ROMANO. «RIPARTO DALLA PALAZZAGO PER RIENTRARE TRA I PRO»

INTERVISTA | 17/01/2021 | 08:35
di Nicolò Vallone

Giro d'Italia 2020, tappa numero 3, da Enna all'Etna. Sul vulcano ad alzare le braccia al cielo sarà Jonathan Caicedo, ma durante la gara, a mettere in bella mostra la maglia color ciclamino del suo team nella fuga di gruppo, c'è anche un ragazzo di casa: Francesco Romano, nato 23 anni e mezzo fa a Vittoria, in provincia di Ragusa. Oggi, a tre mesi di distanza da quella frazione "vulcanica", il corridore siciliano non ha più un contratto professionistico. Ma ciò non vuol dire che sia senza squadra...


Francesco, dopo due anni alla Bardiani CSF Faizané cosa è successo?
«Sono stati due anni un po' complicati, forse ero troppo giovane per diventare professionista, non abbastanza maturo per affrontare una categoria molto dura come quella dei Professionisti. Un ragazzino appena entrato nella categoria, se non si dà da fare subito, è difficile che riesca a esprimersi al meglio. Soprattutto in un anno come l'ultimo, caratterizzato dal Covid, con tanto allenamento e poche gare, tutte concentrate in un solo periodo... Avevo iniziato abbastanza bene la stagione, ma dopo il lungo stop del lockdown ho ripreso male l'attività ad agosto. Con la Bardiani Csf Faizanè il rapporto è rimasto amichevole, anzi li ringrazio per questi due anni. Ora ho 23 anni e qualche possibilità in più nel mondo del ciclismo me la devo concedere...».


Facciamo un passo indietro: nel 2017, dopo quattro vittorie con la Palazzago, ti sei guadagnato uno stage con la UAE Emirates. Che esperienza è stata?
«Feci qualche garetta, senza un vero rapporto con il gruppo: li vedevo nei giorni di gara e basta. Ma nel mio piccolo posso dire di aver vissuto molta professionalità, con una grande organizzazione. Ricordo ancora i consigli di un corridore esperto come Manuele Mori, poi divenuto direttore sportivo della stessa UAE»-

Di quella parentesi poi proseguita con l'avventura alla Colpack e quindi alla Bardiani CSF Faizané cosa ti è rimasto?
«Innanzitutto in tutte le squadre mi sono trovato bene. Alla Colpack ho costruito belle amicizie e ho ricevuto tutto ciò che un corridore può avere, fu un 2018 tranquillo e felice. In Bardiani giustamente tutto è cambiato: inizi a capire cosa significa il lavoro al 100%, che le cose si devono fare con determinazione e precisione, che non puoi sgarrare in niente e fare la vita del corridore in tutto e per tutto. Ma anche lì ho trovato belle persone e stretto rapporti, lasciarli mi è dispiaciuto».

Lo scorso anno hai disputato il Giro d'Italia: che esperienza è stata?
«Bellissima, e siamo partiti proprio dalla mia Sicilia! Sono state naturalmente tre settimane molto impegnative, c'erano giornate in cui si rideva e altre in cui, tra fatica e tutto il resto, non si rideva più. Mi sono dato molto da fare, ma la condizione era quella che era e mi stavo confrontando coi migliori del mondo, mica facile. Comunque l'importante è stato dare tutto quello che potevo, mettendoci grinta e valorizzando anche la maglia che indossavo».

E adesso?
«Proprio la mia ex squadra, la Palazzago, mi ha contattato, e ho deciso di ritornare da loro per fare un bel 2021 nella categoria Dilettanti e giocarmi le mie chance per tornare tra i Pro. Mi ha fatto piacere, significa che ho lasciato ricordi positivi. Attualmente sono a casa, col nuovo anno ho ripreso a pedalare come si deve e prepararmi nel migliore dei modi. Il calendario parte a fine febbraio, ma un programma definito ancora non ce l'ho: nei dilettanti, a maggior ragione nell'incertezza del periodo tra gare annullate e via dicendo, è difficile pianificare con tanto anticipo. Oltretutto ora sono élite e quindi non posso partecipare alle corse riservate agli Under. Più avanti mi unirò alla squadra e decideremo. Farò quest'annata e alla fine vedremo come andrà e se riuscirò a firmare nuovamente nel mondo professionistico».

Nel caso, hai un piano B?
«No. Se avessi 27-28 anni sarebbe un altro discorso. Anzi, alla mia età non era nei miei programmi rimanere a piedi, ma la vita è imprevedibile. Comunque ho una famiglia che mi appoggia tanto e non mi creo troppi problemi su eventuali soluzioni extra-corse o extra-ciclismo. Per adesso sono concentrato solo sul fare bene quest'anno in Palazzago e vedere come si evolvono le cose».

Come si sono svolti i contatti con la Palazzago?
«Quando ho saputo che non avrei rinnovato con la Bardiani ho cercato un po' in giro, ma non ho trovato nessuna squadra né a livello Professional né Continental. Finché sono stato contattato da un diesse della Palazzago che mi ha chiesto se volessi giocarmi questa carta con loro: ho accettato con piacere sia perché conosco l'ambiente sia perché sapevo che quest'anno c'è anche una persona come Paolo Tiralongo che può aiutarmi a crescere».

Sei conterraneo di Damiano Caruso, miglior italiano all'ultimo Tour e al Mondiale: vi conoscete personalmente?
«Certo, ci alleniamo insieme da un paio d'anni. È un ragazzo d'oro, gli piace scherzare, una brava persona. Mi ha aiutato molto a livello mentale, per affrontare allenamenti e situazioni in gara. Mi ha fatto crescere! Avere uno come lui accanto qualcosa in più te lo dà, aiuta tanto ad esprimerti al 100%. Poi come caratteristiche lui è più scalatore rispetto a me».

Ecco, tra i velocisti chi è il tuo modello?
«Sarò scontato, dico Peter Sagan. Per il resto non ho particolari preferenze, anche perché sono un po' "distaccato" rispetto al mondo dei velocisti puri: non ho il fisico dello sprinter da volate di gruppo, preferisco essere tra quelli che restano davanti nelle corse in cui si screma molto il gruppo».

Questo è il passato e il presente di Francesco Romano, passista veloce siculo con un futuro tutto da scrivere. Un passo indietro per farne due avanti.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain. E da domenica, salvo clamorosi imprevisti, Tadej Pogačar. Lo sloveno della UAE Team Emirates - XRG ha sempre fatto spallucce quando si parlava di record da eguagliare e superare, un modo per...


Mentre la Grande Boucle attira l'attenzione del mondo su strade di Francia, in Turchia il ciclismo si ritrova al centro di una polemica abbastanza insolita. Mehmet Fatih Çiçekli è stato destituito il 18 luglio perché indossava pantaloncini da ciclista durante...


Tre giorni sulle Alpi, tre giorni per dare al Tour de France tutte le risposte che ancora cerca. Si comincia con la tappa numero 18, la Voiron - Orcières-Merlette di 185, 2 km, con 5 gpm, 3.900 metri di dislivello...


Non è stato certo il debutto al Tour de France che Antonio Tiberi sognava di fare. Il corridore della Bahrain Victorious ha lottato e sofferto fin dal primo giorno, senza però trovare mai quella gamba e quelle sensazioni che sperava....


Numeri, curiosità e statistiche aiutano a rileggere e ad approfondire quel che abbiamo vissuto nella tappa di ieri. Seguiteci: 11: UN NUOVO BOUQUETVincitore allo sprint dopo aver completato l'ultimo chilometro per le strade di Voiron a una velocità media di...


Ci sono montagne che non sono semplici salite. Sono luoghi della memoria, pagine di storia che il Tour de France continua a sfogliare anno dopo anno. Orcières-Merlette è una di queste. Oggi la Grande Boucle tornerà nella località alpina con...


Ai Gran Premi Internazionali di Fiorenzuola – 6 Giorni delle Rose bianche, la terza giornata è stata quella degli omnium, maschile e femminile, entrambi di altissimo livello, con diversi campioni olimpici e mondiali in gara. Partecipazione talmente folta che per...


L’ultima settimana del Tour de France, con vista su Parigi, e il dominio di Tadej Pogačar saranno al centro del ventesimo appuntamento con Velò, la rubrica di Rete8 interamente dedicata al mondo del ciclismo, in onda questa sera alle 21:00...


Gemellato con Pinerolo (ricordate la tappa del 2011 vinta da Boasson Hagen?), Gap - capoluogo delle Hautes Alpes - non manca neanche quest’anno sulla mappa del Tour de France. L’edizione 2026 assegna al territorio targato “05”, dopo l’arrivo a Orcieres-...


In occasione dell’ultima tappa del Tour de France a Parigi, domenica 26 luglio, i corridori affronteranno un percorso eccezionale che li porterà davanti allo storico Moulin Rouge. Per celebrare questo passaggio storico, le ballerine del Moulin Rouge saranno protagoniste sulla...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra