BELLISSIMO, BRUTTISSIMO

TUTTOBICI | 25/06/2022 | 08:09
di Gian Paolo Ormezzano

Giro d’Italia bellissimo. Combattuto, grandi fol­le, nessuna dittatura frenante, poche tattiche molte gambe, e sui giornali persino un tipo nuovo di reportage, farcito di scoperte naives ma in­teressanti di uomini e cose, alimentato specialmente su La Stampa e il Corriere della Sera, con donne giornalista ricche di sinceri onesti stupori e di vasta e forte esperienza di scrittura. Il tutto in tempo di guerra e ancora di pandemia.


Giro d’Italia bruttissimo. Folle sì ma soprattutto sulle strade un­gheresi (novità) e italo meridionali (residuo effetto Nibali?), vo­glia di sport (gratuito) dopo il covid, ma verso la fine della cor­sa calo evidente di pubblico, sui monti del nord neanche il solito pazzoide, quel medico tedesco vestito da diavolo con forcone (se c’era, e magari c’era, chi lo ha visto?). Casting straniero scarso, casting italiano ammosciante, de­moralizzante, poche tappe vinte, troppe subite, e classifiche sofferte. Doversi buttare su Nibali e Pozzovivo quasi quarantenni emoziona e addirittura commuove, ma è un limite statistico gra­ve.


Giro d’Italia bellissimo. Sui grandi monti un pubblico eletto, davvero, di competenti, di samaritani con borracce, e persino un pedalatore nostrano vincente in Abruzzo, un Ciccone abruzzese che ha il cognome di Madonna oriunda nostra, e che si è esaltato esaltando. E poi Covi sul Pordoi. Pochi incidenti, molta combattività: l’assenza di leader padroni carismatici e ipertattici ha giovato ad uno show comunque ge­nui­no, con tanto ricambio giornaliero di protagonisti.

Giro d’Italia bruttissimo. Con­danna in blocco per il ciclismo nuovo italiano, condanna anche per tutto il ciclismo classico. No­mi nuovi ma troppo di ostrogoti, anche se primo alla fine un au­straliano, arrivato che da più lontano non si può, ma con un passato rosa da secondo. La bandiera tedesca nella grafica tv confusa di fisso con quella belga, è tutto dire. E sulle montagne ancora tanti di quei soliti nobili pazzoidi che per eccesso di entusiasmo rischiano l’infarto correndo a fianco dei corridori (ci vuo­le un morto?). E rischiano pure di farli cadere.

Giro d’Italia bellissimo. Finita la pletora dei pedalatori rappresentanti poche nazioni, le solite. In ogni tappa qualcuno da qualche posto nuovo del mondo. Sino a Girmay, eritreo, primo nero d’Africa primo di giornata in una grande corsa a tappe: basterebbe questo a farne un Giro storico. E anche la crono finale a Sobrero, col gioco di parole per cui uno di Alba vince a all’Arena di Ve­ro­na in piazza Bra (le due città cuneesi sono rivalissime) non è niente male, da valorizzare.

Giro d’Italia bruttissimo. L’afri­ca­no si è ritirato, dico L’africano storico si è ritirato, dicono, per una ferita ad un occhio, provocata dal tappo dello spumante da lui stappato alla premiazione. Magari gli fatto comodo lo stop sanitario, pensando non tanto al Tour quanto alle corse dopo la Grande Boucle, quando ci sono ancora spazi immensi di celebrità, iridata e non solo. Ve­dre­mo, lecito essere sospettosi, il Tour da sempre fa ombra al Giro.

Giro d’Italia bellissimo. Le volate sono state quasi sempre spettacolari ed esemplari, hanno vi­sto il ritorno di vecchi leoni (alla Cavendish), l’affermazione di uomini nuovi pedalanti in paesi nuovi. I droni hanno permesso di gustare gli sprint, e un po’la corsa tutta, in un modo nuovo, con riprese dall’alto assai interessanti. Poche, pochissime scorrettezze, poche pochissime cadute. Una lezione, e appassionante.

Giro d’Italia bruttissimo. Droni ed elicotteri ed aeroplanini si so­no dedicati sin troppo al paesaggio. O alla corsa ripresa dall’alto. Talora sembrava di assistere allo sciorinio di immagini di una play station. E dopo il traguardo sempre troppi abbracci fra corridori e seguito, troppe stette di mano, da fare pensare a recita costante di una compagnia – toh - di giro (d’Italia).

Giro d’Italia bellissimo. Il senso di una sentita recita collettiva giustamente molto improvvisata, una costante commedia dell’arte, ben meglio che il meccanismo troppo perfetto, troppo oliato dai regolamenti di un Tour de France con copione rigido. E dal punto di vista climatico quasi sempre tutto bene, tutto bello; al Tour il caldo è sempre troppo, il freddo è sempre vigliacco.

Giro d’Italia bruttissimo. Gri­gia­stro, poco colore, pochi siparietti. Il più forte di tutti, o quan­tomeno quello di nome pià grande, Van der Poel, con la sua squadra sponsorizzata da un prodotto anticalvizie, magari ef­ficace ma poco, diciamo, entusiasmante, ha portato in giro per il Bel Paese una maglietta povera ed austera, con toni di marrone, simile alla divisa paramilitare del leader ucraino Zelensky. Altro che allegro serpente multicolore..

Giro d’Italia bellissimo. Co­per­tura televisiva Rai ottima ed ab­bondante, intermezzi extra mol­to spesso al momento giusto. E interviste sempre buone, quando il caso doppiate presto e bene. Poca retorica, niente fuffa, co­mun­que, e tanto parlare di cose semplici e di cose sode. Mai un alterco sul video, mai una baruffa.

Giro d’Italia bruttissimo. Sul video mai un alterco divertente, mai una sana baruffa. Noia, serena ma noia. E attenzione: così poco da raccontare che i quotidiani, e specie quelli politici, hanno abbondato in revival di vecchie storie scomodando vecchi corridori, campioni e no, sentenzianti e barbogi. E sulla corsa, sulla tappa spesso poche, pochissime righe di cronaca, “recitate” per lo più da stranieri.

Giro d’Italia bellissimo?
Giro d’Italia bruttissimo?

Boh.

Giro d’Italia che deve cambiarsi in qualcosa (troppo strapaese), conservarsi in qualcosa (tanto del Bel Paese). Incombono nel futuro prossimo partenze esoticissime, Giappone e Usa: aiuto, e però benvenute. Al prossimo.

da tuttoBICI di giugno

Copyright © TBW
COMMENTI
Esamina lecita
25 giugno 2022 09:28 Albertone
Lei non e' Gatti e si vede ( e li si legge ). Complimenti per un'analisi sincera e veloce

Giro nè bello nè brutto
25 giugno 2022 10:36 marco1970
Il giro non è stato entusiasmante ma neppure brutto.Il campo dei partenti non era proprio scarso come dice Ormezzano,mancavano i tre tenori,ma gli altri c'erano quasi tutti.Sulle strade c'era tanto pubblico e gli ascolti televisivi sono stati buoni nonostante la mancanza di promozione e di informazione.Mai una notizia nei TG,mai una intervista nei TG,spazi ridottisssimi sulla stampa ,anche in Gazzetta pagine dimezzate e un solo inviato.

E bravo Sig. Ormezzano!
25 giugno 2022 12:21 marchetto
Che dire, la classe non è acqua!

Allora sono in buona compagnia
25 giugno 2022 15:23 pickett
"...da fare pensare a una recita costante di un compagnia di Giro".Era sembrato anche a me ,dopo certe sorprendenti volate ,ed ero stato subito insolentito da qualche esperto che ha cominciato a seguire il ciclismo l'altroieri.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Dopo il secondo posto nella cronosquadre di ieri, il Team UKYO riallaccia il filo con la vittoria al Tour of Japan 2026 tornando a gioire a Shinshu Iida dove, nella quarta tappa di 118, 9 chilometri, un eccelso Tommaso...


Il cuore della terza e ultima settimana del Giro d'Italia è dedicato a chi ha coraggio e ancora qualche energia da spendere per andare all'attacco e centrare la fuga. La diciottesima tappa porta da Fai della Paganella a Pieve di...


Siamo a Milano, è domenica 24 maggio, 35 gradi all’ombra. All’inizio, sembrava una delle tante fughe. Nel pullman, c’era la radio corsa in sottofondo, i distacchi che salivano e scendevano, qualcuno che guardava il monitor senza parlare troppo, qualcuno che cercava...


In piazza Vittorio Emanuele a Pieve di Soligo le mastodontiche strutture del traguardo sono già montate. Forse non tutti lo sanno: la linea d’arrivo della 18esima tappa del Giro ricalca in toto, metro più metro meno, il finale della gara...


Martin Marcellusi è un lottatore, non ha paura di prendere il vento in faccia ed andare in fuga. Dote innata? Questione di DNA? Non lo sappiamo. Sicuramente caratteristica molto apprezzata da Bruno e Roberto Reverberi che hanno puntato su Martin...


Ieri a Cassano d’Adda c’era anche Chiara Consonni. In sella alla sua bici e con la maglia del Canyon//Sram Zondacrypto sulle spalle, la bergamasca si è presentata alla partenza della tappa di ieri in veste di tifosa del fratello Simone...


Nel corso della conferenza stampa tenutasi al “LAGObar” di Molveno, moderata dal Responsabile del Team Italian Media PR & Press di Trentino Marketing Stefano Riggio, sono intervenuti Gianni Battaiola, Presidente di Trentino Marketing, Cordiano Dagnoni, Presidente della Federazione Ciclistica Italiana,...


Lunga chiusura di puntata con Beppe Martinelli, nostro consueto opinionista a cui ci siamo rivolti per analizzare questo Giro d'Italia. Una rassegna che tocca i principali protagonisti di classifica, i principali corridori italiani, le principali tematiche e le tappe dell'ultima...


Le maglie nere: gli ultimi della classifica generale, i primi della classifica sentimentale. Perché le maglie nere appartengono ai gregari, in perenne lotta con il tempo massimo e le energie minime. I più umani e i più umili. I più...


Con la bella stagione, la Valtellina si apre alle due ruote, tra grandi dislivelli alpini, percorsi di fondovalle e itinerari su strade secondarie che attraversano vigneti, terrazzamenti e borghi storici. L’intero territorio conta circa una quindicina di ciclabili e itinerari...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024