BIKEEXCHANGE, COPELAND: «AL TOUR RITMI FOLLI. AL GIRO SI ANDAVA MOLTO PIÙ PIANO»

INTERVISTA | 26/07/2021 | 08:15
di Carlo Malvestio

Anche durante le Olimpiadi con le Nazionali le varie squadre non possono prendersi un momento di pausa. Lo sa bene Brent Copeland, general manager del Team BikeExchange, che anzi in questi giorni sta vivendo giornate quasi più frenetiche di quelle durante una corsa: «Siamo in un periodo di mercato, soprattutto con la squadra femminile, visto che ci saranno tante formazioni nuove e ci sono diversi movimenti». Inoltre, tra programmazione per gli ultimi mesi di stagione e analisi di quanto accaduto fino ad ora, non c’è proprio tempo per rilassarsi.


Brent, partiamo dal Giro d’Italia Donne.


«Ci aspettavano qualcosa di più da Amanda Spratt, poi con Sarah Roy e Grace Brown abbiamo provato a farci valere in volata, centrando qualche piazzamento. Anche il Giro ha avute le sue dominatrici e tante ragazze pensavano già ai Giochi Olimpici. Come è capitato anche al Tour».

Bilancio della Grande Boucle?

«Siamo andati male, devo essere onesto. Con il team performance stiamo studiando cosa non ha funzionato, ma bisogna ammettere che sia giugno che luglio sono stati due mesi negativi. Abbiamo fatto un secondo, terzo e quarto posto di tappa, più il secondo posto nella classifica maglia verde con Matthews, ma partivamo da Brest con una squadra adatta a fare di più. Il nostro obiettivo era vincere due tappe».

Cosa non ha funzionato in particolare?

«Non siamo stati fortunati con le cadute e i ritiri di Simon Yates e Lucas Hamilton prima del weekend pirenaico in cui avrebbero potuto fare bene. Amund Jansen è caduto malamente nelle prime tappe e poi ha sofferto per diversi giorni prima di ritirarsi. Dopodiché c'è il discorso che non abbiamo praticamente mai centrato la fuga buona, e questa è una colpa dei corridori, che ci hanno provato ma non sono stati abbastanza lesti da capire qual era il movimento giusto. A Esteban Chaves avevamo dato la libertà di provare a fare classifica, visto che ce lo aveva chiesto, ma sapevamo che con 60 km di cronometro sarebbe stato difficile raggiungere un buon piazzamento. La Top 10 sarebbe stata un'ottima cosa, ma ha chiuso 13°».

Michael Matthews ci ha provato fino in fondo a vincere una tappa.

«Matthews ha trovato un Cavendish che volava. Posso assicurarvi che Michael andava forte, era in ottima condizione, e i suoi numeri erano quelli dei tempi migliori, ma Mark andava veramente troppo forte. Addirittura, in volata gli dava due biciclette senza problemi. Non me lo sarei mai aspettato un Cavendish a questi livelli. E per noi è un peccato, perché fosse stato anche un solo gradino sotto saremmo forse riusciti a vincere la maglia verde, ma questo è il bello dello sport. Ci abbiamo provato, anche andando in fuga e prendendo i punti degli sprint intermedi, e credo che i tifosi si siano divertiti nel vedere la lotta aperta fino alle ultime tappe».

Quindi ora il mirino su cosa si sposta?

«Contiamo di fare una bella Vuelta a España. Punteremo molto su Lucas Hamilton, che ha un grande talento e voglia di rivalsa dopo un Tour sfortunato, e poi su Matthews per le vittorie di tappa. Stiamo valutando anche Chaves, vediamo come esce dalle Olimpiadi. Finora la stagione è andata tra alti e bassi, con il podio al Giro di Yates come ricordo migliore. Ci manca una vittoria di peso».

Possibilità di vedere Konychev e/o Colleoni alla Vuelta?

«Konychev non ce l'ha in programma, mentre per Colleoni riteniamo sia troppo presto per fargli fare una corsa di tre settimane. Ha comunque un grande motore, da coltivare con calma. Entrambi esordiranno in un Grande Giro l'anno prossimo».

Bernal al Giro e Pogačar al Tour hanno dominato. Il miglior Simon Yates ha possibilità di competere?

«Molto difficile, soprattutto se ci sono tanti chilometri a cronometro, dove abbiamo visto a Milano che perde troppo. Dovrebbe guadagnare molto in salita, ma al momento fare grosse differenze è complicato, a meno che non ci siano crisi dei rivali. Contro Egan al Giro abbiamo sognato di ribaltare la corsa per un paio di giorni, ma se è al meglio, e lo stesso discorso vale per Pogačar e Roglič, al momento ha qualcosa più di noi purtroppo. Bisogna essere onesti e dire che sono più forti».

Ma chi ha impressionato di più, Bernal o Pogačar?

«Numeri alla mano, Pogačar è di un'altra categoria».

Quindi ne deduciamo che al Tour sono andati più forte che al Giro?

 

«Molto, molto più forte. Ci sono i numeri dei potenziometri che lo confermano. Lo si può chiedere anche agli allenatori delle altre squadre, diranno la stessa cosa. La prima settimana poi sono andati come se stessero correndo una grande classica ogni giorno. Il livello generale era veramente altissimo».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Paul MAGNIER. 10 e lode. Pensa d’aver perso, d’essersi fatto fuggire l’attimo, ma non si perde d’animo: per questo vince. Il ragazzo ha stoffa da vendere e si vede a occhio nudo. È da tempo che me ne parla Davide...


Tantissima gente in Bulgaria, festa di popolo semplice e vagamente vergine che riporta un po' indietro le lancette del tempo, quando anche attraversare l'Italia restituiva un senso di spontaneità e persino di ingenuità del Paese ancora entusiasta, del tipico Paese...


Amareggiato per la sconfitta nello sprint di Sofia in cui dice di aver sbagliato i tempi, Jonathan Milan può comunque consolarsi: anche molti commentatori tv sbagliano i tempi. La Rai chiarisce che la voce ansimante nei filmati delle ricognizioni in...


In attesa del Giro d’Italia in provincia con la cronometro di 42 km da Viareggio a Massa in programma martedì 19 maggio, grande e prestigioso appuntamento con gli Under 23 impegnati a Marina di Carrara nell’internazionale 37° Gran Premio Industrie...


Il sogno di un intero Paese corre sulle strade del Giro d'Italia grazie a Guillermo Thomas Silva, il primo corridore uruguaiano nella storia della corsa rosa e anche il primo atleta del suo Paese a conquistare la maglia rosa di...


Bellissimo e prestigioso successo di Thomas Mariotto nella Cronometro individuale della Challenge nazionale bresciana “Giancarlo Otelli” organizzata dal Gruppo sportivo Aspiratori Otelli del presidente Simone Pontara, di Laura e Mauro Otelli. E prima vittoria per il team Autozai Contri di...


Una vittoria fantastica in una giornata davvero carica di significati: Filippo Fiorelli ha conquistato il successo nella 42ª edizione del Tro Bro Leon, classica francese considerata come la Roubaix della Bretagna. Al termine di una corsa di 201 km,...


Tre tappe, due vittorie, un giorno in maglia rosa e due in ciclamino: il bilancio di inizio Giro di Paul Magnier è davvero eccezionale. «Ho sognato un inizio così, ed era il nostro obiettivo quello di puntare di nuovo alla...


Jonathan Milan ci ha provato ancora, è andato vicinissimo alla vittoria, più di quanto avesse fatto nella tappa inaugurale, ma ha dovuto arrendersi ancora una volta a Paul Magnier. Queste le sue dichiarazioni a caldo, raccolte da Ettore Giovannelli di...


Quattro settimane dopo il trionfo alla Parigi-Roubaix, Wout Van Aert è tornato ad assaporare il gusto della vittoria: il belga ha partecipato alla più importante corsa gravel dei Paesi Bassi, la prestigiosa Marly Grav Race, nel Limburgo. Il trentunenne belga...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024