ALESSANDRA CAPPELLOTTO: «CICLISTE, OVUNQUE VOI SIATE, SIETE IL CPA»

DONNE | 07/07/2020 | 18:12

Durante l’assemblea generale del CPA che si è tenuta a fine giugno la divisione femminile ha avuto modo di presentare ufficialmente membri e ambasciatrici del CPA Women. Approfittando della presenza del presidente dell’UCI David Lappartient, le cicliste hanno ringraziato l’Associazione Internazionale dei Corridori presieduta da Gianni Bugno per quello che sta facendo per la difesa dei loro diritti. 


Il comitato direttivo del CPA e i vertici dell’UCI hanno salutato le rappresentanti di Africa (Ashleigh Moolman Pasio), Belgio (Femke Verstichelen), Francia (Elisabeth Chevanne Brachet - Marion Clignet), Croazia (Mia Radotic), Giappone (Eri Yonamine), Italia (Maria Giulia Confalonieri), Kazakistan (Amilija Iskakova), Messico e America Centrale (Alessandra Giuseppina Grassi), Nigeria (Joy Wachuwn), Polonia (Anna Plichta) e Spagna (Isabel Martin Martin), alle quali si stanno unendo colleghe provenienti da USA e Ruanda.


«Il movimento rosa si sta espandendo e unificando, comprendendo sempre più atlete che insieme vogliono lavorare per salvaguardare i loro interessi di categoria. CPA Women, da quando è nato nel 2017, si sta battendo per le atlete, le protagoniste di uno sport dalle incredibili potenzialità e margini di crescita. Per fare il salto di qualità che merita questo settore c’è ancora tanto da fare, a livello di contratti, salario, assicurazioni, formazione e post-carriera, ma siamo sulla strada giusta. La missione del CPA non è solo di rappresentare le atlete a livello globale con gli stakeholder del ciclismo ma anche e soprattutto aiutarle a creare le loro associazioni nazionali. Esistono paesi “ciclisticamente giovani” che possono diventare la forza del mondo delle due ruote del futuro, se davvero pensiamo ad un ciclismo globalizzato ed aperto a tutte. Il CPA le aiuta, nei paesi di origine, per rendere il movimento visibile, forte, consapevole, soprattutto in paesi in via di sviluppo o che si trovano in condizioni svantaggiate, per tutelarle e valorizzarne la professionalità. L’obiettivo del sindacato è proprio difendere gli associati più deboli grazie alla forza del gruppo. Noi vogliamo che tutte le cicliste del mondo, ovunque siano, si sentano donne del CPA» commenta Alessandra Cappellotto, coordinatrice del CPA Women, che si sta ampliando a un numero sempre maggiore di nazioni.

Il messaggio è stato ricevuto da tutti i corridori connessi alla prima assemblea generale virtuale ed è stato colto con entusiasmo anche dal numero 1 dell’Unione Ciclistica Internazionale che ha promesso lavorerà per migliorare la condizione delle atlete donne. 

«In pochi anni abbiamo già raggiunto diversi traguardi importanti: dall’aumento dei premi a una migliore logistica delle corse, abbiamo fornito assistenza legale a chi ha avuto problemi con i team, cercato di risolvere controversie emerse nel passaggio da una squadra all’altra, stretto accordi vantaggiosi per le atlete» prosegue la campionessa del mondo di San Sebastian 1997. «La collaborazione con UCI, organizzatori e team manager è propositiva e si è andata rafforzando durante il periodo critico che stiamo vivendo a causa del Covid-19. Per far crescere il movimento bisogna essere ancora più uniti e lavorare insieme. Per il prossimo futuro, oltre alla ripresa dell’attività e alla creazione di nuove associazioni nazionali, le nostre priorità riguardano la sicurezza e visibilità degli eventi, la tutela delle atlete rispetto alle forme di ciclismo “virtuale” che sempre più affascinano i fans, il riconoscimento di tutti i generi e l’incremento dei team di sviluppo in cui potranno crescere le campionesse di domani».

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