ACCPI. SALVATO: «CICLISMO PIÚ PULITO CHE MAI, NO ALLE INQUISIZIONI»

PROFESSIONISTI | 05/07/2022 | 14:55

L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani esprime la propria disapprovazione sulla perquisizione che è stata messa in atto dalla polizia nei confronti di una squadra impegnata al Tour de France alla viglia della Grande Boucle.


A un anno di distanza da una vicenda analoga, che non ha portato alla luce nessun reato, le dimore di corridori attualmente in attività e non sono state perlustrate dagli agenti, beni personali come computer e tablet sequestrati (per la seconda volta), creando un clamore che non rispetta i diritti delle persone coinvolte e non fa bene alle indagini.


«Non approviamo metodi, tempi e spettacolarizzazione della vicenda di cui abbiamo letto su tutti i giornali e sentito i racconti dai nostri ragazzi. Per essere fruttuosa un’inchiesta dovrebbe svolgersi con riserbo e in tutto l’anno non ad orologeria nei giorni del Tour. Rispettiamo tutte le procedure ma desideriamo che queste non diventino uno spettacolo sempre la settimana prima del momento più atteso dell’anno» commenta Cristian Salvato, presidente ACCPI.

«Non contestiamo la volontà di combattere il doping con ogni mezzo, anzi vorrei ricordare che i corridori sono gli unici atleti al mondo che investono una percentuale dei loro premi per la lotta al doping e che con l’Adams accettano di limitare la propria privacy e quella delle loro famiglie pur di garantire i controlli a sorpresa. Non possiamo accettare che vengano trattati così – continua Salvato. – Vorrei sottolineare il silenzio e la solitudine nei quali sono stati lasciati questi ragazzi e il loro team da parte di tutte le istituzioni, nessuno ha detto o fatto nulla. Il brutto del passato è passato, oggi il ciclismo è bello ed è pulito. Se qualcuno facesse il cretino verrebbe trovato sicuramente e ci sono tutte le sanzioni per estrometterlo dal movimento. C’è un filone che parla di fake news che sono state girate a personaggi che hanno brama di trovare dello sporco nel ciclismo che tanto hanno fatto per far cadere la stessa polizia in una trappola, ma di questo credo ne sentiremo parlare nei prossimi giorni. Finiamola con questi metodi barbari e con questa caccia alle streghe».

comunicato stampa ACCPI

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COMMENTI
Non concordo
5 luglio 2022 16:29 Àaaaaaa
Caro Salvato, un'operazione congiunta dell'Europol non nasce per caso. Sarebbe meglio attendere gli esiti, e nel caso siano stati rilevate delle procedure non in linea con la legge, fare causa.

Concordo al 100%
5 luglio 2022 17:48 Farnese
Si indaghi finchè si vuole ma, ogni violazione della più assoluta riservatezza, fa perdere di credibilità ogni indagine e fa male al ciclismo.

Salvato
5 luglio 2022 17:57 Anbronte
Ma per il caso Gazprom vi siete messi in punta di piedi, dovevate fare ben altro, magari processi, visto che a un bel po' di persone è stato proibito di lavorare . I sindacati come al solito badano solo alla loro poltroncina. Lei però il posto lo ha mantenuto.

@ Farnese
5 luglio 2022 18:29 Àaaaaaa
Ma secondo te, l'Europol fa le cose cosi a caso, o si muove seguendo regole ed ordini precisi ? Mi sembra assurdo, appellarsi sempre all'etica e alla riservatezza. Si lasci fare il lavoro anche a loro, poi ne riparliamo.

Europol strabica?
5 luglio 2022 18:35 marco1970
Dato che è acclarato che non c'è sport indenne dal doping, fa sensazione che l'Europol metta in atto operazioni spettacolari soltanto nei riguardi del ciclismo,agendo in modo persecutorio contro atleti già assoggettati a protocolli molto rigidi da parte dell'UCI. Ci sarà un giorno in cui tutti gli sport saranno regolamentati da uguali normative antidoping?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra
5 luglio 2022 23:42 marco1970
Sembra che le streghe siano solo nel ciclismo e pertanto i corridori vadano pure al rogo. Purtroppo ,nell'immaginario collettivo,essendo i riflettori tutti puntati sui casi emersi nel ciclismo,il corridore è un dopato da emarginare.Infatti,nessun corridore fa il testimonial pubblicitario al contrario di atleti di altre discipline.Abbiamo campioni di atletica in pubblicità (tanti atleti sono risultati positivi) ne abbiamo di campioni di nuoto (qualcuno che ha avuto condanne e poi proscioglimento) e cosi via.Allora dico che bisogna battersi per reswtituire dignità e rispetto ai corridori ciclisti.

@ marco1970
6 luglio 2022 12:49 Albertone
E continuamo con il vittimismo, ale' ! Al posto di recitare un mea culpa, ci si nasconde sempre dietro a ' ma negli altri sport e' uguale ' oppure ' solo nel ciclismo si cerca '. Tipica mentalita' di chi non vuole cercare di migliorare la situazione.

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