TOTA 2024. FOSS: «LAVORO PER DIVENTARE CORRIDORE DA CORSE A TAPPE. E L’ANNO SCORSO…»

PROFESSIONISTI | 15/04/2024 | 17:20
di Carlo Malvestio

Per un attimo avevamo quasi pensato fosse un talento destinato a perdersi, invece Tobias Foss c’è ancora, eccome se c’è. Il norvegese classe 1997 ha vinto la prima tappa del Tour of the Alps 2024, imponendosi un po’ a sorpresa al termine di una volata ristretta e andando a prendersi la prima maglia verde di leader della classifica generale.


«Era un bel finale, duro, che è stato anche un po’ tattico - ha detto Foss -. Con Thomas ce la siamo giocata bene, ringrazio lui per avermi dato carta bianca e i direttori sportivi per aver creduto in me. Dietro avevamo anche Ganna che poteva rientrare, quindi abbiamo agito un po’ di rimessa. Domani è un’altra giornata complicata, anche se le salite sono un po’ più semplici. Potremmo provarci con Ganna, o magari mi ributto in volata, vedremo».


Per Foss si tratta della prima vittoria da professionista non a cronometro (se si esclude il campionato norvegese), lui che contro il tempo è stato campione del mondo - nello stupore generale - nel 2022. Dopo 4 anni con la Jumbo-Visma, Foss ha scelto quest’anno la Ineos Grenadiers, firmando un contratto di 3 anni con l’obiettivo di crescere sempre di più come uomo da corse a tappe. «La differenza tra Visma e Ineos è più che altro culturale, poi ognuna ha i suoi pro e contro. Qui credo di poter trovare un po’ più di spazio e la squadra mi sta dimostrando continuamente la grande fiducia che nutre nei miei confronti. È vero, forse non è il momento migliore nella storia della squadra, ma Pidcock ieri ha vinto l’Amstel Gold Race e qui vogliamo provare a fare molto bene, quindi rimaniamo molto ambiziosi anche ai massimi livelli. Personalmente non mi sono mai considerato un cronoman puro, pur essendo consapevole che i migliori risultati li ho ottenuti lì. Lavoro per diventare un corridore da corse a tappe e magari anche da Grandi Giri, e qui spero di riuscirci».

La carriera professionistica di Foss, fino a questo momento, è stato un continuo saliscendi di gioie e delusioni. Vincitore del Tour de l’Avenir nel 2019, ci si aspettava di vederlo fare faville anche tra i professionisti, ma non sempre è stato così. L’anno scorso, per esempio, non è riuscito a mettere in mostra fino in fondo la sua maglia arcobaleno a cronometro: «Al Giro di Romandia (era terzo in classifica generale, ndr) mi son preso il covid e son stato malissimo, non sono più riuscito a riprendermi. Quando sono tornato non riuscivo ad andare avanti, ho fatto qualche settimana, ma mi sono fermato di nuovo. Sono arrivato a fine agosto esausto e ho finito la stagione. Ho fato tre settimane di riposo assoluto e mi sono servite. Ora sto bene finalmente».

Foss, che quest’anno vedremo anche al Giro d’Italia, ha nel mirino anche la crono olimpica di Parigi, dove spera di ritrovare quelle sensazioni che gli hanno permesso di diventare campione del mondo a cronometro. Nato a Vingrom, a pochi chilometri da Lillehammer, sede dei Giochi Olimpici invernali del 1994, fa comunque parte di una generazione di ciclisti norvegesi che si sta facendo largo alla grande nel ciclismo professionistico: «Il motivo di questa crescita? Innanzitutto ritengo che la Norvegia sia un paese scientificamente molto avanzato, quindi dal punto di vista dell’allenamento all’avanguardia. L’università di Lillehammer, per esempio, collabora con diversi team WorldTour in termini di ricerca e innovazione. E poi siamo dei bei “soldati”, molto disciplinati, quello che ci viene detto lo facciamo. La Uno-X credo sia l’emblema di questa progressione e speriamo davvero di poter continuare su questa strada».

Copyright © TBW
COMMENTI
Tutto da vedere
15 aprile 2024 20:27 Albertone
Questo ragazzo ha stoffa, spero per lui abbia finito con gli intoppi

vediamo
16 aprile 2024 01:44 fransoli
le prossime tappe, oggi le salite non le hanno certo prese di petto, non c'è stato nessuno che ci ha provato seriamente, la differenza più che altro l'hanno fatta in discesa, quindi trarre dei giudizi è un pò prematuro, non solo su di lui, ma anche sugli altri giovani che ambiscono a qualcosa di importante.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Archiviata la gara femminile, in Australia cominciano le danze anche per gli uomini con il Tour Down Under 2026. Dal 2008 non solo apre la stagione professionistica (se si escludono i campionati australiani), ma anche il circuito del WorldTour. Appuntamento...


Anno nuovo, vita (decisamente) nuova per Dylan Groenewegen. Dopo dieci stagioni nel World Tour (sei con la Jumbo-Visma e quattro con la Jayco-AlUla), il velocista olandese ha deciso infatti di scendere di categoria per sposare la causa e diventare...


Ogni anno, solo a Firenze, circa 1.800 biciclette rubate o abbandonate, finiscono nel deposito comunale. Grazie al progetto Piedelibero, che coinvolge direttamente i detenuti del carcere di Firenze, molte di queste biciclette trovano una nuova vita. È in questo contesto che nasce Second...


La squadra continentale XDS Astana Development Team è impegnata nel suo secondo ritiro di allenamento in vista dell'inizio della stagione 2026. La squadra ha completato la formazione del suo roster, che quest'anno includerà 19 corridori: 16 corridori principali e tre...


Questa mattina, presso l'Abu Dhabi Zayed National Museum, sono stati presentati i percorsi ufficiali dell'ottava edizione dell'UAE Tour e della quarta edizione dell'UAE Tour Women, le uniche gare UCI WorldTour che si svolgono in Medio Oriente. Gli organizzatori dell'UAE Tour,...


Presentato questa mattina ad Abu Dhabi anche il percorso dell’UAE Tour Women: tre arrivi in ​​volata e un arrivo in salita a Jebel Hafeet sono le caratteristiche distintive della gara, con la vittoria finale che probabilmente verrà decisa negli ultimi 10 km...


Momento storico a Verona! Elia Viviani e sua moglie Elena Cecchini, coppia d'oro del ciclismo italiano, si sono incontrati presso il Balcone di Giulietta per scambiarsi la fiamma olimpica delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Anche Verona, città dell'amore, è pronta...


A quanto pare il ciclismo sta trovando la soluzione perfetta ai suoi sogni di business: far pagare il biglietto ai tifosi. Lineare, ai limiti del candore, il ragionamento: ormai si pa­ga tutto, si paga persino per vedere un affresco in...


La Spagna ieri a Benidorm ha fatto festa con il terzo posto dell’idolo di casa Felipe Orts. Il corridore nato a Villajoyosa, a meno di 20 km da Banidorm, trascorre gran parte della stagione in Belgio, dove si allena e...


Le biciclette hanno un’anima. Non è solo quella di alluminio o acciaio, carbonio o titanio, o addirittura bambù del suo telaio. Ma è quella che va oltre la materia, ed è un po’ forma e colore, genere ed età, provenienza...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024