RENZO TEALDI E QUELLA RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE

LUTTO | 20/01/2022 | 08:25
di Marco Pastonesi

Il 15 maggio 2002, quando il Giro d’Italia atterrò nell’aeroporto di Levaldigi, c’era lui. Prologo e quattro tappe sconfinando dall’Olanda alla Germania, dal Belgio al Lussemburgo fino alla Francia, poi da Strasburgo simbolo dell’Europa cinque aerei, poi tendoni, alpini, volontari, banda, volontari, tavolate, l’Inno di Mameli, pane salame vino e lui. Un uomo che sembrava nutrirsi di aria e vivere di ciclismo, ché tanto gli bastava. Un uomo che i corridori sfioravano senza neppure immaginare quanta storia, quanta passione e anche quanto potere, il potere della fantasia e dell’immaginazione, il potere della volontà e della tenacia, il potere della diplomazia e della pazienza, quell’uomo, nel suo piccolo, possedesse. Non potendo spostare le montagne, spostava il Giro d’Italia verso le montagne. Le sue montagne. Anche a costo di noleggiare cinque aerei.


Ieri è morto Renzo Tealdi. Tuttobiciweb ne ha dato la notizia, Paolo Viberti ha portato il suo ricordo. Tealdi stava alla Granda, la provincia di Cuneo, come – per dirne due, più giovani ma non meno vulcanici - Enzo Cainero al Friuli e Gigi Negri alla Valtellina. Con Ferruccio Dardanello, Tealdi aveva fatto eleggere questa terra, valli e montagne, borghi e orizzonti, come appuntamento di maggio, come strade di ciclismo, come storia di Giro d’Italia. E anche di Tour de France. Tealdi, che aveva lavorato in banca, si era dedicato al ciclismo non come corridore, anche se aveva il peso leggero degli scalatori colombiani, ma come direttore sportivo, dirigente, organizzatore. Traduceva i sogni in progetti, poi cuciva, rammendava, ricamava, una ragnatela di relazioni e rapporti, umani ed economici, di amicizia e cortesia, di solidarietà e convenienza. Fino al suo giorno, il giorno della tappa. E qui, moltiplicandosi, faceva gli onori di casa, una casa – nato a Fossano, residente a Mondovì – che sentiva grandemente sua. E qui, illuminandosi, il ciclismo ritrovava impronte e memoria e disegnava scenari e avventure.


Non so se ci sarà un altro Tealdi. I corridori si inseguono e si superano, uomini e donne, ragazze e bambini, è nella loro natura quella di prendere la scia e poi il vento. Ma ho una gran paura che quelli come Tealdi, sempre al vento, sognatori, ambasciatori, missionari, macchine da guerra al servizio della pace (lo sport è una rappresentazione pacifica della guerra, il ciclismo una battaglia disarmata a forza di gambe e cuore), siano una razza in via di estinzione.

Le esequie di Lorenzo Tealdi saranno celebrate sabato 22 gennaio alle ore 15 nella Parrocchia di Sant'Anna Avagnina di Mondovì.

Copyright © TBW
COMMENTI
la sensibilità di Marco
21 gennaio 2022 08:36 canepari
per salutare un amico con le parole che non avremmo mai trovato.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Rispetto a un paio di anni fa, la stagione europea ha anticipato ancora la sua data di inizio. Il Challenge Mallorca, che solitamente fungeva da calcio d’inizio per il grande ciclismo del vecchio Continente, è ora preceduto da tre classiche...


Si chiude nel segno di una straripante Li Ning Star la prima storica edizione del Bajaj Pune Grande Tour. Come nelle tre giornate precedenti, anche l’ultima tappa (la breve Pune-Pimpri-Chinchwad di 95 chilometri) ha visto esultare un portacolori...


Domani, sabato 24 gennaio, ricorre il primo anniversario della morte di Sara Piffer, la giovane ciclista trentina di Palù di Giovo che un anno fa fu investita e uccisa da un automobilista sulle strade della Piana Rotaliana durante un’uscita d’allenamento....


Spesso viene messo da parte e trattato molto meno rispetto a micro elementi tanto in voga che siamo abituati a cercare per rimetterci in forma in situazioni di stress o per sostenerci durante i periodi di preparazione, ma sappiatelo,  il...


Per la prima volta nella sua storia il Trofeo Laigueglia partirà da Albenga. Una novità di grande rilievo che nasce dalla collaborazione tra le amministrazioni comunali di Laigueglia e Albenga con l'obiettivo di condividere e valorizzare uno degli eventi sportivi...


Forse la morte di Bjorg potrà davvero salvare i suoi colleghi. Si chiamava Bjorg Lambrecht, era un giovane professionista belga di Gand, e prometteva bene: secondo al Mondiale Under 23 nel 2018. Il 5 agosto 2019, durante la terza tappa...


L'Australia brucia in un'estate rovente e anche il Santos Tour Down Under è costretto a fare i conti con l'emergenza. A causa del livello di pericolo di incendio "Extreme" sui Monti Lofty e delle temperature massime previste addirittura a 43...


Dopo aver approfondito in precedenza come si è arrivati a comporre il roster 2026 e quali saranno le scelte di calendario, abbiamo continuato la nostra chiacchierata con il Presidente dello Swatt Club Carlo Beretta concentrandoci su curiosità e aspetti...


«Avevo una sensazione che non mi piaceva al petto e ho capito che qualcosa non andava». Sono queste le parole del velocista irlandese Sam Bennett, 35 anni, uno di quei corridori capaci di conquistare tappe in tutti i grandi giri:...


«È una decisione dolorosa ma necessaria per la nostra azienda». Con queste parole Fran Millar, Ceo dell’azienda Rapha, ha annunciato la chiusura dei Rapha Cycle Club di Manchester, Miami, Seattle, Boulder e Chicago. L’azienda statunitense specializzata in abbigliamento tecnico per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024