RIEN SCHUURHUIS. IL VATICANO, IL MONDIALE E UN SOGNO SENZA FINE. GALLERY

INTERVISTA | 30/10/2022 | 08:16
di Giorgia Monguzzi

Esattamente il 25 settembre scorso Rien Schuurhuis ha fatto la storia e, anche se lui si imbarazza quando viene affiancato ai grandi, un pezzo importante della pagina ciclismo se l’è ritagliata sul serio. Quarant’anni, olandese e anche un po’ australiano, una vita che da sola meriterebbe un libro, in viaggio sin da bambino in Europa e poi da una parte all’altra del mondo, Rien è stato il primo corridore a gareggiare per la nazionale Vaticana ai mondiali di ciclismo in Australia, rappresentante di un progetto voluto fortemente da papa Francesco per portare, attraverso lo sport, valori come la fraternità e l’uguaglianza. Fino ad una manciata di anni fa era solo un’utopia, ma poi passo dopo passo, tassello dopo tassello ecco che è stata fondata prima l’atletica vaticana e poi la vatican cycling che ha reso possibile questo progetto. Ieri al Ghisallo con il premio Torriani è arrivato l’ennesimo riconoscimento per una vera e propria sfida vinta con il cuore e la passione.


Per Rien il ciclismo è sempre stato uno di quei sogni che inseguiva sin da bambino, tra i tanti viaggi la bicicletta è sempre stata al suo fianco e per alcuni anni l’ha portato là dove si era immaginato. Tra il 2015 e il 2019 infatti ha gareggiato per l’australiana Oliver’s Real Food e in carriera è riuscito anche a collezionare due vittorie al Giro di Tahiti. Non ha mai abbandonato i pedali anche se la vita non l’ha portato al professionismo, non si sarebbe immaginato certo di portare il suo sogno così lontano.


«Ho sempre desiderato correre, volevo provare ad essere al Mondiale, ma non sono mai andato molto avanti con la mia carriera. Per me il ciclismo è sempre stato un sogno, poi è diventato parte della mia vita: grazie a questo sport ho conosciuto tante persone, ho viaggiato, ho costruito la mia famiglia. Penso che sia un modo unico per creare dei legami e un senso di comunità, proprio come vuole papa Francesco ed è per questo che per me è stato molto naturale abbracciare questo progetto. Rappresentando l’Athletica Vaticana ho la responsabilità di portare un messaggio importantissimo ma per me è tutto molto naturale: il ciclismo ha la capacità di unire tutti, è in grado di portare la pace e di far vivere i propri sogni. È uno sport individuale in cui però, come nella vita, senza una squadra non si va da nessuna parte» ci racconta Rien con la voce un po’ tremante, ascoltandolo si può capire quanto sia importante per lui il ciclismo, non solo uno sport ma un vero e proprio valore e stile di vita.

Ha davvero pochi anni di vita l’Athletica Vaticana, anzi appena una manciata. Fondata nel 2019 per volere del Santo Padre soltanto nel settembre dell’anno scorso ha dato ufficialmente i natali anche alla Vatican Cycling riconosciuta dall’UCI. Rien Schuurhuis è arrivato a città del Vaticano nel 2020, seguendo la moglie Chiara Porro, ambasciatrice australiana nella Santa Sede e appena è nato il gruppo si è candidato immediatamente. Neanche lui ci credeva molto all’inizio, un’impresa affrontata con coraggio, il destino gli stava offrendo una possibilità unica di realizzare il suo sogno. Una combinazione perfetta tra destino e in questo caso un po’ di Provvidenza, ha voluto che il mondiale si svolgesse proprio in Australia, sua casa per molti anni dove è potuto crescere sia come persona che ciclisticamente. «Partecipare è stato qualcosa di pazzesco, era la prima volta per l’Athletica Vaticana, ma per me è stato ancora più speciale perché si correva in Australia, il paese da dove arriva mia moglie e mia seconda casa - riprende Rien -: negli anni mi sono fatto tantissimi amici e molti di loro sono venuti apposta a Wollongong a supportarmi. Si sono attrezzati con le bandiere della Città del Vaticano che sventolavano in mezzo alla strada solo per me, è stato bellissimo».

Nessuno si aspettava la performance del campione, Rien aveva già vinto soltanto con l’esserci, aveva scritto la storia. «Nei giorni prima della gara ero emozionatissimo, ma la squadra ha cercato di mettermi perfettamente a mio agio. Schierati sulla linea di partenza mi sono guardato intorno e ho visto che ad affiancarmi c’erano gli atleti più forti al mondo, non riuscivo a crederci. In quel momento ho capito che insieme, con tutto il team ci eravamo riusciti veramente, non mi rimaneva che correre la mia gara. Il cuore mi batteva all’impazzata, ma ero concentrato su quello che avrei dovuto fare, la mia ultima corsa in linea è stata tre anni fa e sinceramente non credevo che mi sarei mai più ritrovato in una situazione simile e invece ero lì al campionato del mondo e mi sentivo benissimo» ci svela spiegandoci anche come dopo pochi chilometri era già perfettamente ambientato e non ha perso tempo per lanciarsi nel primo tentativo di fuga.

Rien Schuurhuis è un po’ spaesato quando gli consegnano il premio Torriani, in tanti gli sorridono e lo indicano come se fosse un supereroe. «Mi fa un po’ strano tutto questo, io ho semplicemente fatto quello che amo, ho corso in bici» ci dice con un po’ di imbarazzo mentre si guarda intorno ispezionando le maglie dei campioni che prima di lui erano arrivati a donare qualche cimelio. Al Ghisallo ci era già stato, diversi anni fa quando era un atleta, in un’altra vita mentre rincorreva un sogno che è diventato improvvisamente reale. Voleva provare ad essere tra i grandi e c’è riuscito veramente. Tra la folla spicca per la sua altezza e per il sorriso che non ha mai perso per tutta la premiazione. Accanto a lui c’è la moglie Chiara, cresciuta in Australia ma originaria di un paese poco lontano dal Ghisallo, anche lei ha viaggiato tanto e poi si è ritrovata a casa. Se ne vanno entrambi con un sorriso gigantesco pronti a ritornare da Papa Francesco. «Sicuramente sarà una storia da raccontare, l’ho già fatto con i miei figli» ci dice Rien con la speranza che sia solo l’inizio...

Photo Monguzzi

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Un grave lutto ha colpito la famiglia Santoni: si è spenta oggi, infatti, mamma Brandina. La ricorda così Vincenzino Santoni: «Oggi la mia cara mamma ci ha lasciati. Ora ha raggiunto il mio amato babbo: il dolore è grande, ma...


La palma di “man of the stage” nella tappa di Val Martello al Tour of the Alps 2026 va sicuramente a Mattia Gaffuri. Il portacolori della Picnic PostNL si è inserito nella fuga di giornata, ha approcciato la salita finale...


Eccolo qui, il primo squillo stagionale di Giulio Pellizzari. Al Tour of the Alps 2026, sul traguardo di Val Martello, il giovane marchigiano ha centrato il suo secondo successo da professionista dopo quello all’Alto de El Morredero alla Vuelta a...


Un prologo, nessuna crono come invece voleva la tradizione, tanta montagna, anche più del solito: in sei giorni di corsa, 851 km e 14.266 metri di dislivello. Sono i numeri del Tour dE Romandie 2026 che si disputerà dal 28 aprile...


79° GRAN PREMIO DELLA LIBERAZIONE: 28 TEAM A CACCIA DEL MONDIALE DI PRIMAVERA Saranno 28 le squadre partecipanti, di cui 10 estere, a rinnovare l'eterna sfida tra i professionisti del 25 aprile. Una bella notizia dalla Uae Gen Z: il...


Giulio Pellizzari libera il suo urlo di vittoria sul traguardo di Val Martello, dove è arrivata la seconda tappa del Tour of the Alps 2026. Il marchigiano corona alla perfezione il grande lavoro della sua Red Bull Bora Hansgrohe e...


La presentazione della nuova maglia del team Visma–Lease a Bike per il Tour de France 2026 segna un interessante punto di incontro tra sport, arte e passione dei tifosi. Per l’edizione che prenderà il via da Barcellona il 4 luglio...


Sono stati un vero classico nella loro versione standard  e ritornano sulla scena oggi con caratteristiche che li rendono unici. Gli occhiali sportivi POC Devour MID sono un vera via di mezzo tra la classica maschera da enduro e un paio...


Sarà la pittoresca cittadina di Telfs, posta ai piedi del massiccio del Wetterstein, ad ospitare la partenza della seconda tappa del Tour of the Alps 2026. Telfs unisce in armonia la tradizione alpina con lo stile di vita moderno. La...


Prova generale per la Liegi di domenica prossima, la Freccia Vallone è comunque una classica che si fa dare del lei: quest’anno celebra la 90esima edizione, sventolando un albo d’oro dove le grandi firme, come Coppi, Merckx, Hinault e Pogacar,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024