L'ORA DEL PASTO. QUELL'ARCHIVIO CHE PROFUMA DI STORIA. GALLERY

NEWS | 13/03/2021 | 07:30
di Marco Pastonesi

Antonio Maspes, raggiante e mondiale, che fra Tano Belloni e Tullio Campagnolo sorride d’immenso. Nando Terruzzi, assorto e disteso, che sopra un lettino e sotto una copertina riposa da guerriero. E un meccanico, concentrato e preciso, che fra valigie e bombolette centra un cerchione.


Immagini della Sei Giorni di Milano del 1961, estratte dall’archivio storico della Fondazione Fiera Milano, aperto al pubblico su appuntamento e in parte sempre disponibile online (archiviostorico.fondazionefiera.it). Dal 1920 al 1990, un patrimonio di documenti fondamentali, importanti, curiosi, sorprendenti. Più di 200mila fotografie, 5mila cataloghi, mille manifesti originali, 250 tra medaglie e distintivi, 30mila volumi. E ancora giornali e filmati.


Molta bicicletta e molto ciclismo. La Sei Giorni del 1961, quella con Maspes, Terruzzi e il meccanico. Anche la Sei Giorni del 1963. E tutte le esposizioni del ciclo e del motociclo, gli spazi della Bianchi, dell’Atala e della Doniselli, le novità sensazionali (le bici pieghevoli), lo stand della storia del ciclismo al padiglione dello sport nella Campionaria del 1934, il principe Umberto II di Savoia in visita ufficiale nel 1937.

Si pedala nel tempo. Liberamente. Fra velocipedi e bici da corsa, fra pubblicità di lubrificanti (la Reinach, casa fondata nel 1872, a Milano) e calzaturifici olimpionici (Fratelli Pivetta, di Montebelluna, tel. 121), fra Mina che si esibisce nella serata inaugurale della kermesse del 1961 e Rik Van Looy iridato che sta per scattare in una delle prove in pista.

La Fiera di Milano si tenne, i primi due anni, sui Bastioni di Porta Venezia, in due file di baracche usate dai profughi di Caporetto, poi si trasferì in piazza VI Febbraio nel palazzo delle scintille e nei padiglioni intorno. L’evento, annuale, durava due settimane: qui la Fiat lanciò la Balilla (nel 1932), qui la Montedison propose Moplen, materiale plastico reclamizzato da Gino Bramieri a Carosello (nel 1957), qui fu presentato il primo prototipo di videofonoregistratore (nel 1965). E qui si tenevano quei circhi magici a pedali: sprint ed eliminazioni, giri lanciati e americane a coppie, fra tavole imbandite e palchi canori, vecchie glorie e giovani pistard, un mondo da sogni.

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