LEFEVERE ALL'ATTACCO DEL GIRO: «LA SICUREZZA? NON C'È E L'UCI... TACE»

GIRO D'ITALIA | 16/05/2026 | 09:23
di Francesca Monzone

Patrick Lefevere demolisce il Giro, definendo la sicurezza della corsa una vera farsa. Non usa mezzi termini Lefevere, storico dirigente del ciclismo mondiale e ancora oggi, anche se non è più il Ceo, è figura centrale della Soudal Quick-Step, che nella sua consueta rubrica “Column” ha lanciato un durissimo attacco contro il Giro d'Italia, accusando la corsa rosa di essere rimasta indietro nel tempo e di non essere più all’altezza degli altri Grandi Giri.


Lefevere, la cui carriera da dirigente iniziò nel 1979 come direttore sportivo in squadre come Marc Zeepcentrale, Lotto, GB-MG e Mapei, prima di diventare manager e CEO della Quick Step  dal 2003 fino al ritiro operativo all’inizio del 2025, non ha nascosto tutta la propria inquietudine per quanto visto nelle prime tappe del Giro.


«Da ex CEO di una formazione ciclistica, non mi sono perso molto del Giro finora, e che settimana è stata! Ho visto corridori con la maglia rosa di cui non avevo mai sentito parlare: Guillermo Thomas Silva dall'Uruguay e Afonso Eulalio dal Portogallo. Se li avessi davanti domani, senza la maglia rosa, non li riconoscerei. Ma ovviamente, nel ciclismo tifiamo per i ‘paesi emergenti’».

Parole pungenti, ma il bersaglio principale della sua analisi resta soprattutto la sicurezza della corsa. Secondo Lefevere, stiamo assistendo ad una corsa memorabile per i motivi sbagliati e questa edizione del Giro starebbe lasciando il segno quasi esclusivamente per gli incidenti e le situazioni pericolose.

«Purtroppo, è un Giro memorabile soprattutto per i motivi sbagliati. Ho visto due idioti a bordo strada che cercavano di spingere i corridori. Posso solo sospettare che nella loro testa fosse una trovata per TikTok. Uno che spingeva e l'altro che filmava. Troppo assurdo per essere vero».

L’ex manager belga punta poi il dito contro l’organizzazione delle tappe e contro una serie di errori che, a suo dire, continuano a ripetersi anno dopo anno.

«C'è stata la quinta tappa a Potenza, dove Igor Arrieta prima è caduto, poi ha sbagliato strada e alla fine ha comunque vinto. Purtroppo, le cadute sono il filo conduttore di questo Giro. Davanti alla TV, ho già urlato più volte: ‘Ok, non imparate mai’. Transenne con i piedini in Bulgaria, un cosiddetto rettilineo finale che all'improvviso si trasforma in un'inversione a U. Per non parlare delle buche nell'asfalto di Napoli. Sai in anticipo che cadranno, e ovviamente succede. Che piova è sfortuna; niente di tutto il resto lo è».

Nel suo sfogo, Lefevere richiama anche episodi del passato, sostenendo che il problema sicurezza al Giro sia ormai cronico.
«La negligenza italiana è senza tempo. Ricordo una tappa del Giro in cui i primi venti o trenta corridori scivolarono sul traguardo. Se la memoria non mi inganna, Paolo Bettini era uno di loro. Scivolarono tutti via sulla vernice con cui erano stati dipinti i nomi degli sponsor sull'asfalto”.

Per il dirigente belga, a pagare il conto sono sempre e soltanto i corridori. «Come sempre, sono i corridori a pagarne il prezzo. Quanti ciclisti sono rimasti in gara contro ogni buon senso dopo quella terribile caduta contro il guardrail nella seconda tappa? Solo per poi ritirarsi uno, due o tre giorni dopo».

Lefevere critica duramente anche l’UCI, accusandola di non far rispettare le norme introdotte negli ultimi anni. «Guardare il Giro significa rendersi conto che la corsa non sta facendo progressi in termini di sicurezza. L'UCI ha imposto norme standard per le barriere, vieta le svolte negli ultimi duecento metri di uno sprint finale e prevede un responsabile della sicurezza per ogni gara. In pratica, tutto ciò si rivela lettera morta. Una vera e propria farsa».

L’ex numero uno della Quick-Step ha poi ricordato il progetto Safer, l’iniziativa lanciata insieme a Richard Plugge per migliorare la sicurezza nel ciclismo professionistico, ma che poi non è riuscita a portare avanti i progetti che si era prefissata.

«Posso dire che, ai miei tempi, ho almeno provato a cambiare qualcosa, ma Safer, l'iniziativa che io e Richard Plugge abbiamo avviato, si è purtroppo impantanata nella politica. L'UCI aveva, ed ha tuttora, paura di rinunciare al controllo dei regolamenti. Il nostro punto di partenza è sempre stato quello di affidare la sicurezza a esperti che avrebbero preso decisioni in autonomia. Oggi, si scopre che è successo esattamente il contrario. Safer opera con un modello basato sul consenso, in cui tutte le parti interessate hanno voce in capitolo. E così, di fatto, non succede nulla. Ne vediamo i risultati ogni giorno al Giro». 


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COMMENTI
Già
16 maggio 2026 11:16 Eli2001
lucido e impietoso

Piedini
16 maggio 2026 11:39 Aleimpe
Anche in Italia c'erano i piedini delle transenne.....

Alla Vuelta dell'anno scorso,invece,é filato tutto liscio come l'olio
16 maggio 2026 11:46 pickett
E me li ricordo solo io i tifosi belgi e olandesi ubriachi che sputavano addosso ai corridori e lanciavano i berretti perfarli cadere?Questo vecchietto odia il Giro per la famosa questione del "rimborso spese" milionario per Evenepoel,non mi pare molto imparziale.Sulle transenne ha ragione,su tutto il resto no.Le cadute,nelle prime tappe di tutti i grandi Giri,sono matematiche,per una serie di motivi,il principale dei quali é l'eccessivo numero di partenti.Ci saranno tra un mese al Tour e ci saranno alla Vuelta.RCS dovrebbe immediatamente fargli causa,e vediamo se poi se ne starà un po' zitto.PS.Naturalmente ha trovato subito uno di noi che gli dava ragione e gli faceva i complimenti!

Ne parlano solo all'estero
16 maggio 2026 11:52 Craven
Ieri c'era Salvato in tv, qualcuno gli ha fatto delle domande su queste tappe?....

Corretto
16 maggio 2026 12:42 Roxy77
Ha fatto una giusta analisi, e come ha detto Craven come mai ieri Salvato ha parlato solo del vento che andrebbe regolarizzato ponendo un limite di nodi oltre i quali non c'è sicurezza per correre.....corretto ma della curva di Napoli nessuna domanda...dei piedini delle transenne...nulla

Aleimpe
16 maggio 2026 12:44 Eli2001
se hai notato le transenne avevano i supporti piatti

Pickett
16 maggio 2026 13:00 Stef83
Ovvio,ha memoria a breve termine....
Della tappa inaugurale della Vuelta arrivata in "notturna" in cui Evenepol e lui si infuriarono,già ne ha perso il ricordo....

Bugno
16 maggio 2026 15:33 ghisallo34
Si lamenta dei settori (2) della Roubaix

Non è questione italiana ne di RCS
16 maggio 2026 18:17 Frank46
Si vedono robe assurde ovunque ed è giusto farle notare. Però non bisogna sparare a zero su una corsa dimenticandosi di tutto ciò che accade altrove.

Anche basta
17 maggio 2026 00:57 PedroGonzalezTVE
Lefevere ormai è uno che ha dato, facesse come fanno tanti gloriosi ex, guardi e taccia... ps: al Tour va bene tutto, alla Vuelta siamo li, al Giro si polemizza? La perfezione non c'è, quell'arrivo li non ha certo fatto impazzire... però anche basta eh

Frank46
17 maggio 2026 17:23 Eli2001
Siamo al giro, si commentano le magagne del giro. Posto che sua maestà Frank lo conceda. Altrimenti non si dovrebbe parlare nemmeno di ciclismo con tanti problemi ben maggiori che affliggono i nostri tempi.

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