GIRO. BENEDETTI: «NON MI CAMBIA LA VITA, MA SONO FELICE»

GIRO D'ITALIA | 23/05/2019 | 17:11
di Diego Barbera

Dopo migliaia di chilometri all’attacco e in testa al gruppo in favore dei capitani Cesare Benedetti realizza un sogno vincendo una tappa al Giro d’Italia.

«Oggi ho avuto carta libera dalla squadra, alla fine è andata bene. In salita non ero con i primi, mi sono gestito senza seguire troppi scatti, sapevo di non dover esagerare e di poter rientrare in discesa. Nel finale ho provato ad anticipare l’ultimo strappo, ho perso contatto nel tratto più duro da Brambilla, Capecchi e Dunbar, poi loro si sono guardati un po’ e ce la siamo giocati in volata. Sono partito lungo e ce l’ho fatta» racconta impassibile il 31enne trentino della Bora Hansgrohe che non scorderà mai questa giornata conclusa in trionfo a Pinerolo ma forse non si è ancora reso conto del numero realizzato.

«Sono felice, ma questa vittoria non cambia tanto. Ho quasi 32 anni, non mi cambia la vita. Sono tanti anni che lavoro per gli altri, oggi ho sfruttato in pieno l’occasione e ne sono contento. Per me è una grande soddisfazione, un corridore come me aspetta anni una giornata così».

Le sue impressioni in conferenza:

Quanti chilometri hai fatto in fuga prima di questa vittoria?
«Non li ho mai contati, ma penso di averne corsi di più in testa al gruppo rispetto che in fuga. Questo è il mio quarto giro e ho sempre tirato molto, l’anno scorso per Sam Bennett e quest’anno per Ackermann. Insomma, sempre tanto lavoro per me, ma sempre con grande piacere perché quando hai capitani così che finalizzano il lavoro siamo tutti contenti»

Come proseguirà il tuo Giro?
«Ci sono tante tappe dure a venire, Majka e Formolo devono fare bene in salita, quindi spero di recuperare dallo sforzo di oggi e essere presente con loro dove devo».

Questa è una vittoria che ti ripaga per la fatica spesa per altri? Non sembri così felice
«Sono davvero contento, anche se non lo esterno molto. Le emozioni sono forti per giornate così che si aspettano per tutta la carriera, soprattutto per un corridore come me. Ho deciso di diventare un corridore quando ho visitato un villaggio partenza nel ’99. Vincere la prima corsa qui al Giro non chiude il cerchio perché spero di correre ancora qualche anno, ma sono molto felice».

Dove era quel villaggio partenza?
«Era il 5 giugno 99 a Madonna di Campiglio, una giornata triste per il ciclismo, io in quel momento avevo 11 anni e non me ne rendevo conto della gravità di quella giornata, col senno di poi è facile parlare. Ma da quel momento ho pensato di poter provare a correre. Mi era piaciuta l’atmosfera con i corridori e avevo un compaesano che correva e mi spronava da qualche anno. In quel momento giocavo a calcio con molta passione, ma da quel giorno mi sono deciso. L’obiettivo è stato sempre quello di arrivare in alto visto che ho avuto quel primo approccio già con un Giro».

Cosa hai pensato negli ultimi 500 metri?
«C’era poco da pensare, l’ultima volta che ho pensato è stato in cima allo strappo dove ho scollinato con poco svantaggio, ho fatto la discesa a tutta e sapevo che tre davanti potevano controllarsi e perdere secondi, per cui dovevo sfruttare quell’opportunità per rientrare. Ci sono riuscito ai -700/900 metri, con Caruso a ruota. Sono stato in coda per un po’, distante, e dopo poco sono rientrato e ai -200 metri sono uscito al vento. Pensavo fosse presto ma le gambe hanno tenuto bene e sono rimasto davanti fin sul traguardo».

Perché non hai esultato?
«Sin da quando ero esordiente mi hanno insegnato che si pedala sempre fino a un metro dopo la linea, per essere sicuri. Quindi non volevo mangiarmi l’occasione alzando le braccia prima. In più, ho avuto da dilettante un manager come Davide Boifava che non amava troppe esultanze e comportamenti fuori dalle righe.

Chi erano i tuoi miti da ragazzo?
«Ho iniziato nel ’99 e in Trentino vivevamo l’apice di Gilberto Simoni. Non ho mai avuto grandi idoli, amavo molto le volate, mi emozionavano, avrei voluto essere un ultimo uomo, ma non ho mai avuto il fisico per farlo. Così mi sono ispirato a corridori con i quali potevo avere contatto come Alessandro Bertolini, ho cercato più che altro di prendere spunto da chi si allenava con me e con chi potessi scambiare opinioni».

E Pantani?
«Ho seguito tanto i Giri del ’98 e ’99, prima poco. Avevo un vago ricordo di Fondriest e Chiappucci e la divisa della Carrera con quei bermuda a jeans. Il ricordo di Marco risale a quei due giri, ricordo triste ma solo ora a fatti avvenuti».

Hai una dedica per questo successo?
«A mia moglie e mia figlia. Perché nonostante gli alti e bassi della vita di un corridore e di una persona che viene sempre prima, ci sono sempre state. Spero di arrivare in hotel presto per potere chiamare subito mia moglie».

Copyright © TBW
COMMENTI
Bene
23 May 2019 18:45 tonifrigo
Un giorno di gloria dopo anni di fatica, un'emozione in più per noi che tifiamo sempre per gli "operai" della pedivella, gente onesta, tosta, che davanti ai riflettori s'imbarazza Il corridore operaio: serio, per niente trombone, emozionato per mancanza di abitudine. Giusto così

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.

Una bella immagine che riempie di gioia il cuore di tutti noi. Samuele Manfredi è tornato in "gruppo" anche se per il momento seduto su una carrozzina. In volto sempre sorridente, come è nel suo carattere, Samuele ha voluto fare...


Ha lasciato la Sicilia per respirare un po’. Per questo Damiano Caruso ha preso Ornella e il piccolo Oscar per migrare a Livigno, dove la temperatura è di 20° non di 40. Vincenzo farà lo stesso, domani, con Rachele e...


Parla solo inglese, finora, il Giro Under 23: due vittorie di Ethan Hayter, che si porta sulle spalle la maglia rosa, e una per Matthew Walls, che si è imposto allo sprint ieri in quel di Pescia.   per seguire...


Ucraina al potere sulle strade polacche del Tour of Malopolska. La seconda tappa ha visto infatti il successo di Oleksandr Holovash , mentre in testa alla classifica rimane il suo connazionale Anatolii Budiak. ORDINE D'ARRIVO 1 Oleksandr Holovash (Ukr) Nazionale...


Arriva il quarto successo stagionale per il team NIPPO Vini Fantini Faizanè, a metterlo a segno è il giovane atleta italiano Filippo Zaccanti, che ha portato a termine un grande lavoro di squadra svolto in particolare nelle ultime tappe per...


L'olandese Alex Molenaar, portacolori della Monkey Town - A Block CT, ha vinto la seconda tappa dell'Oberosterreichrundfarth battendo l'austriavo Schlemmer e il norvegese Skaarseth. Nono posto di giornata per Jacopo Mosca. In classifica generale resta al comando il tedesco Jannik...


Si va delineando sempre di più il fine settimana più atteso in Basilicata e da tutto il movimento ciclistico giovanile nazionale. Per la 33°edizione del Meeting (20-23 giugno), la Re-Cycling Bernalda, in stretto coordinamento con la struttura giovanile nazionale della...


La Grandvilliers - Ressons sur Matz di 174, 00 chilometri, terza tappa della Ronde de l'Oise, è stata caratterizzata da una fuga di tre uomini controllata dal gruppo. La volontà era quella di arrivare in volata e così è stato....


Parla tedesco la seconda tappa del Giro delle Filippine grazie al successo di Mario Vogt, portacolori del Team Sapura Cycling. In classifica generale resta al comando l'olandese Jeroen Meijers. ORDINE D'ARRIVO 1 Mario Vogt (GER) Team Sapura Cycling 4:49:062 Kohei...


Nella Notturna di Brugnera arriva la prima vittoria stagionale del giovane talento colombiano Nicolas Gomez che vince il Memorial Denis Zanette – Daniele Del Ben. Il corridore del Team Colpack, al primo anno nella categoria, dopo una serie di piazzamenti riesce a cogliere...


VIDEO





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy