| 29/01/2009 | 19:08 E' scomparso mercoledì notte Nino Rota, giornalista della redazione ciclismo alla Gazzetta dello Sport per 34 anni, dopo aver seguito le orme del fratello maggiore Franco. Lascia la moglie Rita, i figli Marco, Silvia, Elena e Alessio. I funerali alla parrocchia di Redecesio di Segrate Madonna del Rosario, sabato 31, alle ore 15.
Aveva appena compiuto 80 anni. Il "burbero" Nino ci ha lasciato e con lui se ne vanno i racconti in bianco e nero. E in parte la storia del ciclismo raccontato come una volta, del giornalismo di una volta. Quello epico. Impossibile ottenere una carezza da lui, più facile ricevere un insulto che una parola buona, ma faceva parte del persnaggio, uno che dalla redazione usciva solo quando faceva buio, anche se non ce n'era motivo e passando dall'archivio e dai tipografi, i suoi migliori amici della Gazzetta dello Sport. Ma bastava un ricordo a due ruote per accedere ad un mondo tutto suo, fatto da episodi semplici che neanche ti aspetti: di Giri dell'Emilia da scrivere insieme a Ginetto Sala in una pseudo sala stampa scolastica, dettando da sotto la scrivania per non darsi fastidio con la voce. Roba del genere.
Nino Rota aveva seguito le orme del fratello, Franco, primo di otto fratelli di Pozzolo Formigaro, provincia di Alessandria, a pochi chilometri da Castellania, dove nacque Fausto Coppi. E a Pozzolo Formigaro si era formato seguendone la scia del fratello più grande, prendendo ruolo all'ufficio stampa della Siof, la squadra giovanile agli ordini di Biagio Cavanna, facendo il corrispondente da Novi, Alessandria, Tortona, poi da Milano per approdare alla redazione del bisettimanale "Ruote" con Fulvio Astori e Cesare Facetti. Pochi mesi con i fratelli Rota in tandem, poi, le strade si dividono: Nino va alla Gazzetta dello Sport per scrivere di ciclismo e null'altro: perché null'altro lo interessava a parte la paziente e docile moglie Rita e la sua schiera di pargoli: Marco e i tre gemelli Elena, Silvia e Alessio. In Gazzetta ci sta dal '60 al '94, fino alla pensione. Mentre Franco va a La Notte di Nino Nutrizio, dove si diletta a fare l'inviato alle cronache, agli spettacoli (seguendo diverse edizioni del Festival di Sanremo), allo sport. E al ciclismo, certo, essendo stato fra l'altro amico fraterno di Bruno Raschi e portavoce di Fausto Coppi anche dopo la morte prematura del Campionissimo, scrivendo la storia più intima e vera della signora Bruna, la moglie di Fausto, sulle pagine de Le Ore e pubblicando un libro autobiografico che trasuda di ciclismo: Ultimo Chilometro, finito anche bene ad un "Premio Bancarella dello Sport". I fratelli Rota e le loro ruote non ci sono più. Franco è scomparso nel '94, dopo una grave prematura malattia, Nino mercoledì notte. Un pezzo di ciclismo se ne va.
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