NESSUN DUBBIO: SCELGO IL CICLISMO!

TUTTOBICI | 26/01/2020 | 07:25
di Gian Paolo Ormezzano

Ogni tanto trovo chi, prendendomi forse sul serio (i miei otto nipoti no, mai, grazie a Dio), e recitando o simulando memoria-attenzione-omaggio per quella che lui chiama mia carriera e io chiamo, esagerando eccome, mia bella sfacciatamente fortunata vicenda, mi chiede se ho preferito il giornalismo di ciclismo (28 Giri d’Italia, 15 di Francia, decine di Mondiali  e classiche) o quello di calcio (7 Coppe del Mondo,  3 Eu­ro­pei, una infinità di partite di­ciamo di alto livello, club e Na­zionale). Non gli appioppo anche dieci anni di Formula 1 in giro per il pianeta, infinite gare di sci, tanta grande boxe e anche un Mondiale di ping pong.


Gli rispondo invece che ho preferito deontologicamente il giornalismo olimpico (25 edizioni dei Giochi fra estivi e invernali, temo persistente zavorrante re­cord del mondo), all’inizio incentrato sul nuoto, il mio sport agonistico da ragazzo, poi sull’atletica (omaggiata dal vivo con due mie maratone fi­nite a più di sessant’anni). Se mi chiede la diciamo performance giornalistica massima, gli offro di scegliere fra una in­tervista esclusiva di ore a Mu­hammad Alì ex Cassius Clay nel 1974 e - mia preferenza - il trasporto da Roma 1960, sulla mia Fiat 600 comprata a rate, alla nostra Torino di Livio Berruti, amico/fratello, compagno di scuola, freschissimo d’oro olimpico sui 200 metri: un giorno risalendo l’Italia, tanta gente omaggiante da salutare, appena 50 chilometri di autostrada (Genova-Serravalle), lui molto spesso dormiente, io sempre al volante fermato e multatissimo dalla Stradale per semafori rossi ignorati, un viaggio entrato nei libri di storia dei Giochi.


Ma se il tipo del quesito esistenziale insiste, e di solito insiste, chiedendomi di scegliere fra ciclismo e calcio, gli dico che non c’è gerarchia. Nel sen­so che sono due lavori, due mestieri se si vuole, assai  di­versi. Il ciclismo è ricostruzione dei fatti all’arrivo e in sala-stampa, fantasia, paesaggio, contorno, fughe in avanti, ri­storanti sommi. Ci sono stati esimi giornalisti cantori che non hanno mai visto in tanti Giri un ciclista pedalante, che sono sempre schizzati con l’au­to in cerca di tavole solenni, amici antichi, rendez-vous speciali e mica sempre raccontabili. Eppure hanno scritto pagine splendide di ciclismo: che sia merito dello sport più che loro?

Io ho e coltivo ricordi di Tour de France nel caldo drammatico di luglio, città di sera schiacciate dall’afa, cene pazzesche, bevute su­blimi, il forte sapore intellettuale della provincia francese, unico al mondo, goduto sino a notte inoltrata. E alberghi som­mari, poveri, nella Francia che stava inventandosi l’hotellerie e le autostrade. E Mario Fossati, il più bravo di tutti noi, che mi diceva: “Domani ci raggiunge Gianni Brera, ce­niamo insieme?”. Del Giro ri­cordo donne strepitose nel Sud, uomini scolpiti grezzi del Nord, tifosi con quesiti morbosi (oh la Dama Bianca…),  tanti chilometri avanti alla cor­sa con Gino Bartali a omaggiare matrimoni , battesimi, co­munioni, fidanzamenti, lauree. O a far omaggiare Gino. Scher­zi sublimi in un’Italia credulona sapendo e godendo di esserlo, e per questo capace di divertirsi con se stessa, il più bel giocattolo del mondo. Ricordo della Francia che amo le sere con Dalida che voleva parlare italiano e dopo lo spettacolo al seguito del Tour mi cercava per chiedermi come si traduce in italiano performance, delusa perché le dicevo performance, identico. Le ri­sate speciali al Giro con To­gnazzi, Vianello, Noschese, Bramieri.

Il calcio? Per le giornalisticamente ambite Coppe europee trasferte sull’aereo della nostra squadra, calciatori in prima classe con champagne libero, giornalisti in turistica (mi accadde anche da Milano a Tokyo, interminabile, per una finale mondiale di club), giornalisti tutti insieme all’albergo sul loro torpedone, idem allo stadio per l’allenamento, servizi rimediati con qualche bla-bla-bla, cena squallida all’hotel straniero, il giorno dopo la partita, tutti che vedono le stesse cose e ne scrivono, e poi di corsa a prendere l’aereo per tornare a casa all’alba. Non dico delle partite di serie A in Italia, uno strazio del nulla, quanto a contorno. E ai Mondiali il filtro di controlli sempre ottusi e tremendi, ore e ore in anticipo allo stadio per sentirsi automi cretini perfetti. Comunque sem­pre la partita con tutti che vedono la stessa cosa talora in modi assai diversi, panini su panini, la sala-stampa, per lo scambio di informazioni e persino pareri, l’albergo purchessia, e il giorno dopo si riprende.

Una sera di Tour de France con un professorastro intellettuale di provincia che mi chiede di parlare latino con lui, e ci sto ma faccio pena, vale cento sere di grandi coppe calcistiche dietro a una squadra nostrana famosa. Se qualcuno vuole, segue dibattito.

da tuttoBICI di gennaio

Copyright © TBW
COMMENTI
Lei ha vissuto mille vite
26 gennaio 2020 09:51 Ponciarello
Quella che si può definire una vita piena: e non ha detto niente dei 10 anni di F1, di sicuro quelli con Lauda e Regazzoni!
Chapeau... e anche un po' di sana invidia :-)

Complimenti
26 gennaio 2020 13:10 lupin3
Bellissimo

Sabato...
26 gennaio 2020 15:07 gianni
Spero tanto di incontrarla sabato 1° febbraio a Borgomanero e si ferma alla Trattoria del ciclista ordini "polenta e tapulòn".
saluti cordiali
Gianni Cometti

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Di sicuro la Lidl ha fatto bene i suoi calcoli, un teorema che niente e nessuno può smontare, me lo spiegano apertamente al mattino sul lungomare di Praia, “s'è deciso già a gennaio che in questo Giro avremmo corso per...


È il Giro dei sogni: ieri lo ha realizzato Giulio Ciccone, oggi è stata la volta di Igor Arrieta 23 anni, figlio d'arte con papà José Luis che è stato uno dei fedelissimi gregari di Miguel Indurain per tutta la...


Più forti della pioggia e delle scivolate. Igor Arrieta e Afonso Eulálio sono stati gli assoluti protagonisti della quinta tappa del Giro d'Italia: alla conclusione dei 203 chilometri che oggi hanno portato il gruppo da Praia a Mare a Potenza, l'alfiere...


Tim Merlier ha fatto valere la sua legge nella prima tappa del Tour de Hongrie, la Gyula - Békéscsabaappa di 143, 1 km. L’esperto velocista belga della Soudal Quick Step ha preceduto nell’ordine il colombiano Molano della UAE e il...


Sprint potente, implacabile, perfetto quello della britannica Cat Ferguson sul traguardo della Navarra Elite Classics, prova di categoria 1.PS del calendario femminile. Al termine di una corsa di 133, 4 km, la ventenne portacolori della Movistar - giunta al suo...


Fizik presenta oggi le nuove Ergolace 2, l'ultima evoluzione dell’iconica e più versatile scarpa off-road, un prodotto pensato per i ciclisti che vogliono spingersi oltre nelle avventure in sella. Ergolace 2 soddisfa i moderni ciclisti che praticano gravel e lo...


La Lidl Trek smentisce che Matteo Sobrero, dopo aver aiutato Gee West a rientrare da una foratura e Ciccone a prendere la maglia rosa, abbia lavato il pullman e tirato lo straccio nelle camere. Prima del via da Praia a...


Il velocista neerlandese Arvid de Kleijn è stato aggredito durante un allenamento in patria da parte di un gruppo di adolescenti, che lo hanno prima preso di mira a parole e quindi malmenato, lasciandolo senza sensi a terra e con...


Lotto Intermarché senza pace sulle strade del Giro. Quello che pareva essere un problema risolto, ci riferiamo al virus contratto da diversi corridori alla Famenne Ardenne Classic, sta invece mietendo vittime: dopo il ritiro forzato di Arnaud De Lie avvenuto...


Dopo un settimo posto nella prima tappa e un quinto nella terza, Marco Manenti ha migliorato ancora il suo ruolino di marcia alla Baku-Khankendi Azerbaijan Cycling Race centrando oggi il bersaglio grosso. A Naftalan infatti, traguardo della quarta frazione...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024