinault non ha senso, puoi farlo se sei Hinault, cioè un corridore completo di quei tempi.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ieri l’avevamo vista sciogliersi in un pianto liberatorio, oggi Elisa Balsamo ha lasciato il segno di nuovo, il terzo in un Giro che regala molti colpi di scena. Tra tante sorprese lei è l’unica certezza, fortissima nello sprint, ma anche...


ELISA BALSAMO 10 E LODE. Se esistesse un voto superiore si prenderebbe pure quello e forse nemmeno sarebbe abbastanza. Oggi Elisa Balsamo è stata perfetta, monumentale. La maglia rosa sapeva che la salita di Montenars avrebbe potuto metterla fuori dai...


Il Tour de Wallonie si è aperto nel segno di Jordi Meeus. Il 27enne corridore belga della Red Bull - BORA – hansgrohe ha vinto la tappa scattata da Manage e conclusasi poco fa a Lobbes regolando in volata Anders...


Visto come si stava mettendo la tappa sembrava impossibile tenere la maglia rosa, addirittura un miraggio poter vincere, ma Elisa Balsamo è riuscita in qualcosa di incredibie calando il tris sul traguardo di Buja . Sulla salita di Montenars la piemontese...


Jonas Vingegaard è il 72° vincitore del Giro d’Italia, il 30° corridore straniero a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro e il primo danese a conquistare la Corsa Rosa. È soprattutto l'8° ciclista della storia ad aggiudicarsi almeno una volta...


È il giorno delle grandi salite, della fatica vera e dei verdetti che segnano la storia del 24° Giro del Friuli Venezia Giulia Juniores. Nella frazione regina di 101, 1 km con partenza da Cordenons e lo storico arrivo in...


Dalla Coppa Adriana alla carbonara di mare, dalla maglia azzurra alla maglia azzurra. Tiziano Brichese, classe ’62, è oggi uno chef in piena corsa per la stella che fa da mangiare alle stelle: del ciclismo. Da Filippo Ganna ad Antonio...


Italia in primo piano al Trofeo Centre Morbihan, prova di Coppa delle Nazioni juniores, che si è chiusa con il successo finale del francese Lancelot Gayant.La selezione azzurra ha offerto una prestazione di alto livello, sfiorando il colpo grosso con...


ll campione olimpico e General Manager di XDS Astana Team, Alexandr Vinokurov, ha consegnato al capo dello Stato della Città del Vaticano, Papa Leone XIV, la maglia della squadra kazaka. In risposta, Papa Leone XIV si è congratulato con il...


La Unbound Gravel rappresenta per molti la gara gravel per antonomasia ed anche un benchmark per le aziende, sempre pronte ad innovare per dare ai propri atleti importanti marginalità per andare più forte e impiegarci di meno. In Kansas le condizioni di questa...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024