ITALIA VERSO I GIOCHI. SALVOLDI E I PROGRAMMI DELLE NAZIONALI FEMMINILI

INTERVISTA | 12/03/2021 | 07:50

Con le Strade Bianche da poco disputate, si è aperta la stagione per il settore femminile. Abbiamo incontrato Il CT Edoardo Salvoldi per fare il punto sui programmi e le gare di osservazione della stagione. In gioco i quattro posti disponibili nella prova in linea.


Tokyo2021 è sempre più vicino. Cosa chiede oggi alle atlete italiane che sognano la corsa a cinque cerchi?


«Le Strade Bianche da poco disputate hanno dato il via alla stagione su strada. Con questo grande inizio, dalle atlete italiane mi aspetto un confronto diretto con le migliori atlete al mondo nelle gare più importanti e impegnative del calendario internazionale che presentano similitudini con la prova olimpica. Chiedo a tutte le ragazze di correre soprattutto con coraggio e di dare continuità nelle prestazioni, sono consapevole delle difficoltà che esistono nel raggiungere il risultato e dell'alto livello di competitività richiesto, ma siamo pur sempre l'Italia».

Quali sono, quindi le gare di “osservazione” che le permetteranno di costruire la Nazionale Donne Strada per i Giochi Olimpici?

«Dal Trofeo Binda di Cittiglio fino alla Liegi, passando per Giro delle Fiandre, Amstel e Freccia Vallone. Con queste gare di osservazione, in programma tra fine marzo ed aprile, più Durango a maggio, vorrei avere risposte importanti e la possibilità di disegnare la Nazionale per Tokyo2021 e magari renderla definitiva per la fine dello stesso mese. Questo per garantire la giusta serenità e concentrazione per prepararsi nel modo migliore all'obiettivo del 25 luglio. A Tokyo2021 correranno 4 azzurre e mi riserverò comunque, se sarà necessario, la possibilità di assegnare l’ultimo posto più avanti».

Ha pensato di realizzare un sopralluogo sul percorso di Tokyo2021, nonostante le difficoltà legate alla pandemia?

«Abbiamo ragionato su di un sopralluogo con le azzurre più in evidenza, nella prima settimana di Maggio. Vedremo se la situazione pandemica potrà permettercelo».

Il Giro Rosa quanto può essere funzionale per l’obiettivo Olimpico?

«Il Giro Rosa 2021 (2/11 luglio) è probabilmente il miglior evento per completare la preparazione finale all’Olimpiade».

Perché l’Olimpiade è una gara così particolare?

«Un paio di considerazioni su tutte: come noi, solo altre quattro nazioni correranno con quattro atlete, le altre con un numero di partecipanti inferiore. La gara avrà quindi al via un numero di partenti ridotto, un gruppo non superiore a 67 unità, contro le abituali 150 di un mondiale. Su quel tipo di percorso impegnativo con un numero di atlete cosi ridotto e altamente competitivo ci si può aspettare un diverso tipo di gara. Servirà una squadra composta da individualità di spicco con caratteristiche adatte al percorso in grado di affrontare tutte le variabili tattiche».

Per quanto riguarda la prova a cronometro l’Italia su chi potrà contare?

«A cronometro abbiamo un solo posto che potrà essere occupato da una qualsiasi delle atlete iscritte in una delle discipline olimpiche del ciclismo. Il percorso è molto impegnativo e la scelta potrebbe ricadere su una delle azzurre già impegnate nella prova in linea oppure a chi saprà dimostrare da oggi, di essere altamente competitiva in questa specialità. Non ci potrà comunque essere un’atleta iscritta solo per la prova a cronometro».

Diamo uno sguardo alla Nazionale Pista. Quale sarà la modalità di selezione?

«Con il gruppo azzurro della pista abbiamo un confronto settimanale, grazie alla continuità degli allenamenti a Montichiari, questo aiuta molto. Rimane ancora ad oggi l’incognita delle prove del circuito internazionale di Nations Cup (Coppe del Mondo rinominate), che se dovessero essere confermate, rappresenterebbero un ulteriore e importante momento di confronto».

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